Seattle – Everybody Loves Our Town

Seattle – Everybody Loves Our Town

“Tutte le cose sono legate tra loro come il sangue che unisce i membri della stessa famiglia”. Queste sono le parole di Sealth, condottiero nativo americano dal quale la città di Seattle ha preso il nome, e tratte dalla celebre lettera che scrisse al 14º Presidente degli Stati Uniti, Franklin Pierce, nel lontano 1854.


Seattle – soprannominata Emerald City per via delle estese aree verdi cittadine e delle foreste che la circondano – è una delle città americane più note al mondo. La città dello Space Needle, dove hanno sede Microsoft, Amazon, Boeing e Starbucks. Ma Seattle è conosciuta anche – o soprattutto, secondo molti – per essere stata la culla di uno degli ultimi movimenti musicali che ha avuto la forza di rivoluzionare alle fondamenta la musica rock, la cultura giovanile, la moda e molto altro. The Sonics, Green River, Nirvana e Pearl Jam sono solo alcuni nomi di band legate indissolubilmente tra di loro, proprio come il sangue che unisce i membri della stessa famiglia.

THE SONICS – Psycho

51pke7W9PlLSe c’è stata una band che ha cambiato radicalmente il concetto di rock, traghettandolo verso quello che sarebbe stato nei successivi 40 anni, quelli sono i Sonics. Attivi a Seattle nei primi anni sessanta, sono riusciti a creare un efficace mix tra garage rock e blues, piantando i semi di un genere destinato a diventare universalmente noto come punk rock. Ispiratori di gruppi che ora sono considerati i padrini del punk – MC5 e Stooges, solo per citarne un paio – verranno per sempre ricordati come la band garage più selvaggia della storia.

JIMI HENDRIX – Hey Joe

hey_joeLa canzone più famosa – anche se non fu scritta da lui – del chitarrista più famoso della storia della musica rock. Canzone simbolo del movimento hippie, nonché cantata e suonata da un vero hippie. Innovatore, leggenda vivente, eroe della sei corde, nella sua breve parabola artistica è riuscito a fondere il blues con il soul, il rock con il funky. Tutto questo, e molto altro, è stato Jimi Hendrix, nato a Seattle il 27 novembre 1942 e sepolto lì vicino, al Greenwood Memorial Park di Renton.

THE FASTBACKS – Girl’s Eyes

fastbaksI Fastbacks sono la band più nota del sottobosco delle band di Seattle che hanno contribuito a tenere alta la bandiera della musica rock nello stato di Washington tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta. Nei Fastbacks militò per breve tempo anche un certo Duff McKagan, destinato a diventare, pochi anni dopo, una delle rockstar più famose degli anni ottanta nelle file dei Guns N’ Roses.

GREEN RIVER – Swallow My Pride

green rederSe l’etichetta “grunge” nella musica ha un qualche senso, questo va cercato nel suono distorto, rumoroso e “sporco” dei Green River, una delle band seminali della città. Nelle sue fila militarono quattro delle figure cardine del movimento di Seattle che avrebbero dominato gli anni novanta: Mark Arm e Steve Turner, in seguito membri fondatori dei Mudhoney, Stone Gossard e Jeff Ament dei futuri Pearl Jam. Sebbene non abbiano mai raggiunto alcun tipo di fama o successo, il loro impatto sulle band che sarebbero nate dopo di loro è stato importantissimo.

SOUNDGARDEN – Sub Pop Rock City

soundgarden-3000-tutupashPrima di essere nota in tutto il mondo come epicentro della musica che conta, Seattle poteva già annoverare una delle migliori rock band di sempre, i Soundgarden, e un’etichetta discografica capace, tra alti e bassi, di pubblicare alcuni dei migliori dischi di quel periodo. La band di Chris Cornell, tra il serio e il faceto, dedicò questa canzone proprio all’etichetta fondata da Bruce Pavitt – la cui voce al telefono si può sentire nel brano – e fu inclusa nella storica compilation Sub Pop 200, uscita nel 1988.

MOTHER LOVE BONE – Chloe Dancer/Crown Of Thorns

mother love boneAnche se il punk e l’hardcore sono state le influenze più importanti per la musica che Seattle ha prodotto tra gli anni settanta e ottanta, non tutti i gruppi di quel periodo erano figli diretti di quel sound. I Mother Love Bone, capitanati dall’effervescente Andy Wood, apparivano più come una band hard rock dalle forti influenze zeppeliniane unite ad un mai sopito amore per i Queen e i Jane’s Addiction di Perry Farrell.

