The Irishman: le dieci curiosità sul nuovo film di Martin Scorsese

The Irishman: le dieci curiosità sul nuovo film di Martin Scorsese

Le dieci curiosità su The Irishman, il nuovo film di Martin Scorsese con Robert De Niro, Al Pacino, Harvey Keitel e Joe Pesci, disponibile su Netflix da mercoledì 27 novembre.

Scorsese con The Irishman vi regala i 210 migliori minuti di cinema della vostra vita
– Teresa Marchesi, huffingtonpost.it

The Irishman (1)

1. The Irishman è il ventiseiesimo film di Martin Scorsese. Il regista ha impiegato 106 giorni per filmarlo e con le sue tre ore e mezza di durata è la pellicola più lunga diretta da Marty. Data la sua lunghezza, la produzione a un certo punto aveva pensato di distribuirlo in due parti, seguendo l’esempio di Kill Bill di Quentin Tarantino. Il primo cut aveva invece una durata totale di oltre quattro ore.

2. Per invecchiare e ringiovanire gli attori del film, l’Industrial Light and Magic ha utilizzato effetti speciali simili a quelli già testati con successo ne Il Curioso Caso di Benjamin Button, il film di David Fincher del 2008 con Brad Pitt e Cate Blanchett.

3. The Irishman è il primo film di Scorsese con Robert De Niro dai tempi di Casinò. “Avevamo dei conti in sospeso” ha rivelato, sorridendo, l’attore. The Irishman rappresenta la nona collaborazione tra i due dopo Mean Streets (1973), Taxi Driver (1976), New York, New York (1977), Toro Scatenato (1980), Re per una Notte (1982), Quei Bravi Ragazzi (1990), Cape Fear – Il Promontorio della Paura (1991), e, appunto, Casinò (1995).

4. In Quei Bravi Ragazzi di Martin Scorsese, Robert De Niro si riferisce a se stesso per ben due volte utilizzando il nome “The Irishman”. Curiosamente, nel cast di The Irishman non c’è alcun attore di origini irlandesi.

5. Si mormora che Joe Pesci, che non appariva in un film dal 2010 e che in The Irishman interpreta Russell Bufalino, abbia rifiutato il suo ruolo per ben cinquanta volte. “Non è assolutamente vero” ha svelato recentemente Scorsese, aggiungendo “prima di accettarlo, l’ha rifiutato molte più volte”. Per Al Pacino è invece la prima collaborazione di sempre con Martin Scorsese.

6. Nessun studio di Hollywood era interessato a produrre un film diretto da Martin Scorsese con De Niro. Fortunatamente il CEO di Netflix si è mostrato interessato subito dopo aver letto lo script iniziale proponendo al regista un budget iniziale di 160 milioni di dollari, dando, di fatto, il via alla produzione del film.

7. Il film è tratto dal libro I Heard You Paint Houses di Charles Brandt. Il titolo del libro è ispirato alla prima frase che Jimmy Hoffa (interpretato da Al Pacino) rivolse a Frank “The Irishman” Sheeran (Robert De Niro) durante il loro primo incontro.

8. Ray Liotta, già nel cast di Quei Bravi Ragazzi, era fortemente intenzionato ad avere un ruolo in The Irishman. Micky Rourke ha invece confessato in diretta televisiva che Scorsese lo avrebbe voluto nel film ma che a causa di vecchi dissidi con De Niro il regista abbia deciso di non contattarlo. I produttori di The Irishman hanno negato quanto riportato dall’attore svelando tramite un comunicato stampa che “non è mai stato chiesto a Mickey Rourke di entrare nel cast di The Irishman, né nessuno ha mai nominato l’attore durante la produzione del film.”

9. Nel cast di The Irishman ci sono più di dieci attori che hanno lavorato in Boardwalk Empire, una serie televisiva statunitense creata da Terence Winter, trasmessa su HBO dal 2010 al 2014. Il primo episodio della serie è stato diretto da Martin Scorsese.

10. Lo score di The Irishman è composto e suonato da Robbie Robertson, ex leader della Band e stretto collaboratore di Scorsese da oltre quarant’anni. Nella relativa colonna sonora appare però un solo brano di Robertson, il tema ricorrente presente nella pellicola che potete ascoltare proprio qui sotto.

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.