THE SNEAKERS MILLENNIUM CONCEPT #4

THE SNEAKERS MILLENNIUM CONCEPT #4

The Millennium Concept #4 – Il miglior album dei Backstreet Boys

Si ritorna al fenomeno tutto Nineties delle boy band, e non poteva essere altrimenti per una serie di post dedicati al salto nel Nuovo Millennio…e naturalmente alle nostre sneakers Barracuda Millennium, che di quelle atmosfere vorrebbero riprodurne mood e colori.
Ma se nel Secondo Episodio l’argomento era stato solo sfiorato raccontando dell’addio di Robbie Williams dai Take That e del suo successo individuale, in questa quarta puntata il tuffo è completo: oggi si parlerà nientepopodimeno che del gruppo più amato dalle teenager di tutto il mondo, e forse l’unico di quell’epoca fatta di lustrini, balletti e facce da bravi ragazzi ad essere resistito alla prova del Tempo.

Stiamo ovviamente parlando dei Backstreet Boys, e del loro coerentissimo terzo e indimenticabile album: “Millennium”.

“Yeah-eh-heah
You are my fire
The one desire
Believe when I say
I want it that way”
["I Want it That Way" - Backstreet Boys, 1999]

Chi non ricorda queste parole non fa parte, non c’è dubbio a riguardo, delle generazioni Anni Ottanta-Novanta.
Per tutti gli altri invece il solo accenno delle prime note – e del primo sospiro – non può non rimandare all’intro più famosa, cantata e ballata degli inizi del Duemila.

“I Want It That Way”, il primo single della terza fatica dei BB Boys di Orlando nel 1999, è “solo” una delle canzoni dal maggior successo commerciale di sempre per la band, il vero inno simbolico e ancora oggi una delle hit più popolari nelle radio e nei club d’Occidente.

Nato con ambizioni superiori a quanto si richiederebbe ad una boy band di ragazzetti – ovvero un omaggio all’arpeggio iniziale di “Nothing Else Matters” dei Metallica – in realtà riassume efficacemente e in una durata classica per il genere (3:33) il segreto del successo tra due millenni dei Backstreet Boys, fondendo il messaggio romantico bisex con una dolcezza armonica e una qual certa qualità produttiva, frutto della collaborazione con i producer svedesi Max Martin e Andreas Carlsson.

“Volerlo”, e “In quel Modo”, rimarrà l’apice del quintetto statunitense in termini di immediatezza e gamma di interpretazioni del titolo. The BB way at its best.

“I may run and hide
When you’re screamin’ my name, alright
But let me tell you now
There are prices to fame, alright
All of our time spent in flashes of light”
["Larger Than Life" - Backstreet Boys, 1999]

Ma non solo di parole e musica è fatta la costruzione di un fenomeno mediatico unico, che si ergerà sopra a tutte le altre boy band con una naturalezza quasi arrogante: nati nell’era dell’esplosione di massa della pop culture, dello star system e soprattutto di MTV, i Backstreet Boys – và detto dotati di vero talento, non solo estetico – investono tanto e intelligentemente sui videoclip ufficiali di tutti i loro singoli, raddoppiando l’impatto sui sensi umani dal solo udito a quello della vista altrettanto ben collegato alle sinapsi della memoria.

Il  culto vero e proprio anzi esploderà proprio grazie ai video virali reiterati ovunque in tv e su una rete Internet pronta a prendersi il mondo: “Larger Than Life” - altro single e opening track dell’album - più di “I Want It That Way” diventerà la dichiarazione d’intenti definitiva di un gruppo che, non ancora trentenne, ha già totale consapevolezza di tutto il marchingegno dello show-biz, dal rapporto con i fans al vivere o morire grazie ad una celebrità fragile ed effimera.

Così l’arrivo del Nuovo Millennio verrà interpretato dal biondo Nick e dagli altri componenti come un salto nell’iperspazio, all’interno di una nave aerospaziale dove il countdown si ferma all’anno 3000: le aspettative per il Duemila sono “più grandi della vita”, e la band si erge a portabandiera di un approccio sarcastico e sexy, vincendo la sfida con tutti i rivali della pop music.

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“Show me the meaning of being lonely
So many words for the broken heart”
["Show Me the Meaning of Being Lonely" - Backstreet Boys, 1999]

Ma se dovessimo scegliere tra i quattro singoli rilasciati a cavallo del Duemila per “Millennium” (il quarto single sarà “The One”) non avremmo dubbi: “Show me the meaning of being lonely” è nettamente la canzone che più emoziona e “rimane” di tutto l’album, trattando con delicatezza, malinconia e pure una qual certa serietà temi come la perdita fisica di una persona amata e del condurre una vita solitaria, ma non per scelta.

Il videoclip ne è la conferma, con una fotografia grigia e fredda a rimarcare momenti di tristezza infinita che le voci dei BBoys diametralmente opposte alle prime due canzoni sottolineano fino alla resa totale: a sorpresa, se c’è qualcuno che tra i party per l’arrivo del Duemila “mostra il significato di essere soli”  ad un livello più profondo e intenso, anticipando una delle malattie più diffuse nell’Occidente privo di guerre da combattere se non quella interiore – la depressione -, è una boy band zeppa di sex-symbols.

Il singolo, fatto uscire strategicamente nella notte di Capodanno del “triplo Zero”, non raggiungerà le vette di “I Want It That Way” ma riceverà critiche positive unanimi: “i Backstreet Boys sanno pure far emozionare, rendendo incredibilmente reale la loro definizione di dolore” scriveranno i media americani.

Desiderio e dolore, sensualità e malinconia, con quattro ingredienti basilari racchiusi in sole quattro canzoni memorabili sulle 12 totali, “Millennium” diventerà l’album più venduto del 1999 con quasi 10 milioni di copie. Un successo clamoroso, forse inaspettato, di cui vi abbiamo voluto restituire i flash più importanti: Barracuda, con le sue sneakers dai colori vistosi e lo stile postmoderno, è ancora in giro per la Galassia insieme ai Backstreet Boys, semplicemente la miglior boy band di sempre.

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Michele Pettene