 

NIRVANA – Smells Like Teen Spirit

Si può parlare di Seattle senza nominare i Nirvana? Si può parlare di musica rock senza citare Smells Like Teen Sprit? No, perché la band di Cobain è stata in grado di spazzare via, a colpi di chitarre suonate con impeto punk rock e di liriche esistenziali, tutta una scena musicale dominata da lustrini, machismo di bassa lega e rock radiofonico. Non poco per un pezzo che nasceva come un plagio – a detta dello stesso Cobain – di Debaser dei leggendari Pixies.

TEMPLE OF THE DOG – Hunger Strike

Temple Of The Dog.promo.1991.unkSe mi fosse concesso di portare un solo disco sull’isola deserta, la mia scelta cadrebbe proprio sull’omonimo disco dei Temple of the Dog, superband formata per due sesti da componenti dei Soundgarden e da quattro sesti da membri dei Pearl Jam. Il primo disco in cui si può sentire la voce dell’allora sconosciuto Eddie Vedder che duetta – sulla memorabile Hunger Strike – con una delle migliori voci rock di sempre, Chris Cornell. Un disco dedicato alla memoria dell’amico Andy Wood, il leader dei Mother Love Bone scomparso solo pochi mesi prima per una fatale overdose.

PEARL JAM – Alive

6.-AliveAl pari dei Nirvana, i Pearl Jam erano la band su cui erano catalizzate tutte le attenzioni all’apice dell’esplosione della scena di Seattle, nel lontano 1992. A distanza di venticinque anni dalla sua nascita, la band guidata da Eddie Vedder è l’ultima grande rock band rimasta. L’ultima grande rock band rimasta.

 

ALICE IN CHAINS – Angry Chair

MI0003275871Non ci sono tante parole per descrivere gli Alice In Chains d’inizio anni novanta – attenzione, non le patetiche, ammuffite macchiette che sono ora. Gli Alice degli anni novanta erano un perfetta macchina metal rock oliata da sofferenza e dolore. Una band malata, tossica, poetica, come ce ne sono state davvero poche nella musica rock.

 

SUNNY DAY REAL ESTATE – In Circles

sunny_day_real_estateDopo quel colpo di fucile che risuonò fatalmente in tutto il mondo, il movimento di Seattle pareva giunto ad un crocevia. Tra band che si sciolsero, altre che virarono verso un rock più classico e altre ancora che si persero per strada, si stagliarono per importanza i Sunny Day Real Estate. Band emo-core nata nei primi anni novanta, venne ben presto additata come la “next big thing” dagli addetti ai lavori, che però sbagliarono clamorosamente la loro previsione. Rimangono una mezza dozzina di dischi che continuano ad ispirare tante band di oggi.

THE POSTAL SERVICE – The District Sleeps Alone Tonight

The-Postal-ServiceDopo alcuni anni passati in sordina, la Sub Pop riuscì a riemergere tra le etichette discografiche indipendenti che contano come una delle migliori label degli anni zero. Merito anche di alcune scelte azzeccate, come l’aver messo sotto contratto gli ottimi Postal Service, band elettropop guidata da Ben Gibbard dei Death Cab For Cutie.

 

FLEET FOXES – White Winter Hymnal

Fleet-Foxes_News_600… e quando, intorno al 2010, tutto la scena rock pareva essere tornata alle origini imbracciando strumenti acustici, la Sup Pop fece nuovamente centro con i Fleet Foxes. Barbe lunghe, testi poetici e composizioni squisitamente folk, questa la ricetta proposta della band di Robin Pecknold.

 

MACKLEMORE & RYAN LEWIS – Can’t Hold Us

artworks-000045605479-bqfjro-t500x500Uno degli artisti più apprezzati e rispettati di questi anni – vuoi per la sua carriera fieramente indipendente, vuoi per aver pubblicato The Heist che è schizzato primo in classifica nelle chart di tutto il mondo – è Macklemore. E di dov’è Macklemore? Ovviamente di Seattle. Una delle molte ragioni per cui ancora oggi “tutti amano la nostra città”, come direbbe il caro, vecchio Mark Arm.

 

Luca Villa