Generazione “X“ made in italy

Generazione “X“ made in italy

IMGP7973In uno degli ultimi articoli scritti per questo blog mi chiedevo se il rock in Italia stesse andando sempre più verso l’elettronica grazie a personaggi come Blody betroots.

L’elettronica ha portato un’aria di novità nella musica anche se due delle maggiori scosse nel rock alternativo degli ultimi anni li hanno portati il grunge e il nu-metal.

Dalla metà degli anni 90 e fino alla fine del secolo, anche il nostro bel paese ha formato diversi gruppi molto validi, due dei quali sono ancora in auge ed hanno appena fatto uscire due dischi molto interessanti .

Sto parlando dei Verdena e dei Linea 77.

I Verdena da Valvonauta ne hanno fatta tanta di strada. Con il tempo si sono evoluti abbandonando, in parte, l’anima grunge, per un rock pi∙ soft e cupo, fatto di testi molto introspettivi e personali.

Tutte le date di questa prima parte del tour sono andate praticamente sold-out in pochi giorni e anche all’Estragon è stato un successo incredibile.

Rispetto all’ultima volta che li vidi in supporto ai Dinosaur jr. a Ferrara, sono molto maturati, rinnegano ancora il passato, nonostante abbiano suonato Valvonauta, ma come solo le grandi band riescono a fare, hanno tenuto il palco per quasi due ore in modo egregio.

Si può discutere in eterno sull’impronta che ha dato Manuel Agnelli alla band bergamasca, ma dal vivo sono oramai uno dei migliori gruppi italiani in circolazione e stasera ne hanno data ampia dimostrazione.

Memtre i Verdena sono diventati una delle band migliori della scena rock italiana, i Linea 77 con gli anni hanno perso pubblico e consenso.

I motivi sono tanti, dalle divergenze artistiche che hanno portato all’abbandono di Emi, spostando Dade dal basso alla seconda voce, fino al motivo di abbandonare la lingua inglese e le major per tornare alle etichette indipendenti.

I testi sono sempre contro tutto e tutti, con temi che vanno dalla politica alla societα moderna. Il sound come i testi è sempre lo stesso con la doppia voce, con l’aggiunta di una seconda chitarra che porta pi∙ aggressivitα soprattutto nei live.

IMGP8017Questo 2015 per loro è l’anno della rinascita per tornare in auge nonostante il sound non sia più mainstream come anni fa, cosa poco importante quando si ha passione e voglia di esibirsi dal vivo.

Il pubblico presente al Laboratorio Crash è composto da fans vecchi e nuovi che calcano le transenne come se non fossimo nel 2015, ma nel 2008 allo stadio Braglia di Modena prima dei RATM.

Il disco è appena uscito, ma il pubblico canta i brani nuovi come se fossero dei classici e poga come se non ci fosse un domani.

Il concerto è caratterizzato da un sound dal sapore “nineties“, che ha messo in risalto la natura live dei nuovi brani, affiancati allo storico repertorio, ma con un’attitudine punk-hardcore come agli esordi. Non accennano neanche un brano in lingua inglese, a segno forse di voler tagliare con il passato, ma purtroppo per chi come li segue fin dagli esordi è come un pugno nello stomaco.

 

 

In conclusione e come ogni anno :

“..arriva la nuova musica italiana, ma siamo già morti …”

Queste parole del gruppo di Venaria Reale sono sempre attuali, per fortuna perchè ci sono ancora gruppi come loro e i Verdena, che appartenendo ad un’altra generazione riescono lo stesso a reinventarsi senza mai perdere la propria identità con alti e bassi del caso, ma senza intaccare la passione per quello che fanno con 10 o 5 mila persone sotto il palco.

Carlo Vergani

@crossoverboy