BARRACUDA ROCK: SELECTOR #2

BARRACUDA ROCK: SELECTOR #2

Ogni settimana sette canzoni nuove o recenti da ascoltare

Marisa Anderson In Dark Water: immaginate di essere in mezzo a un deserto con l’orizzonte che vi sembra infinito invece che a casa, in automobile o su un vagone della metropolitana. Marisa Anderson, chitarrista e compositrice originaria di Portland, è in grado di farvi viaggiare con il solo ausilio dei suoi arpeggi ipnotici. Occhio però a non distrarvi e sbagliare l’uscita della tangenziale o perdere la vostra fermata.

Tinariwen Arghane Manine: già che siete arrivati nel deserto, tanto vale restarci per un po’. E chi conosce il deserto meglio dei Tinariwen, autentici sacerdoti del ‘Sahara Blues’? Kel Tinariwen, nuovissimo lavoro della band originaria del Mali, racconta un lungo viaggio verso la Mauritania, ma invece di far perdere l’ascoltare lo guida per mano attraverso onde di suono e dune di sabbia.

Big Joanie In My Arms: le Big Joanie, che si autodefiniscono come un trio di ‘black feminist punk’, possono vantare il raro dono della semplicità. Melodie accattivanti e testi tutt’altro che banali si incastrano sulle costruzioni di chitarra, basso e batteria, senza virtuosismi o colpi di scena ma anche senza alcun passaggio a vuoto.

Weyes Blood God Turn Me Into a Flower: Natalie Mering, in arte Weyes Blood, è tra i nomi più celebrati dalla stampa di settore in quella categoria che una volta si sarebbe definita dream-pop. Cresciuta cantando nelle chiese di Santa Monica, California, qui stende un tappeto sonoro etereo, a tratti soffice con cui accompagnare la sua preghiera laica e anche parecchio amara.

Brockhampton All That: nonostante siano una delle realtà hip hop di maggior successo degli ultimi dieci anni, i Brockhampton hanno deciso di dire basta e l’hanno fatto non con uno ma bensì con due dischi d’addio pubblicati a poche settimane di distanza. All That, gioiellino a metà tra i De La Soul e certo r&b anni novanta, non fa che aumentare il rimpianto per la loro scelta. 

 Michael Jackson Starlight: forse non tutti sanno che Thriller, il pezzo che dà il titolo al capolavoro di Michael Jackson, si sarebbe dovuto intitolare Starlight. Ora, in occasione del quarantennale del disco, rispunta il demo originale scritto da Rod Temperton e poi manipolato dal produttore Quincy Jones (che riteneva troppo banale il pezzo proposto da Temperton). Dopo aver assimilato nel corso dei decenni la versione poi finita sul disco – e immortalata dal leggendario video diretto da John Landis – ascoltare Starlight fa un effetto curioso ma affatto spiacevole.

ceneri Lucchetti: Irene Ciol, cantautrice friulana classe 2000, torna con una nuova canzone in cui propone il suo indie intimista e delicato. Grattando sotto la superfice di una canzone solo in apparenza fragile, affiorano qualità di scrittura e potenza espressiva non comuni. Due minuti e quindici secondi che promettono molto, molto bene.

 

Dario Costa