Dear Lover | Otto curiosità sul legame tra i Foo Fighters e l’Italia

Dear Lover | Otto curiosità sul legame tra i Foo Fighters e l’Italia

È ormai imminente l’arrivo nel nostro paese di una delle rock band più importanti degli ultimi vent’anni, i Foo Fighters.

Si inizia con la data/evento – voluta dai Rockin’1000 – fissata per martedì 3 novembre al piccolo Carisport di Cesena per poi spostarsi, due settimane dopo, all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) e infine al Pala Alpitour di Torino.

Inganniamo l’attesa con otto curiosità – otto, come il totale dei concerti tenuti dalla band nella nostra penisola – che (forse) non sapete sul rapporto che lega la band di Dave Grohl all’Italia.

1) I Foo Fighters non hanno mai suonato nelle città che verranno toccate in questo tour italiano. Fa eccezione Cesena, che ospitò la band nel lontano 1997, allo storico Vidia Rock Club, durante il tour di supporto a The Colour And The Shape.

2) In Italia la band ha sempre regalato diverse chicche; è successo a Modena nel 1995, dove vennero proposte alcune b-side dei singoli dell’epoca come Winnebago e Podunk, mentre a Cesena fu suonata per la prima e unica volta Dear Lover, il lato B del singolo My Hero poi inserito anche nella colonna sonora di Scream 2.

3) L’unica canzone che non è mai mancata in ogni concerto tenuto su suolo italico è Everlong (escludendo i primi due del 1995, ma all’epoca la canzone non era stata nemmeno scritta).

4) Nessun precedente tour europeo, prima di questo, è iniziato dall’Italia.

5) Poco prima di unirsi ai Nirvana, Dave Grohl ha vissuto per qualche mese a Bologna con la sua ragazza dell’epoca. Sempre in quel periodo si esibì al centro sociale Leoncavallo di Milano con la sua band di allora, gli Scream.

6) Grohl ha molteplici tatuaggi sul corpo. Il secondo lo fece ad Amsterdam nel 1990. “Me l’ha fatto un ragazzo italiano di nome Andrea, la cui pistola a inchiostro era stata costruita modificando il campanello di una porta,” ha rivelato Dave un paio di anni fa. “Quando mia madre l’ha visto, le ho detto ‘Mamma, ho fatto di molto peggio, credimi. Guarda l’altro braccio’“, riferendosi all’handmade tattoo dedicato ai Led Zeppelin fatto all’età di sedici anni.

7) Non solo amore tra i Foo Fighters e l’Italia. Durante il concerto a Cesena nel 1997, un “fan” gettò una sigaretta sul palco colpendo Dave in pieno volto. Per il tour di There Is Nothing Left To Lose del 1999, i Foo non passarono dall’Italia. Dopo la data a Milano del 2006 al gruppo furono rubati gli strumenti e il tour successivo non passò dalla nostra penisola. Ci vollero ben cinque anni prima del loro ritorno.

8) Una parte importante di ogni show dei Foo Fighters è sempre dedicata alle cover. Dando una rapida scorsa alla setlist suonate in Italia, salta all’occhio come praticamente a ogni concerto siano state proposte una o più cover. Si va da Down In The Park di Gary Numan (nel lontano 1995 a Modena) alla classica In The Flesh? dei Pink Floyd (quattro anni fa a Rho) fino a Breakdown di Tom Perry, suonata a Codroipo nel 2012. Considerando l’amore di Dave per il punk hardcore, pronostico una rilettura della classica Beef Bologna dei Fear durante il concerto emiliano della band. Chi vivrà, vedrà!

Luca Villa