The Living, gli eroi persi (e ritrovati) del punk di Seattle

The Living, gli eroi persi (e ritrovati) del punk di Seattle

La recensione di Luca Villa di 1982, l’album dei The Living (con Duff McKagan, futuro Guns N’ Roses, e Greg Gilmore, futuro Mother Love Bone) pubblicato a ben trentanove dalla sua registrazione proprio oggi grazie all’etichetta di Stone Gossard.

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Pensate se nel 1982, a fianco di Poltergeist, Tron e E.T., Blade Runner non fosse stato proiettato nei cinema per problemi di distribuzione, rimanendo in un impolverato quanto dimenticato cassetto per i seguenti trentanove anni.

Questo è quello che più o meno è successo con l’unico album inciso dai The Living, sconosciuta (fino ad ora) punk band di Seattle nella quale militavano future stelle del rock americano, disco rimasto a prendere polvere a casa del batterista della formazione per tutti questi anni. Solo negli ultimi anni Greg Gilmore, come mi ha raccontato qui, ha iniziato a farlo sentire ai suoi amici, arrivando a colpire positivamente il chitarrista dei Pearl Jam Stone Gossard che ha deciso di rimettere mano a quei nastri per pubblicare quelle canzoni nella loro forma definitiva in un disco uscito proprio oggi tramite la sua etichetta discografica, la Loosegroove Records.

1982 colpisce fin dal primo ascolto. Pare un gioiellino di puro hardcore punk americano dei primi anni ottanta, un disco che non sfigura affatto al fianco di pesi massimi come Walk Among Us dei Misfits, Wild in the Streets dei Circle Jerks, Plastic Surgery Disasters dei Dead Kennedys e Under the Big Black Sun degli X, tutti album incisi e pubblicati proprio nel 1982. Quello che stupisce maggiormente dell’unico lavoro in studio dei The Living è l’età media dei componenti del gruppo che viaggiava sui diciotto anni da compiersi o appena compiuti (Duff aveva spento diciotto candeline nel febbraio di quell’anno, tanto per dire).

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Nel velocissimo (sette canzoni in 15 minuti), deflagrante e tostissimo disco ci sono alcune canzoni che se fossero state pubblicate nel 1982 sarebbero diventate veri e propri anthem dell’hardcore americano. Two Generation Stand, la politica Live By The Gun, l’arrabbiata A Promise e I Want sono lì a dimostrarlo. In tutto l’album sono ben chiare tutte le influenze del quartetto, dai Dead Kennedys ai T.S.O.L., ma quanto scritto e inciso dalla band va ben oltre il semplice copia/incolla della musica che amavano in quel periodo. A Song For You, che rallenta i ritmi rimanendo comunque un up tempo (parliamo sempre di un disco punk, eh!), meraviglia perché è difficile trovare canzoni del genere pure nei dischi considerati pilastri del genere.

Dopo la registrazione del disco, le strade dei quattro si divisero. Duff McKagan e Greg Gilmore, prima di unirsi rispettivamente ai Guns N’ Roses e ai Mother Love Bone, condivideranno un’altra band insieme (i leggendari 10 Minute Warning) mentre Todd Fleischman, il bassista della formazione, si unirà ai Silly Killers. Il cantante John Conte, invece, lascerà il mondo della musica per sempre.

La storia dei The Living è stata molto breve ma è stato un errore non raccontarla prima. Ora, con 1982, quella mancanza è stata finalmente colmata.

 

1982, distribuito dalla Loosegroove Records, è disponibile in vinile e in tutte le piattaforme streaming.

Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.