THE SNEAKERS STRAIGHTLINES EXPERIENCE #2

THE SNEAKERS STRAIGHTLINES EXPERIENCE #2

Tommy Wiseau – Il peggior regista di sempre diventato autore di culto

“Non è questione di fortuna Greg. Devi essere il migliore. La miglior versione di te stesso. E mai arrenderti.”
[Tommy Wiseau in "The Disaster Artist" di James Franco, 2017]

Quando nel 2003 uscì “The Room”, tragicomica opera d’esordio del regista Tommy Wiseau, il Mondo non era pronto. Venne proiettato in un’unica sala cinematografica nel weekend d’apertura e, pur essendo costato circa SEI milioni di dollari, ne guadagnò solo 1.900 al botteghino.

Etichettato dalle critiche di ogni dove come uno dei “peggiori film mai fatti ma proprio per questo imperdibile”, o anche il “Quarto Potere dei peggiori film”, negli anni a seguire divenne un piccolo oggetto di culto, protagonista assoluto ed immancabile delle famose “Midnight Screenings” in voga in tutti gli States appunto a mezzanotte, l’orario più consono per mostrare ai più coraggiosi, perversi, malati cinefili d’America film di Serie-Z improponibili al pubblico normale.

the-room-hed-2017

Perché invece se ne stia parlando ancora oggi, nel 2018, e perché sia stato scelto per la nostra nuova linea di sneakers Barracuda Straightlines – scarpe che hanno nella loro essenza l’andare dritti (“Straight”) per la propria strada – è faccenda leggermente più articolata, ma di gran coerenza concettuale nonostante le apparenze.

Tutto ruota attorno alla figura misteriosa del suo padrino e autore; a un libro del 2013; e a un film del 2017 diretto da James Franco e candidato agli Oscar 2018 con la statuetta dedicata alla “Miglior Sceneggiatura Non Originale”.

“Long Story Short”, cercheremo di farla breve, come ha detto qualche settimana orsono proprio l’autore – il già leggendario Tommy Wiseau – durante l’ospitata al Jimmy Kimmel Show: Tommy nasce in un posto imprecisato dell’Est Europa sotto il dominio sovietico; a una certa, decide di emigrare negli Stati Uniti, scegliendo New Orleans come città adottiva; poi si trasferisce a San Francisco e infine a L.A., dove girerà con i suoi soldi il suo primo film.

BU3101B00MLM55G17F

Tutto chiaro? Forse c’è bisogno di qualche dettaglio aggiuntivo…

Tommy ha una conoscenza del cinema statunitense molto limitata, ma quello che conosce è fonte di idolatria: James Dean e Marlon Brando sono i suoi role model, così come le opere di William Shakespeare. Convinto senza alcuna ragione di avere un talento raro per la recitazione, conosce a San Francisco un aspirante attore dalle tasche bucate e gli propone di andare a sfondare nello showbiz della Città degli Angeli.

Prima domanda chiave di Greg Sestero, questo il nome del nuovo amico: e per i soldi, come facciamo?

Risposta di Tommy, refrain di tutta la storia: i soldi non saranno mai un problema, let’s go!

A Los Angeles infatti i problemi sono altri: Tommy – una via di mezzo tra una rock star depressa e un vampiro di Dreyer – non ha il physique du role per sfondare (e un accento polaccio che non riesce a mascherare), e viene rifiutato da tutti, compreso un produttore che al ristorante gli urlerà di tornarsene da dov’era venuto, a Hollywood ce la fa uno su un milione e tu di certo non sarai il fortunato.
A Greg, di bell’aspetto, va un po’ meglio, ma nulla di trascendentale.

BU3102B00MLM59G26F (1)

Il rifiuto potrebbe generare frustrazione, ma alimenta invece la resilienza del duo, generando il primo collegamento con il concept delle nostre sneakers: se nessuno vuole darci una chance allora ce la procuriamo da noi, producendo con le nostre mani e i nostri mezzi il nostro film (e le nostre scarpe: la creazione artigiana e di qualità, unita a scelte cromatiche, licre strach, tessuti in pvc elasticizzati e fodere sportive super traspiranti sono il nostro marchio di fabbrica). Sei pronta, Hollywooooood??

Nasce così l’idea di “The Room”: la sceneggiatura di Wiseau è bislacca, surreale, priva di qualsiasi tipo di logica narrativa (un’anziana in una scena decreterà di avere il cancro, salvo poi scomparire dalla storia) e con colpi a sorpresa senza alcun tipo di collegamento. Ma il regista, che sta finanziando integralmente con fondi sconosciuti tutto lo staff e gli attori, è convinto di aver fatto un capolavoro da Oscar, tanto da imbastire una pubblicità sfrenata in tutta Los Angeles arrivando in limousine alla premiere del film…nell’unica sala al mondo che si era data disponibile per la proiezione.

Barracuda_171214_0215

Sarà (ovviamente) un fiasco totale, il pubblico in sala prima e negli anni successivi davanti alla tv fraintenderà completamente il senso drammatico del film ridendo a crepapelle: Greg Sestero, l’attore che aveva iniziato quest’avventura con Tommy Wiseau e tutt’ora definito “best friend” dal regista, scriverà nel 2013 “The Disaster Artist”, un libro-cronaca delle vicende che avrebbero trasformato poi “The Room” in un cult di Serie-Z.

Quattro anni dopo la – straordinaria – chiusura del cerchio: l’attore, regista e star di Hollywood, James Franco, dopo aver letto le memorie di Sestero girerà un film dal titolo omonimo (traducibile come “L’artista disastroso”) che verrà candidato agli Oscar 2018, vincendo inoltre il premio di Miglior Attore ai Golden Globe 2018.

Chiamato sul palco ai GG per il rituale discorso, Franco a sorpresa farà salire insieme a lui anche l’ispirazione di tutto il successo dietro alla sua opera, Tommy Wiseau in persona: l’omaggio dovuto e riconoscente all’uomo che era andato a Hollywood seguendo una visione e un sogno, inseguendolo con tutte le proprie forze contro tutto e contro tutti, e che 15 anni dopo il suo esordio indimenticabile, si è trovato esattamente dove da sempre aveva pensato di appartenere. Tra le stelle del Cinema.

Produttore: “Non ce la potrai mai fare. Nemmeno in un milione di anni!!”

Tommy: “Ma dopo un milione?”

Michele Pettene