THE SNEAKERS MILLENNIUM CONCEPT #1

THE SNEAKERS MILLENNIUM CONCEPT #1

The Millennium Concept #1 – Alle origini dell’astronave più famosa di Guerre Stellari

Han Solo, sono il comandante del Millennium Falcon. Chwebba dice che state cercando un passaggio per il sistema di Alderaan.
[Han Solo - "Guerre Stellari, Una Nuova Speranza", 1977]

Il primo impatto del pubblico del Pianeta Terra con il Millennium Falcon coincide con le prime parole pronunciate da Han Solo in tutta la saga di Star Wars.
Siamo nella taverna del porto spaziale di Mos Eisley, Obi Wan Kenobi e Luke Skywalker sono alla disperata ricerca di un passaggio per Alderaan.
Chewbecca, uno Wookiee alto più di due metri, introduce al duo il pilota Han Solo.
Le battute successive entreranno nella Storia della fantascienza: nessuna astronave verrà mai più presentata con la stessa ironia, devozione, enfasi.

Non hai mai sentito nominare il Millennium Falcon?! È la nave che ha fatto la rotta di Kessel in meno di 12 parsec.
Ho lasciato indietro le navi stellari dell’Impero: non le navi mercantili, quello è uno scherzo, parlo delle più veloci navi da guerra imperiali.
È abbastanza veloce per te vecchio?!

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L’astronave più famosa di sempre non viene introdotta al mondo in volo, immersa nello spazio.
No, il genio visionario di George Lucas fa sì che “l’ammasso di ferraglia” – così la definisce Luke Skywalker al primo contatto visivo – venga introdotto nel primo film della trilogia originale all’interno dell’hangar di contrabbandieri al soldo di Jabba the Hutt.
Sporca, rozza, con le lastre d’acciaio in vista a ricordare una casa popolare.
O un calibro, dall’alto.

2 front

La scena, iconica, s’incastra perfettamente nell’immaginario che Lucas ha in mente per il suo progetto più ambizioso.
Per una Morte Nera, degli incrociatori e dei caccia dell’Impero all’avanguardia della tecnologia a sostenere l’avanzata del Male nell’universo, si contrappongono le forze del Bene, in netta minoranza, con strumentazioni desuete e dei protagonisti alle prese scenario dopo scenario con situazioni di costante inferiorità, che potranno essere risolte solo sfoderando l’unica arma che l’oscuro avversario non potrà mai avere.
La Luce, il Lato Buono della Forza. La Fratellanza. La Giustizia.
La consapevolezza di lottare per un ideale virtuoso, e dunque superiore.

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Presentare dunque il mitico Millennium Falcon come una carretta dalle forme e proporzioni disarmoniche, traballante in volo e spesso colpita dalle forze dell’Impero è l’ennesimo stratagemma per creare quell’atmosfera epica da “Davide contro Golia” in chiave fantascientifica: anche Han Solo e Chewbecca non fuggono a queste logiche, con il primo dipinto come un mercenario senza scrupoli o ideali interessato solo ai soldi e a farla franca, e l’altro improbabile co-pilota dal look e dalle mimiche comiche.
Come potranno diventare due eroi questi due esseri ai margini della moralità e dell’educazione?

Lo scopriremo solo nel finale del primo film “Guerre Stellari – Una Nuova Speranza” dopo la presa di coscienza del giovane Luke sul caccia X-Wing, mentre sta attraversando i cunicoli della Morte Nera a velocità supersoniche per distruggerla.

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Mentre infatti il protagonista di quello che i fan e la cronologia della saga considerano essere l’Episodio-IV abbandona l’ausilio del computer di bordo (again, la tecnologia che non conta) per affidarsi completamente al flusso energetico dei Jedi da poco appreso dal Maestro Obi Wan Kenobi (morto a metà film), il nemico Numero Uno Darth Vader è alle sua calcagna, sempre più vicino e pronto a silurarlo.

Ma quando tutto sembra finito, in questa scena in questo film e in generale in tutta la saga, l’ultimo inatteso (e quindi attesissimo…) slancio delle forze del Bene riuscirà ad avere la meglio, ripristinando i giusti valori nella galassia: Han Solo, lasciato uscire malamente di scena da Lucas, ricomparirà a sorpresa con i cannoni laser Corelliani quadrupli del suo Millennium Falcon giusto in tempo per allontanare il caccia di Darth Vader, salvare il culo a Luke e uscire trionfanti con tanto di occhiolino conclusivo alla Principessa Leia.

E a noi piace pensare che questo riscatto personale, che quei pedali e che quei cannoni siano stati manovrati dalle nostre sneakers “Millennium”, rigorosamente con il bianco come colore principale, pronte a spingere per l’ennesima volta “a tavoletta” il Falcon nel più epico degli iperspazi.

 

Michele Pettene