POINT OF SCREEN VIEW #35, SPECIALE OSCAR 2022

POINT OF SCREEN VIEW #35, SPECIALE OSCAR 2022

GLI OSCAR 2022 DI BARRACUDA (E QUELLI CHE INVECE VINCERANNO LA 94MA EDIZIONE…)

Domenica sera 27 Marzo, come ogni anno dal 1929, i migliori film statunitensi nominati per le varie categorie artistiche verranno premiati con l’Academy Award, fonte infinita di dibattiti, gioie e delusioni dal red carpet hollywoodiano al cineforum della vostra parrocchia.
Il solo fatto che un evento privato e celebrativo di soli film a stelle e strisce (o quasi) abbia il monopolio sull’immaginario collettivo occidentale – come simbolo univoco di qualità cinematografica – la dice lunga sulla bravura tutta americana nel pubblicizzare i propri prodotti. Ma tant’è.
Il marketing, quando si tratta di cinema, è ancora dominato dagli yankees che, tra i tanti giochetti per tenerci incollati al loro mondo e ai loro schermi hanno da sempre anche le nomination e il relativo toto-Oscar, cui ovviamente anche noi da anni non ci possiamo sottrarre…Let’s go dunque, con i 15 Academy Awards più importanti, tra l’esito più probabile prima e quelli che invece Barracuda Style vorrebbe assegnare poi…

Miglior Film
And the (Official) Oscar goes to…“Coda – I segni del cuore” (Sian Heder)
Oscar Barracuda: per schivare un minimo le consuete polemiche per le esclusioni eccellenti, l’Academy per il premio più importante ha gettato nel calderone un po’ la qualunque. Rispetto agli scorsi anni non sembra esserci però un chiaro favorito: ogni candidato porta con sé un “ma” che rende molto incerta la corsa al “Miglior Film”, a partire dal più bello del lotto per Barracuda, ovvero “Drive My Car” di Ryusuke Hamaguchi tratto da un racconto breve di Haruki Murakami. Ma, appunto, è giapponese e ha un precedente troppo recente nel sudcoreano “Parasite”, lo “straniero” mattatore-shock nel 2020. “Coda”, orrendamente tradotto con “I segni del cuore” per il  mercato italiano, è recitato in modo incredibile da degli attori realmente non udenti…ma la sceneggiatura è troppo banale seppur smuova tutti i cuori, Academy compresa. E così via dicendo: “Belfast” per quanto meraviglioso è in bianco-e-nero, “Don’t Look Up” poco originale e sbrodolato seppur esilarante, “Dune” – bellino – rappresenta un genere storicamente sfavorito, “King Richard – Una famiglia vincente” nonostante la storia clamorosa racconta il solito binomio sport & american dream iper-abusato negli anni, “Licorice Pizza” – per noi ex-aequo con il jappo – spiazza per leggerezza e romanticismo ripensando alla filmografia di P.T.Anderson, “Nightmare Alley – La Fiera delle Illusioni”“Il Potere del Cane” e “West Side Story” sono un gradino sotto agli altri (i primi due per la scrittura, il terzo perchè remake)…E quindi? Se la giocheranno “Coda” e “Don’t Look Up”, per motivi differenti due prodotti che piacciono molto a questa nuova industria hollywoodiana avida di politically correct (minoranze, climate change, messaggi politici…).

Miglior Regista
And the (Official) Oscar goes to…Steven Spielberg per “West Side Story”
Oscar Barracuda: livello altissimo e nomi altisonanti quasi equivalenti, unica presenza femminile con Jane Campion e il suo “Potere del Cane” (conterà?) ma Steven Spielberg potrebbe fare tris in questa categoria, grazie a uno sfoggio tecnico e coreografico strepitosi con il secondo adattamento del musical “West Side Story” dopo quello del 1961 che compensa una scrittura inevitabilmente poco originale con una creatività nella messa in scena (tra montaggio, coreografie, movimenti di camera) sorprendentemente “fresca” e contemporanea se pensiamo a un regista ormai 76enne. Spiace, e molto, che avanti di questo passo due film globalmente superiori come “Licorice Pizza” e “Belfast” rischino di rimanere a bocca asciutta, meritando questo premio tanto quanto l’opera del Venerabile Maestro: Paul Thomas Anderson rimane comunque il dark horse

