3 album che amerai se ami… il disco dei Temple Of The Dog

3 album che amerai se ami… il disco dei Temple Of The Dog

“3 album che amerai se ami…” è la nuova rubrica di BarracudaStyle.com che ha l’obiettivo di farti scoprire nuovi dischi partendo da un album che ami particolarmente.

Nessun consiglio troppo facile o scontato: non sarà mai indicato alcun disco dello stesso artista o dello stesso gruppo e non inviteremo all’ascolto di album facilmente collegabili a quello scelto in partenza (esempio: se il disco di riferimento è Nevermind dei Nirvana, non ci limiteremo a consigliare l’ascolto di Ten dei Pearl Jam e Dirt degli Alice in Chains).

Chris Cornell in uno scatto tratto dal tour dei reunion dei Temple Of The Dog del 2016

Chris Cornell in uno scatto tratto dal tour di reunion dei Temple Of The Dog del 2016

Dopo Into The Wild di Eddie Vedder e Nevermind dei Nirvana, oggi abbiamo selezionato i 3 album che amerai se ami il disco dei Temple Of The Dog, super gruppo formato da componenti dei Soundgarden e dei Pearl Jam per onorare il compianto Andy Wood dei Mother Love Bone.

 

LOU REED & JOHN CALE – SONGS FOR DRELLA

Songs for Drella è il tributo dei due ex Velvet Underground Lou Reed e John Cale al compianto Andy Warhol, scomparso tre anni prima la pubblicazione di questo disco e produttore dello storico The Velvet Underground & Nico, seminale debutto della formazione di New York. Nelle 15 canzoni di Songs for Drella (uno dei soprannomi di Warhol ottenuto dall’incrocio tra Dracula e Cenerentola) c’è tutta la tristezza e il dolore provato per la perdita di un amico. Lo stesso dolore che Chris Cornell canta nelle canzoni del disco dei Temple Of The Dog.

Canzone consigliata: Nobody But You

 

NICK CAVE & THE BAD SEEDS – SKELETON TREE 

Quando Arthur Cave, il figlio quindicenne di Nick, cadde da una scogliera morendo sul colpo, il cantante australiano aveva già composto quasi tutte le canzoni di questo Skeleton Tree. Dopo la tragedia, Cave tornò in studio e cambiò gran parte dei testi per esorcizzare il puro dolore che stava provando per la prematura perdita del figlio. Da tutto questo ne è venuto fuori un capolavoro, paragonabile per intensità alle canzoni incise dai Temple Of The Dog nel 1990.

Canzone consigliata: Girl in Amber 

 

THE MURDER CAPITAL – WHEN I HAVE FEARS

Il disco di debutto dei Murder Capital, giovane band irlandese post-punk, è un condensato di puro dolore ispirato al suicidio di un amico comune del gruppo. When I Have Fears è pieno di canzoni impregnate di puro dolore, dove il gruppo spesso si chiede cosa avrebbe potuto fare per cambiare il corso degli eventi. Infine la consapevolezza finale dell’intero lavoro, riassunta nella frase “There’s nothing on the other side” cantata da James McGovern in Don’t Cling To Life, canzone scritta durante le registrazioni del disco in seguito alla prematura scomparsa della madre di un componente del gruppo. Uno dei dischi più dolorosi di sempre, proprio come quello dei Temple Of The Dog.

Canzone consigliata: On Twisted Ground

Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.