Time Travel Barracuda Seattle: Andrew Wood e la scintilla del rock alternativo

Time Travel Barracuda Seattle: Andrew Wood e la scintilla del rock alternativo

La sua vita fu come un fuoco d’artificio. Ma pochi, anche tra gli appassionati di musica del periodo, ricordano il suo nome. Il Time Travel di Barracuda, con il docufilm sugli anni ’90 di Seattle, ci introduce alla (breve) vita di un artista dirompente: Andrew Wood.

Ultimo di tre figli, Andrew Patrick Wood nacque nel 1966 nel profondo sud di Columbus, Mississippi, ma crebbe nel profondo nord di Bainbridge Island, Washington, a poche miglia di mare da Seattle.

Nella casa dei tre fratelli della famiglia Wood, di cui Andrew era il più piccolo, la musica non mancava mai. E i genitori incoraggiarono la passione per la musica suonata che ben presto i tre ragazzi dimostrarono. Risultato: a soli 14 anni Andrew e il fratello Kevin fondano i Malfunkshun.

Il glam rock era l’influenza principale della band ed Andrew prese in prestito il carisma di frontmen come Freddie Mercury, Paul Stanley e Marc Bolan per creare uno stile inedito.

La band registrò vari demo, continuando a battere i palchi di Seattle assieme ad altre band del periodo e riuscendo a mettere il proprio nome nella prima pietra miliare del Seattle sound: la compilation Deep Six dell’etichetta C/Z Records.

Nel 1988 i Malfunkshun si sciolsero. I problemi con la droga di Andrew andavano già avanti da tre anni, ma per Wood suonare era la vita. Nello stesso anno, assieme ai resti di altre due band della scena di Seattle (Jeff Ament e Bruce Fairwather dei Green River e Greg Gilmore degli Skin Yard) fondò i Mother Love Bone: la prima band della Emerald city a firmare con una major discografica, la PolyGram.

La Stardog, sussidiaria della PolyGram, nel 1989 diede alle stampe Shine, un album di 6 pezzi. Il debutto convinse Andrew Wood ad entrare in riabilitazione, per liberarsi dal demone dell’eroina.

Nel 1990 i tour non si fermano e la band è in attesa dell’uscita del secondo album: Apple. Il 16 marzo Wood venne trovato dalla sua ragazza in stato comatosa da overdose. Morì qualche giorno dopo. L’album venne pubblicato a luglio di quell’anno.

L’eredità di Andrew Wood

Wood è rimasto incollato all’anima di tutti coloro che l’hanno conosciuto. In particolare c’era qualcuno che condivise molto con lui (nel vero senso della parola). Cris Cornell, cantante dei Soundgarden, fu suo coinquilino. Dalla sua amicizia con Wood, e a seguito della sua morte, nacquero due canzoni: Reach Down e Say Hello 2 Heaven. Ma da lì nacque anche qualcosa d’altro: i Temple of the Dog. Oltre a Cornell, nella superband c’era anche gli ex Mother Love Bone Stone Gossard e Jeff Ament (futuri Pearl Jam), Matt Cameron (Soundgarden e futura batteria dei Pearl Jam), Mike McCready (futura chitarra dei Pearl Jam) ed Eddie Vedder (Pearl Jam).

Il grunge e Andrew Wood

Com’è facile capire dai nomi citati qui sopra, seppure Andrew Wood non scrisse di proprio pugno i pezzi storici del grunge, il suo estro e il suo carisma misero in moto un movimento che ha saputo dominare le scene musicali per tutti gli anni ’90. Dalla verde Seattle, periferia USA, alle radio di tutto il mondo.