Miglior Attore Protagonista
And the (Official) Oscar goes to…Denzel Washington per “Macbeth”
Oscar Barracuda: wow che annata il 2021…la lista fa paura per l’immensa quantità di talento (e di storia recente del Cinema) messa al servizio di film e registi di grande valore capaci di esaltare a questo giro le qualità dei nominati. Vincerà il grugno perenne e il fisico ingobbito del padre delle sorelle tenniste Williams interpretato da un super Will Smith (“King Richard – Una storia vincente”) o il “Macbeth” sanguinario e madrelingua shakesperiano di un mammasantissima come Denzel Washington? L’ambiguo cowboy de “Il Potere del Cane” che Benedict Cumberbatch spinge verso profondità psicologiche angoscianti avrà la meglio su uno dei migliori Andrew Garfield di sempre in un film come “Tick, Tick…Boom!” dalla storia tragica eppure così inspiring? Oppure come un vecchio torero esperto Javier Bardem infilzerà tutti i cari colleghi facendo valere il suo personaggio “larger than life” in “A Proposito dei Ricardo”? Tra tutti, i ruoli più difficili ci sembrano quelli di Washington e Cumberbatch: la corsa, alla fine, potrebbe essere solo tra loro due.

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Miglior Attrice Protagonista
And the (Official) Oscar goes to…Jessica Chastain per “Gli Occhi di Tammy Faye”
Oscar Barracuda: qualità memorabile anche qui, tanto che una “Celebrity DeathMatch” tra le nominate diventerebbe istantanemente l’evento più seguito del secolo, con l’Icona Nicole Kidman (“A Proposito dei Ricardo”) a far valere la sua interpretazione – da self-made-woman, emancipata e (forse) comunista durante il maccartismo nella maschilista Hollywood – sull’istrionismo e la performance della sempre meravigliosa Jessica Chastain nei panni – calzatissimi – di una tele-predicatrice caduta in disgrazia ne “Gli occhi di Tammy Faye”: potrebbe già essere abbastanza per un’edizione coi controfiocchi e invece si esagera, con la tormentatissima mamma Olivia Colman in “La Figlia Oscura”, l’eterna infelice Kristen Stewart e la sua infelicissima Lady Diana in “Spencer” e l’Altra Icona Penelope Cruz nell’ennesimo ruolo magistrale in “Madres Paralelas” a reclamare con identici meriti lo stesso, ambito riconoscimento. Ne vedremo delle belle…

Miglior Attore Non Protagonista
And the (Official) Oscar goes to…Troy Kotsur per “Coda – I segni del cuore”
Oscar Barracuda: nonostante ben due nomination (su 5) siano andate a “Il Potere del Cane” e nonostante Jesse Piemons meriti la menzione, siamo piuttosto sicuri che in molti all’Academy – e noi con loro – pensino che almeno un attore di “Coda – I segni del cuore” debba essere assolutamente premiato in rappresentanza del favoloso trio di attori non udenti (Marlee Matlin e David Durant gli altri due) capaci di regalare una performance collettiva con pochi eguali nella storia del Cinema mainstream. Troy Kotsur, quindi, dovrebbe spadroneggiare: ci auguriamo solo che anche senza una premiazione “Belfast” e il nonno-filosofo dall’ironia pungente interpretato da un irresistibile Ciaran Hinds non passino inosservati…

Miglior Attrice Non Protagonista
And the (Official) Oscar goes to…Judi Dench per “Belfast”
Oscar Barracuda: in un premio dove spesso e volentieri le performance delle “non protagoniste” nominate lasciano ricordi indelebili tanto quanto le “protagoniste” dei rispettivi film ci piace l’idea di consegnare la statuetta a una delle interpreti più talentuose e spesso sottovalutate del rigoglioso panorama britannico, quella Judi Dench qui candidata per la parte della nonna/mamma/moglie sarcastica, paziente e ancora innamorata nel film semi-autobiografico di Branagh “Belfast”. L’Academy potrebbe concordare, seppur la porta rimanga aperta anche per l’intensa, straniante interpretazione di Kirsten Dunst ne “Il Potere del Cane”, mentre Aunjanue Ellis (“King Richard”), Ariana De Bose (“West Side Story”) e Jessie Buckley (“La Figlia Oscura”) seppur brave, non sembrano avere le stesse chance, incastrate in ruoli marginali dalle rispettive sceneggiature.

