X in dieci canzoni

X in dieci canzoni

Alla scoperta di uno dei migliori gruppi americani degli ultimi quarant’anni: gli X.

Now there are seven kinds of Coke, 500 kinds of cigarettes
This freedom of choice in the USA drives everybody crazy
– See How We Are, X

X The Band (2)

Gli X non hanno solo scritto una delle migliori canzoni degli ultimi trent’anni o giù di lì, ma hanno anche fatto capire a tutto il mondo che partendo da territori hardcore punk si potesse arrivare a suonare country a testa alta, con una fierezza d’intenti e un’integrità che ben pochi altri gruppi americani possono vantare.

La band si forma nel 1977 a Los Angeles – Exene Cervenka (voce), John Doe (basso e voce), Billy Zoom, (chitarra) e D.J. Bonebrake (batteria) – e inizia ben presto a esibirsi nel circuito californiano dei club. Diventano ben presto una cult band, l’act da vedere a ogni costo.

Segue nel 1980 il debutto, intitolato come la loro città e prodotto da quel vecchio volpone di Ray Manzarek dei Doors. Nei tre anni successivi segue la pubblicazione della sacra triade del complesso – Wild Gift del 1981, Under the Big Black Sun (l’album più cupo del gruppo, quello preferito da Exene) del 1982 e More Fun in the New World del 1983.

Proprio quest’ultimo album rappresenta forse il punto più alto della carriera del gruppo pieno di riferimenti politici (in particolare alla politica americana, sia interna, sia estera), vibrante di echi funky e dove la passione per il country del gruppo appare più evidente che mai. Tempo due anni e gli X iniziano a dare segni di cedimento: il fido Manzarek è sostituito dal produttore Richard Wagener, Billy Zoom lascia la baracca, John Doe più che suonare, appare in numerosi film.

Nei primi anni novanta la band si riattiva, dà alle stampe un nuovo disco (il trascurabile Hey Zeus!) e una registrazione unplugged, dove la bellezza di alcune loro composizioni è messa in risalto sotto una luce del tutto nuova. Dagli inizi duemila, il gruppo inizia una frenetica attività live e va in tour con i Red Hot Chili Peppers (da sempre grandi fan del complesso) e con i Pearl Jam.

Solo qualche giorno fa, il 15 ottobre, gli X pubblicano via Fat Possum Records l’inedita Delta 88 Nightmare, il primo pezzo composto dal 1993 che si ricollega idealmente con i suoni feroci e incendiari dei primi tempi, segno che l’avventura del gruppo non può ancora dirsi conclusa, fortunatamente.

Per chi si stesse ancora chiedendo qual è “una delle migliori canzoni degli ultimi trent’anni”, è la traccia numeri sei della playlist che potete ascoltare proprio qui sotto.

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.