Thegiornalisti, il futuro del pop italiano? Forse si.

Thegiornalisti, il futuro del pop italiano? Forse si.

Sono passati solo due anni dalle tette sudate e dalle mani sul culo, ma ne sembrano passati almeno cinque per i Thegiornalisti, band romana formatasi nel 2009 che negli ultimi tempi sta riscuotendo un successo sempre maggiore, anche al di fuori dell’ambiente da cui proviene.

“Completamente Sold Out”, il quarto lavoro in studio del gruppo che sta rapidamente scalando le classifiche italiane, si presenta come un deciso passo in avanti rispetto alla produzione precedente. Tra richiami sfacciati a Venditti, Carboni, al primo Grignani fino ad abbracciare un sound che deve tanto ai Crowded House quanto ai Coldplay, il disco colpisce nel segno e, con le sue dodici canzoni per poco meno di quaranta minuti, riesce a catapultare la band dritta in quel luogo dove solo pochi sono riusciti ad arrivare, negli ultimi anni in Italia.

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Parliamo di quel crocevia dove s’intersecano il mondo dell’indie da cui la band proviene e quell’ambiente pop scala-classifiche che spesso terrorizza gli ascoltatori della prima ora, che in un mezzo secondo sono pronti a urlare – dalla comfort zone delle loro bacheche Facebook – quanto la band si sia venduta.

I Thegiornalisti paiono fregarsene di questo discorso e non ne fanno mistero a partire dal titolo del disco, “Completamente Sold Out”, fratello maggiore di quel “Fuoricampo” – che giocava fin troppo a essere una specie di bignami dei nostri ricordi degli anni ottanta, e se avete visto “Stranger Things” ci siamo capiti – confezionando un lavoro in cui il synth pop la fa da padrone e in cui la nostalgia di cui sono intrise le liriche sempre più mature del cantante Tommaso Paradiso riesce a far presa sia sui millenials sia su qualsiasi persona nata tra la fine dei settanta e gli inizi degli ottanta.

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In tempi in cui cantanti che hanno contribuito a plasmare il noto ambiente indipendente italiano partecipano ai talent show con la pretesa di “dare il definitivo calcio in culo all’indie” e dove l’industria discografica pare ormai aver perso la bussola, i Thegiornalisti rappresentano lo spiraglio di luce a cui la sempre più agonizzante industria musicale italiana farebbe bene ad aggrapparsi.

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Compito del “recensore” può essere cercare di scrivere un pezzo – anche sopra le righe come questa, perché no? – che invogli chi sta leggendo a soffermarsi su un determinato disco o su una band che secondo lui merita attenzione. Perché io vorrei vedere questa band andare a Sanremo e vincerlo, vorrei “Completamente Sold Out” in cima alle classifiche, vorrei vedere ragazzine di diciotto anni che piangono sotto il palco mentre la band suona “L’ultimo Grido della Notte”, magari durante un concerto completamente sold out a San Siro. Vorrei che legioni di trentenni/quarantenni se ne sbattessero per una volta della musica “giusta” da ascoltare e che si lasciassero trasportare dalle emozioni che canzoni come “Sold Out”, “Gli Alberi” e “Il Tuo Maglione Mio” possono suscitare anche al più grande fan di hardcore californiano dei primi anni ottanta.

I Thegiornalisti ci arriveranno? Diamo loro del tempo, sono sicuro che ce la faranno.

Luca Villa