THE SNEAKERS STRAIGHTLINES EXPERIENCE #3

THE SNEAKERS STRAIGHTLINES EXPERIENCE #3

Elon Musk, l’architetto del Domani

 

Mi piacerebbe morire su Marte. Ecco, magari non per l’impatto.
[Elon Musk]

L’ancor giovane vita di Elon Musk si può sintetizzare come la risposta spettacolare (e ricorsiva, a stare in tema…) ad un’unica domanda in cui tutti almeno una volta ci siamo imbattuti: “What’s next?”
E adesso cosa farai?
La differenza tra il 46enne e 54mo uomo più ricco del mondo secondo Forbes (il suo patrimonio è stimato sui 20 miliardi di dollari) e il resto degli umani è quante volte Elon sia riuscito prima a far generare questo quesito esistenziale, e poi a rispondere continuando a rilanciare.

Il primo impatto con la domanda il piccolo Elon deve averlo avuto a non più di 10 anni, nel 1981, in seguito ad un anomalo quanto ossessivo interesse per le tecnologie come il Commodore VIC-20 e gli IBM. Alle scuole medie di Pretoria (SudAfrica) raccontano che lo si vedeva di frequente nella biblioteca scolastica, affamato di conoscenze e libri che non erano naturalmente inseriti nel programma di studi per quell’età.
“E ora sentiamo, giovane Elon, dopo questo Commodore che vorresti fare?!”

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La risposta è piuttosto rapida, e sorprendente. A 12 anni, nel bel mezzo dell’elaborazione di un dramma famigliare come la separazione dei genitori e gli abusi psicologici di un padre crudele con cui lotta da sempre, il suddetto giovane Elon alza l’asticella, diventando da autodidatta esperto di linguaggi di programmazione e vendendo un suo gioco creato con BASIC a un magazine i-tech per 500 dollari.

I prodromi di quello che sarà destinato a diventare uno degli imprenditori più visionari del nostro pianeta si vedono già tutti: la passione per il Gioco tecnologico – fonte adrenalinica manipolabile in modi potenzialmente infiniti -, una capacità di apprendimento e di sete di conoscenza sopra la media e lo spirito da business man alla ricerca del superamento del rischio per vincere la sfida con se stesso.

Il merito però risiede anche nei geni dei genitori: la madre è una splendida modella e dietologa canadese da sempre self-made woman, il padre un ingegnere elettromeccanico sudafricano e i nonni materni degli “avventurieri” capaci di testare già nel 1952 alcuni viaggi su aerei ad elica, si dice per cercare dall’alto la famigerata Città Perduta…

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Il DNA è dunque più che promettente, ed Elon – insieme all’altro talentuoso fratello Kimbal – non fa nulla per nasconderlo. Dopo aver studiato in un’università canadese, Musk si trasferisce all’Università della Pennsylvania, laureandosi in Fisica prima e in Economia poi. A 24 anni sembra essere pronto per il Dottorato in Fisica a Stanford, ma lo spirito libero che tanto ci piace – quello “straight”, dritto per la propria strada, associato alla nostra collezione di sneakers Barracuda Straightlines – lo trascina fuori dall’ambiente accademico per seguire il proprio istinto imprenditoriale.

In pochi anni, con il fratello e grazie all’aiuto di un piccolo gruppo di investitori, fonda nell’ordine ZIP2 (venduta a Compaq nel 1999 per 341 milioni di dollari) – un software per l’editoria online -, X.com e soprattutto PAYPAL, il sito per pagamenti sicuri online che ancora oggi tutto il mondo utilizza. Nel 2002, a soli 31 anni, dopo aver ricavato 165 milioni di dollari dalle quote della vendita della sua sua co-creatura a eBay per 1,5 miliardi di dollari, Elon Musk può tornare ad alzare gli occhi al cielo: la prossima sfida risiede lì, oltre le nuvole, nello spazio.

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Finito il tempo dei “giochetti” col computer e con il web, è giunto il momento di pensare a progetti più maturi e un “pelino” più ambiziosi: battezzata la California e la Silicon Valley come – piuttosto scontata – nuova casa, Elon nel Maggio del 2002 fonda SPACEX, la sua personalissima azienda di produzione e lancio di…razzi spaziali.

L’obiettivo è smisurato e dichiarato: colonizzare Marte, idea che da sempre ossessiona Musk. Un pensiero apparentemente “matto” ma sintomo di una mente che vede “oltre”, nel Futuro, e che ufficialmente ambisce a regalare alla comunità umana un’alternativa concreta al pianeta dove da sempre è confinata. Un piano fantascientifico che di anno in anno è sembrato però sempre meno assurdo: i Falcon di Musk – chiaro omaggio al Millennium di Star Wars – sono i primi razzi privati e commerciali a mandare una…macchina in orbita con tanto di astronauta con gomito fuori dal finestrino, un satellite nell’orbita terrestre e uno sulla Stazione Spaziale Internazionale, mentre il primo Mars Colonial Transporter – il primo razzo per trasportare umani su Marte – è programmato per essere lanciato nel 2022…

“Sì vabbè…e dopo aver mandato gli umani su Marte, caro Elon, cosa pensi di fare?” 

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Nell’attesa che si concretizzi il primo viaggio sul Pianeta Rosso, Musk ha già iniziato a rispondere ai tanti scettici che guardano con sospetto questo ragazzetto che, come dice il fratello, sembra “vedere” sempre più avanti di 12 mosse come i grandi maestri di scacchi, gioco di cui Elon è appassionato.

Un anno dopo la fondazione di SpaceX infatti, ecco arrivare anche l’investimento nel mercato automobilistico: TESLA, fondata nel 2003, diventa il nuovo innovativo progetto in cui Elon Musk si dedica anima e corpo, sviluppando una macchina completamente elettrica con l’intento di “accelerare il sopravvento delle energie sostenibili”, costringendo il resto del mercato non solo a confrontarsi con un nuovo concorrente ma addirittura ad “abbandonare il gas per recuperare il gap con questi nuovi prototipi”.

Visioni, idee, ambizioni che hanno alla base anche l’irrefrenabile desiderio di dimostrare ogni giorno di più non al mondo, ma forse solo al padre con cui non si è mai riconciliato e il cui pensiero gli provoca ancora delle lacrime, una sola cosa: ce l’ho fatta, e continuerò a farcela anche Domani.

Dal punto di vista psicologico, per l’umanità essere bloccati sulla Terra costituisce un limite – e Elon non è quel tipo di persona cui piacere avere limiti.
[Louis Friedman, astronauta e collega di Musk]

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Michele Pettene