STAYHOMESERIETV: 15 PERSONAGGI SECONDARI, VOL.1

STAYHOMESERIETV: 15 PERSONAGGI SECONDARI, VOL.1

Cinque personaggi memorabili (su 15) dalle Serie Tv passate e presenti di cui non dovremmo scordarci – Volume 1

L’avvento delle nuove piattaforme di streaming e il dominio sempre più imponente del web sulla televisione tradizionale ha fatto esplodere il mondo e il mercato delle Serie TV negli ultimi anni, proponendo una mole enorme di titoli e generi, creando in definitiva miriadi di personaggi di culto che ci hanno ispirato, emozionato, reso indimenticabile una serata…

Ma se dei protagonisti sarà sempre facile ricordarsi, quali sono i personaggi secondari – quelli che all’Oscar concorrebbero per la statuetta di migliori attori non-protagonisti – indimenticabili di alcune delle serie che più abbiamo amato in questi ultimi difficili mesi e nel passato?

5) Charlie Runkle di “Californication” (2007-2014 – Netflix)

Sembra passato un sacco di tempo da quando Hank Moody scorrazzava con la sua Porsche mezza distrutta tra le strade di Los Angeles alla ricerca della prossima storia da raccontare, della prossima sbronza o della prossima tipa con cui ahimè tradire l’amata e disperata moglie Karen.

A fargli da manforte, da fido scudiero nella gioia e nel dolore, uno dei personaggi più memorabili di quegli anni, protagonista di alcune scene di culto e sempre dalla parte sbagliata del perdente o dello sfigato: l’agente letterario pelato, onanista e arrapato Charlie Runkle, interpretato da uno strepitoso Evand Handler, sposato ad una ninfomane mai soddisfatta delle sue prestazioni “troppo veloci” e delle sue “dimensioni”, causa principale della sua rabbia repressa e del suo complesso di inferiorità nei confronti del mondo, ma dotato di un cuore immenso per i suoi amici, con Moody ovviamente in testa.

Senza scomodare scene epiche ma vietate ai minori di 18 anni (chi ha visto Californication ha già capito a cosa ci stiamo riferendo), ce lo vogliamo ricordare nell’ennesima gag da “looooser” quando, beccato a masturbarsi ripetutamente in ufficio, reagirà così alle (legittime) accuse…

4) Moishe Lefkovitch di “Unorthodox” (2020 – Netflix)

Quando Esther fugge da Williamsburg (Brooklyn) e dalla comunità chassidica (ebrei ortodossi) dove si sente imprigionata in dogmi fondamentalisti e ad un marito che non ama, il rabbino capo manda in missione a Berlino per recuperare la ragazza un personaggio borderline insieme al coniuge della protagonista: il suo nome è Moishe – interpretato da Jeff Wilbusch – ed è il classico figliol prodigo ritornato a casa dopo aver peccato in lungo e in largo proprio nella capitale tedesca.

Non che la sua redenzione sembri essere del tutto spontanea ed onesta: consapevole che riportare Esther a NYC salvando la faccia alla sua comunità significherebbe per lui soldi e reintegrazione completa, Moishe sfodera il peggio di sé nel tentativo di portare a termine il compito, corrompendo l’animo candido del marito di Esther tra prostitute, gioco d’azzardo, alcool e tecnologia moderna, arrivando ad episodi di violenza improvvisa come il rapimento sul finire della serie.

Insomma, il più classico dei “bad guy” arroganti e con l’anima già sprofondata agli inferi, ma incapace di generare antipatia forse a causa di un’immedesimazione con lo spettatore e con la sua umanissima perdita d’innocenza, tanto da suscitare semmai una strana ed ironica empatia…

3) Augusto Biascica di “Boris” (2007-2010 – Sky)

Dall’incredibile numero di personaggi dipinti splendidamente dalla compianta penna di Mattia Torre per la miglior serie italiana di sempre – Boris – estraiamo il mitologico Biascica, autentico esponente della Roma più popolare e popolana, capo-elettricista sul set della serie fittizia “Gli occhi del cuore”, tifoso della maggica Roma, padre di due figli e in attesa del terzo che chiamerà “Francesco Totti Biascica”, ignorantello, volgare e rude di carattere – i bersagli preferiti dei suoi ceffoni sono gli stagisti detti “schiavi” – ma amato da tutti per la sua genuinità e il suo ruolo concreto all’interno della vita del set.

Pelandrone senza troppa voglia di lavorare diventerà anche per questa ragione autore di siparietti spettacolari con l’amicone Duccio Patanè, il direttore della fotografia del regista Renè Ferretti, entrando nella Storia per alcune frasi diventate di culto: se l’Italia oggi usa metafore come “Biascica, apri tutto!” o “Sfondi una porta aperta…” nel parlato comune è tutto grazie ad Augusto Biascica, l’uomo entrato in cura psichiatrica per gli straordinari non pagati della serie “Libeccio”…

2) Vince Masuka di “Dexter” (2006-2013 – Sky)

Se agli Emmy Awards esistesse il premio di interprete più simpaticamente perverso delle serie tv, uno dei candidati più credibili sarebbe sicuramente Vince Masuka – interpretato da C.S. Lee – per la serie televisiva di genere “Crime” Dexter.

Collega del noto protagonista dalla doppia vita (Dexter è un membro della scientifica di Miami di giorno e vendicatore sanguinario dei colpevoli impuniti di notte), è il capo del laboratorio della polizia scientifica di Miami che analizza il sangue – in tutte le sue forme – scovato sulle scene del crimine, ma il suo tratto più distintivo è l’ossessione malata per il sesso e per i suoi lati più strambi ed estremi, attitudine esplicitata ad ogni donna che gli capiti a tiro, collega o sconosciuta che sia e senza aver prima chiesto il permesso.

Pelato e dai tratti asiatici che rendono ancor più accentuata la sensazione di mente perversa, Masuka è comunque accettato dai colleghi per il suo acume in fase investigativa, la sua conoscenza scientifica, la sua autoironia e il suo sapersi guadagnare la fiducia del prossimo, nonostante evidenti deviazioni in ambito sessuale che allo spettatore però risulteranno sempre divertenti, in quanto mai concretamente applicate…

1) Mr.Peanutbutter di “BoJack Horseman” (2014-2020 – Netflix)

Irresistibile cagnolone con la lingua sempre penzoloni e un’esistenza che più superficiale e stupidotta non si potrebbe, l’amicone del protagonista della serie più brillante e dolorosa degli ultimi anni rappresenta lo stereotipo di alcuni personaggi dello spettacolo della West Coast e di Los Angeles, attore ricco sfondato e incapace di avere una relazione duratura con le donne che lo amano veramente, tanto da acconsentire che Pickles – la sua ultima fidanzata – punisca il suo tradimento con l’ex storica Diane tradendolo a sua volta, tante volte quanti saranno i tentativi prima di trovare il vero brivido della scappatella.

Accumulatore seriale di figuracce e momenti imbarazzanti, un po’ paraculo, irritante e fastidioso anche per il pessimo pregio di non riuscire ad odiare nessuno, è una costante spina nel fianco di BoJack e un personaggio spesso vittima dei suoi istinti animaleschi, ma alla fine per la sua stupida e incurabile ingenuità riuscirà sempre a cavarsela anche nelle situazioni più assurde…

Miky Pettene