POINT OF (SCREEN) VIEW #9

POINT OF (SCREEN) VIEW #9

Speciale 70mo Festival di Cannes, in #BarracudaStyle

Maggio. Primavera? Sì forse…Entusiasmanti finali dei campionati di ogni sport? Anche…Ma per noi cinefili perdutamente innamorati questo mese è sinonimo di una sola parola. Dolce, elegante e senza tempo: “CANNES”. Il 17 Maggio infatti è iniziata la 70ma edizione del festival più glamour e seguito del mondo occidentale, con gran gala conclusivo andato in scena sulla Croisette ieri, Domenica 28 Maggio.

Considerato il prestigioso raggiungimento della cifra tonda col sette davanti, “lè festivàl” – come scimmiotterebbe il buon Vincent Vega – ha iniziato a far parlar di sé ben prima dell’apertura del sipario.
Le prime eco si sono registrate a Gennaio, quando il leggendario regista spagnolo Pedro Almodóvar viene eletto presidente della Giuria che a fine concorso ha decretato i riconoscimenti: non da sottovalutare, considerato che aggiudicarsi o meno la Palme d’Or o gli altri premi in palio potrebbe aprire (o chiudere) le porte delle distribuzioni internazionali ai registi in competizione.

A seguire, a metà Marzo, l’annuncio che una delle donne ed attrici più belle d’Europa, la nostra Monica Bellucci, sarebbe stata la madrina dell’evento, protagonista delle cerimonie d’apertura e chiusura del Festival. Un’Italia cinematografica che in quanto a Bellezza sia femminile che di film non ha mai avuto nulla da invidiare a nessuno, ed ecco arrivare infatti nei giorni successivi all’ufficializzazione della Bellucci anche quella dell’immagine ufficiale di #Cannes70, ovvero una splendida e sorridente Claudia Cardinale su uno sfondo rosso, danzante sui tetti di Roma nel 1959. Apriti cielo! “La foto è evidentemente ritoccata!” affermano i soliti perditempo, gridando allo scandalo come nella più tipica delle tradizioni festivaliere: ci penserà la stessa Cardinale a rasserenare gli animi, affermando che la cover è venuta bene e lei è solo che onorata ad essere stata scelta dal Festival.

Infine ad Aprile uno dei classici fuochi d’artificio a sorpresa cui Cannes spesso ha fatto ricorso per attirare l’attenzione del resto del mondo in prossimità dell’opening. Il “colpo” riesce alla perfezione, risollevando gli sguardi e gli animi di milioni di fan assopiti da 25 anni: i primi due episodi della terza stagione di “Twin Peaks”, sempre creata e diretta dal genio allucinato di David Lynch – di cui abbiamo recentemente parlato con il nostro Luca Villa anche qui su #BarracudaStyle – hanno visto la luce e la loro première proprio al Festival, in un evento imperdibile considerato il culto che la Serie TV ha generato nei decenni e le dichiarazioni di Lynch sulla fine della sua carriera da regista.

Giuria Cannes 2017

Un antipasto niente male verrebbe da dire, cui finalmente da Giovedì 17 abbiamo potuto aggiungere le pietanze principali, ovvero:
– i 19 titoli dei film in Concorso;
– i 18 della sempre interessante rassegna “Un Certain Regard”;
– 5 film fuori competizione, che tradizionalmente hanno riservato piacevoli sorprese;
– 16 film tra “Midnight Screenings”, proiezioni speciali e uno sulla realtà virtuale;
– 9 cortometraggi che si sono contesi la “Palma D’Oro” di categoria;
– 16 film girati da studenti di scuole di cinema di tutto il mondo, per la sezione “Cinéfondation”;
– 24 film per la storica “International Critics’ Week”, tra cui 14 lungometraggi e 10 corti;
– 28 film per la prestigiosa selezione de “La Quinzaine des Réalisateurs”, tra cui 9 cortometraggi;
– 9 tra eventi speciali dedicati al 70mo anniversario del Festival e documentari;
– 17 film per la sezione “ACID”, creata da registi francesi e stranieri per sostenare altri colleghi e i loro progetti;
– 30 “classici” restaurati, tra cui hanno spiccato “L’Atalante” di Jean Vigo e “Ecco l’impero dei sensi” di Nagisa Oshima;
– e, per gli amanti della moda e del folklore, una pletora infinita di personaggi “da red carpet” pronti a sfilare prima e scomparire poi tra i party privati che hanno preso vita tra le spiagge e gli hotel di Cannes nelle ultime due settimane.

E dopo dodici giorni sono arrivati infine i verdetti finali, al termine di un festival che – a detta di molti – si è rivelato essere uno dei più deludenti degli ultimi decenni, a partire forse proprio dal premio più importante, quello della “Palma d’Oro” consegnata al regista svedese Ruben Östlund autore di “The Square”, un’opera drammatica sulle disavventura a cascata di un uomo normale (curatore di un museo) che ha diviso una critica poco convinta al termine della proiezione.

Gli altri premi per i film in concorso sono andati a:
Grand Prix Speciale della Giuria (miglior film): “120 battements par minute”, regia di Robin Campillo
Prix de la mise en scène (miglior regia): Sofia Coppola per “L’inganno” (The Beguiled)
Prix du scénario (miglior sceneggiatura): (ex aequo) Yorgos Lanthimos e Efthymis Filippou per “The Killing of a Sacred Deer” e Lynne Ramsay per “You Were Never Really Here”
Prix d’interprétation féminine: Diane Kruger per “Aus dem Nichts”
Prix d’interprétation masculine: Joaquin Phoenix per “You Were Never Really Here”
Premio della giuria: “Nelyubov” di Andreï Zviaguintsev

Sezione “Un Certain Regard”:
Premio Un Certain Regard: “Lerd” di Mohammad Rasoulof
Premio della Giuria: “Las hijas de Abril” di Michel Franco
Miglior regia: Taylor Sheridan per “Wind River”
Miglior interpretazione: Jasmine Trinca per “Fortunata”

Il “Gran Premio Settimana Internazionale della Critica” è andato invece al film francese ambientato in Congo, “Makala” di Emmanuel Gras. “Queer Palm” (il premio per le tematiche LGBT) ancora a “120 battements par minute” di Robin Campillo, premiato anche nel concorso principale e forse il migliore film di quest’edizione.

Da segnalare alcune piccole soddisfazioni per il nostro Cinema con la premiazione sia di Jasmine Trinca per il film di Sergio Castellitto già nelle nostre sale, sia per “A Ciambra”, film del giovane (33 anni) regista italo-americano Jonas Carpignano premiato nella sezione “Quinzaine des Réalisateurs” che, seguendo la quotidianità del quattordicenne Pio, ha cercato di ritrarre la “Ciambra”, comunità rom stanziale di Gioia Tauro, in Calabria.

Per i premi alla carriera invece “Palma d’oro” onoraria al produttore e cofondatore della “DreamWorks” Jeffrey Katzenberg, “Carrosse d’Or” per il grandissimo regista tedesco Werner Herzog ed infine “Premio del 70mo anniversario” alla sempre stupenda attrice americana Nicole Kidman.

 

 

Michele Pettene