Patti Smith live in Parma – Because the Night Belongs to us

Patti Smith live in Parma – Because the Night Belongs to us

Patti Smith live in Parma – Because the Night Belongs to us

Giunta alla soglia dei 70 anni, non è affatto azzardato inserire la “sacerdotessa maudit del rock” – o “poetessa del punk” che dir si voglia – Patricia Lee Smith, in arte Patti, in quella ristretta lista di ultime grandi icone del rock che ogni persona sana di mente e appassionata di musica dovrebbe vedere almeno una volta nella vita, onde non doversene pentire amaramente il giorno in cui ci lasceranno.

Quale occasione migliore per depennarla dalla lista che il breve di tour acustico che la Smith ha scelto di tenere in otto teatri italiani, solitamente estranei al circuito dei grandi eventi internazionali. Una piacevole sorpresa per il pubblico, ma forse non troppo, perché lei, Patti, in quarant’anni di carriera, convenzionale non lo è mai stata, e con questa scelta atipica ci ha tenuto a ribadirlo ancora una volta. Siamo nella splendida cornice del Teatro Regio di Parma, nelle terre di Giuseppe Verdi e Patti ce lo ricorda più volte durante lo show, omaggiando il maestro di Busseto con i suoi ricordi di bambina (la canzone del trovatore Manrico che cantava nel coro della scuola), improvvisazioni e persino un brano scritto appositamente per lui. L’amore per l’Italia e la sua cultura traspaiono dalle parole appassionate di Patti, che incanta il pubblico mischiando soavemente poesia, musica e omaggi colmi di amore e dolcezza a chi non è più tra noi: dal marito Fred “Sonic” Smith al compianto amico Lou Reed (di cui ha eseguito Perfect Day), da Amy Winehouse (a lei è dedicato il brano This is the Girl) a John Lennon, tributato con una cover di Beautiful Boy, dedicata al nipotino Frederick. La famiglia è anche il perno intorno a cui gira il gruppo di tre musicisti che la accompagna, chiamato scherzosamente The (Patti) Smiths, e che comprende la figlia pianista Jesse e il figlio chitarrista Jackson, oltre al fidato bassista e amico di sempre, Tony Shanahan.

Non mancano i grandi successi, dalla sensuale Dancing Barefoot, che apre il concerto, ai grandi evergreen People Have the Power e Because the Night. Ma c’è spazio anche per qualche sorpresa. Siamo in pieno periodo natalizio e Patti ci regala un’emozionante versione dell’inno Oh Holy Night, lo stesso che eseguì a Natale 2013 all’Auditorium della Conciliazione a Roma in occasione dell’annuale concerto di Natale del Vaticano. Pare che quell’esibizione sia talmente piaciuta a Papa Francesco che Patti è stata invitata ad esibirsi anche al concerto di quest’anno. E sembra proprio che la stima tra il pontefice e la cantante sia reciproca, perché in tante interviste Patti – che non si dichiara cattolica e ha sempre avuto un rapporto profondo ma conflittuale con la religione – non ha mai nascosto di apprezzare umanamente il messaggio dell’attuale Papa. Non male per un’artista che a inizio carriera cantava “Gesù è morto per i peccati di qualcuno, ma non i miei”. Alle tante (spesso pretestuose) polemiche per questa sua scelta di accettare l’invito del Papa, lei, vera anticonformista da sempre, ha scelto di rispondere facendo quello che le è sempre riuscito meglio: cantare ed essere se stessa fino in fondo.

Daria M.
(https://twitter.com/Tinybug1980)

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