Time Travel Barracuda Miami: Little Havana

Time Travel Barracuda Miami: Little Havana

I’m Tony Montana, a political prisoner from Cuba. And I want my fucking human rights, now! Just like President Jimmy Carter says. Okay?”. Tra le prime battute di Scarface, il capolavoro di Brian De Palma e Oliver Stone, c’è il succo di quello che contribuì a rivoluzionare Miami negli anni ’80. È in quel campo per rifugiati in cui sono ambientate le prime scene del film, che inizia idealmente questa nuova tappa del Time Travel Barracuda.

C’era una volta una Miami il cui tessuto sociale era ben definito: oltre l’80% della popolazione era composta da bianchi non ispanici. Ma era prima del ’59.

In quell’anno, a distanza di pochi chilometri dalla tranquilla e capitalistica costa della Florida, un’isola divenne l’enclave del comunismo in estremo occidente. A Cuba, la fuga di Batista lasciò spazio all’Ejército Rebelde di Castro e Che Guevara e all’instaurazione del regime d’ispirazione marxista. Ne seguì il primo esodo di massa dei cubani, accolti più o meno ufficialmente dalla Florida.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              1980: l’economia comunista dà qualche segno di cedimento; il malcontento è molto più di un vago sentimento diffuso. 10 mila cubani vogliono diventare peruviani a tutti i costi e, a Castro, la cosa non va giù per niente e coglie l’occasione per liberare l’isola rossa da quella che ritiene essere “spazzatura umana”.

Persone sospettati di essere oppositori, spie, teppisti: gli indesiderati dal regime sono invitati a salire su una barca e prendere il largo per l’altra via, il sogno americano. È il cosiddetto Esodo di Mariel e vede ben 125 mila cubani approdare sulle coste del sud della Florida, accecati dalla promessa di una società libera, in cui i diritti umani sono tutelati. Qui tutto è possibile e non si rischia di morire per una spiata.

La gran parte dei profughi rimangono a Miami e modificano profondamente la popolazione di una città che è già nel bel mezzo di una rivoluzione culturale. Nel 1980 la percentuale di bianchi non ispanici in Miami è di appena il 19,4% della popolazione. Gli ispanici (non solo cubani) sono il 56%.
Scarface è dell’83: ci vollero solo tre anni per metabolizzare quanto stava accadendo, tradurlo in epica e scrivere una grande storia. È il potere magico della cultura USA.

Un cambiamento che non poteva non lasciare un’impronta nella nuova immagine di Miami. Le notti dell’ex-ospizio degli USA s’infiammano con un’irrequieta e sensuale febbre latina. I ritmi cubani diventano la colonna sonora di una società meticcia.

Il Time Travel di Barracuda ci porta tra le vie del quartiere Little Havana, dove si percepiscono ancora nettamente le atmosfere cubane di Miami. Con le parole di Federico Buffa esploriamo i personaggi, gli artisti e i luoghi della città che ci raccontano la storia della città (e di una parte della cultura americana moderna) con il passionale accento latino.

 

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