Belfast-film-recensione

Miglior Sceneggiatura Originale
And the (Official) Oscar goes to…“Licorice Pizza” (Paul Thomas Anderson)
Oscar Barracuda: 
se prima di “Revenant” la notizia più discussa a Hollywood era stata per anni l’assenza di Leonard DiCaprio dalla lista dei premiati, quest’anno i riflettori sembrano essersi tutti girati verso Paul Thomas Anderson, arrivato ormai a 11 nomination totali e alla quinta addirittura per quanto riguarda le categorie legate alle migliori sceneggiature…ma zero statuette vinte. Chissà che dopo le delusioni di film ormai di culto come “Boogie Nights”, “Magnolia”, “Il Petroliere” e “Vizio di Forma” non arrivi la gioia del primo Oscar in carriera con “Licorice Pizza”, l’ennesima dimostrazione del talento non solo da regista ma anche da raffinato scrittore di uno dei più grandi del cinema statunitense contemporaneo. Occhio però caro PTA: dalla Danimarca arriva il principale rivale, con “La Persona Peggiore del Mondo” di Joachim Trier ad insidiare da vicino con la sua rivendicazione a fare scelte sbagliate i due giovani innamorati di Licorice. Se invece dovesse vincere “Don’t Look Up” di Adam McKay, vi preghiamo di venirci a trovare davanti al Dolby Theatre di Los Angeles, incatenati e schiumanti…

Miglior Sceneggiatura Non Originale
And the (Official) Oscar goes to…“Drive My Car” (Ryusuke Hamaguchi e Takamasa Oe)
Oscar Barracuda: 
grande incertezza in un premio spesso arduo da prevedere, stiracchiato nei criteri e sempre ricolmo di citazioni pescate dalla storia della Letteratura e del Teatro. Essere un remake di un film francese per di più recente potrebbe rivelarsi una fragilità per “Coda – I segni del cuore” e Sian Heder, mentre il profondo, stratificato e denso adattamento cinematografico di “Uomini senza Donne” di Murakami splendidamente realizzato dal regista Ryusuke Hamaguchi è tra i favoriti insieme al sorprendente dramma psicologico d’esordio di Maggie Gyllenhaal (“La Figlia Oscura”) e a “Il Potere del Cane” di Jane Campion (ma quel finale furbetto…). “Dune” di Jon Spaihts, Denis Villeneuve e Eric Roth invece divide troppo: adattato troppo bene nella sua fluidità narrativa o banalizzato in modo eccessivo?

Miglior Film Straniero
And the (Official) Oscar goes to…“Drive My Car” (Ryusuke Hamaguchi)
Oscar Barracuda: partiamo con una premessa doverosa…“Flee” deve per forza vincere almeno un Oscar, poi possiamo iniziare a parlare. Il bellissimo film d’animazione danese sulla storia di un immigrato afghano omossessuale scappato dalla propria patria e dopo mille peripezie giunto in Danimarca è stato candidato anche all’Oscar come Miglior Film D’Animazione e Miglior Documentario. Tra i tre premi questo è il più prestigioso ma anche il più agguerrito: più facile che “Flee” vinca l’Animazione, lasciando quindi campo libero alla solita Saab rossa e all’elaborazione del lutto di “Drive My Car”, all’altro danese “La Persona Peggiore del Mondo” e al dramma-sorpresa ingenuo e toccante direttamente dal Paese più felice del Mondo, il Bhutan (“Lunana: il villaggio alla fine del mondo”). Difficile invece un bis del nostro Paolo Sorrentino con “E’ Stata la Mano di Dio”: troppo intimo e troppo “italiano” perchè un pubblico – e una giuria – americani colgano tutti i riferimenti dell’ultima opera del regista napoletano…

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Miglior Colonna Sonora
And the (Official) Oscar goes to…“Il Potere del Cane” (Johnny Greenwood)
Oscar Barracuda: 
dai rumors pare che la giuria non abbia ancora formulato un giudizio definitivo su uno dei premi più aperti di quest’edizione. Vinceranno le composizioni classiche e angoscianti del polistrumentista (e membro dei Radiohead) Johnny Greenwood ne “Il Potere del Cane” (compositore anche in “Licorice Pizza” e “Spencer”, per dire…) o quelle trasognate ed ironiche da ultimi giorni sulla Terra di Nicholas Britell per “Don’t Look Up”? O avrà la meglio il (forse troppo) solenne, “spaziale” e incessabile accompagnamento elettronico di un altro Maestro come Hans Zimmer per “Dune”? Tutto può capitare, tranne che vincano le soundtrack dal sapore latino: quella di “Encanto” (Germaine Franco) è troppo all’acqua di rose, quella di “Madres Paralelas” (Alberto Iglesias) troppo anonima.

