3 album che amerai se ami… Vs. dei Pearl Jam

3 album che amerai se ami… Vs. dei Pearl Jam

3 album che amerai se ami…” è la rubrica di barracudastyle.com nata con l’obiettivo di farti scoprire nuovi dischi partendo da un album che ami particolarmente.

Nessun consiglio troppo facile o scontato: non sarà mai indicato alcun disco dello stesso artista o dello stesso gruppo e non inviteremo all’ascolto di album facilmente collegabili a quello scelto in partenza (esempio: se il disco di riferimento è Nevermind dei Nirvana, non ci limiteremo a consigliare l’ascolto di Ten dei Pearl Jam e Dirt degli Alice in Chains).

Pearl Jam | Foto: Lance Mercer

Pearl Jam | Foto: Lance Mercer

Dopo Into The Wild, Nevermind, Temple Of The Dog, EarthlingJar of FliesBubblegum, Euphoria Morning, oggi abbiamo selezionato i 3 album che amerai se ami Vs. dei Pearl Jam, il secondo iconico disco del gruppo di Seattle, l’opera da molti considerata la più riuscita della discografia del complesso. Curiosità, Vs. è il lavoro dei Pearl Jam preferito da Stone Gossard.

 

DEAD BOYS – YOUNG, LOUD AND SNOTTY

Young, Loud and Snotty è il disco di debutto dei leggendari Dead Boys, punk band di Cleveland in grado di cambiare per sempre il volto più furioso e iconoclasta del rock. I riff assassini di Cheetah Chrome uniti alla voce dell’istrionico Stiv Bators sono gli ingredienti principali della formula dei Dead Boys, dai quali i Pearl Jam attingeranno a piene mani per diverse canzoni presenti in Vs.

Canzone consigliata: Ain’t Nothing to Do 

 

KING’S X – FAITH HOPE LOVE 

Uno dei migliori dischi dei King’s X, uno dei tesori nascosti dei primissimi anni Novanta, opera che mescola con successo l’hard rock con echi soul, gospel e funky. Uno degli album più accessibili tra quelli pubblicati dal trio del Missouri, ideale biglietto da visita per chi non li avesse mai nemmeno sentiti nominare. Oppure per chi ama certe ritmiche presenti in diverse canzoni contenute nel secondo album in studio dei Pearl Jam.

Canzone consigliata: It’s Love 

 

LED ZEPPELIN – PHYSICAL GRAFFITI

Doppio album frutto di quasi due anni di lavoro, il disco è il Tommy, il Beggar’s Banquet e il Sgt. Pepper dei Led Zeppelin, tutti in uno; è il disco con cui Page e soci si guadagneranno la definitiva rispettabilità artistica agli occhi di pubblico e critica“. Così ne scriveva Rolling Stone nel 1975, l’anno di pubblicazione di questo (ennesimo) capolavoro degli Zeppelin. Se amate Vs. è impossibile che non amerete alla follia pure questo Physical Graffiti, provare per credere.

Canzone consigliata: In My Time Of Dying

Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.