Miglior Fotografia
And the (Official) Oscar goes to…“Dune” (Greg Fraiser)
Oscar Barracuda: altra categoria “impossibile” dove un massiccio ex-aequo a tutti e cinque i nominati parrebbe l’unica soluzione non dolorosa. Il solo Greg Fraiser si presenta ai nastri di partenza con “Dune” mentre in sala c’è ancora il suo “The Batman”, altro capolavoro visivo: l’ennesimo adattamento del romanzo-culto di Frank Herbert deve tutto il suo fascino sabbioso e mortale al connubio instaurato sul set “marziano” del film tra il regista Villeneuve e il suo direttore della fotografia, con “Nightmare Alley – La Fiera delle Illusioni” di Guillermo del Toro e la fotografia da favola cupa di Tamara Deverell a tallonarli da vicino, consapevoli di avere in questo premio forse l’unica chance concreta di alzare una statuetta. Ma osereste lasciare a bocca asciutta tre film diversissimi tra loro ma tutti esteticamente meravigliosi come “Il Potere del Cane” (fotografia di Grant Major), “Macbeth” (Stefan Dechant) e “West Side Story” (Adam Stockhausen)?

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Miglior Montaggio
And the (Official) Oscar goes to…“Don’t Look Up” (Hank Corwin)
Oscar Barracuda: se i premi principali sono sfuggiti al blockbuster hollywoodiano capitanato da Leo DiCaprio perlomeno un bel premio tecnico se lo potrebbe meritare, anche se la concorrenza sul Best Editing è spietata con “Il Potere del Cane” e “Dune” alle calcagna. Più classico e già visto il lavoro fatto su “King Richard”, con la vera sorpresa che potrebbe arrivare da “Tick, Tick…Boom!” e una scelta creativa – animare i sogni e le intuizioni del protagonista all’interno della narrazione – dal grande fascino e originalità.

Miglior Documentario
And the (Official) Oscar goes to…“S.O.S. Summer of Soul (…Or, When the Revolution Could Not Be Televised)” di Questlove
Oscar Barracuda: uno dei più bei documentari musicali di sempre – “Summer of Soul”, la risposta black al Festival di Woodstock di cui nessuno aveva mai visto le immagini – ci sembra più che pronto ad alzare l’ambito premio in un’annata dove l’altissima qualità ha proposto opere destinate a segnare a lungo l’immaginario collettivo, con l’altro titolo Usa “Attica” a raccontare sempre attraverso filmati d’epoca sbalorditivi un’altra incredibile storia afroamericana (ben più tragica: la repressione dei carcerati ribelli nella prigione di Attica nel 1971). Non sarebbero comunque da meno il danese “Flee” e i due orientali, il cinese “Ascension” e l’indiano “Writing with Fire”, capaci di narrare sogni e contraddizioni delle due nazioni-guida della nuova Asia.

Miglior Film d’Animazione
And the (Official) Oscar goes to…“Flee” (Jonas Poher Rasmussen)
Oscar Barracuda: come detto “Flee” almeno un Oscar se lo deve portare a casa e questa sembra la categoria più abbordabile. “Encanto” è il Disney che non t’aspettavi più, ovvero un ritorno a storie più infantili e meno appassionanti per un pubblico più adulto allontanandosi da film come “Coco”: un po’ lo stesso discorso di “Luca”, ambientato in un paesino ligure e creato dall’italo-statunitense Enrico Casarosa e di “Raya e L’Ultimo Drago” (Don Hall e Carlos López Estrada) altro Disney. Interessante e unico, vero sfidante invece “I Mitchell Contro Le Macchine” (Mike Rianda e Jeff Rowe).

Migliori Effetti Speciali
And the (Official) Oscar goes to…“Spider-Man: No Way Home” (Kelly Port, Chris Waegner, Scott Edelstein e Dan Sudick)
Oscar Barracuda: il tentativo di fermare con nomination più variegate un trend consolidato che ha visto la statuetta dei Best Visual Effects terminare spesso e volentieri tra le mani di “sci-fi” e “supereroi” è molto probabile cada comunque nel vuoto a causa dell’ovvia presenza di due mega-produzioni spettacolari come “Dune” e “Spider-Man: No Way Home”. Difficilmente si andrà lontani da questi due titoli, dando magari un contentino al prodotto-Disney candidato unicamente in questa categoria tanto quanto il cugino asiatico “Shang Chi e la leggenda dei dieci anelli”: nice try ad ogni modo, a noi era piaciuto molto il mondo virtuale di “Free Guy – Eroe per Gioco” più che l’ultimo degli “007” (“No Time To Die”), ma il finale di questo “Spider-Man” è da spellarsi la mani.

 
Michele Pettene