#STAYHOMEBOOKS: LETTERATURA E MUSICA, INSIEME

#STAYHOMEBOOKS: LETTERATURA E MUSICA, INSIEME

Quattro classici della letteratura da abbinare a quattro dischi appena usciti

Durante le settimane appena trascorse, caratterizzate dall’isolamento e dalla conseguente necessità di reinventare le giornate, i consigli su come impiegare al meglio la mole di tempo a disposizione si sono moltiplicati. Tra i più frequenti si trova senza dubbio quello di leggere o rileggere un classico della letteratura. Libri spesso impegnativi per lunghezza e complessità, a volte letti in età scolastica e poi accatastati su un comodino, reale o immaginario, lussi da rimandare a tempi migliori, meno frenetici. Bene, quei tempi sono arrivati e anche noi di Barracuda vogliamo provare a darvi qualche dritta, a modo nostro però.

Ci terremo lontani dai titoli più inflazionati, come ‘La peste’ di Camus o il ‘Decameron’ del Boccaccio, con i loro rimandi più o meno diretti alla quotidianità stravolta che stiamo vivendo, e proveremo anche ad abbinare un disco, questo invece di recentissima uscita, per ogni libro. Sono dischi che potrete ascoltare prima, dopo o durante la lettura, canzoni quasi interamente strumentali che possono fungere da accompagnamento nel viaggio tra le pagine di quattro classici famosi e meno famosi. L’uso di un buon paio di cuffie è caldamente raccomandato, per non disturbare coinquilini e vicini di casa ma soprattutto per non perdere alcun dettaglio, nessuna sfumatura.

Buona lettura e buon ascolto!

‘Frankenstein’ Mary Shelley

Questo romanzo, ideato dall’autrice in uno stato d’isolamento che oggi ci appare familiare, porta piuttosto bene i suoi due secoli abbondanti di vita. Trasformatosi da tempo in un canone della fantascienza, ‘Frankenstein’ è in realtà un compendio che si presta alle interpretazioni più varie, dalla messa in discussione dello sviluppo tecnologico come elemento di progresso per l’umanità alla questione etica da applicare alla scienza. ‘Frankenstein’ conta oltre un centinaio di adattamenti cinematografici e televisivi che vanno dalla parodia alle rivisitazioni, più o meno riuscite, in chiave moderna, ma nulla lambisce la profondità e il fascino dell’opera originale.

Abbinamento consigliato: ‘Dark Matter’ Moses Boyd

Batterista, percussionista, produttore e figura di spicco della scena jazz londinese contemporanea, Boyd sperimenta mischiando Miles Davis con il funk e Marvin Gaye con l’elettronica. Il risultato? Una versione rivista e modernizzata di ‘Mezzanine’ dei Massive Attack, con passaggi oscuri e repentine aperture che ben si adattano alle intricate vicende del dottor Frankenstein e della sua Creatura.

‘Don Chisciotte della Mancia’ Miguel de Cervantes Saavedra

Sempre in cima alle varie classifiche dei libri migliori d’ogni tempo o di quelli da leggere assolutamente prima di morire, ‘Don Chisciotte’ vanta un ascendente che i quattrocento anni trascorsi dalla pubblicazione non hanno scalfito. C’è tutto, nel lungo pellegrinaggio di Alonso Chisciano e del suo scudiero Sancho Panza: idealismo, avventura, comicità, tragedia, critica sociale e sarcasmo. Con Cervantes si ride e si riflette, ci si appassiona e si viaggia con l’immaginazione, quella del protagonista e quella del lettore. Serve aggiungere altro?

Abbinamento consigliato: ‘Ghosts V-VI: Together/Locusts’ Nine Inch Nails

La figura di Don Chisciotte è stata esplorata in lungo e in largo anche dal punto di vista musicale, con interpreti che vanno da Guccini ai Coldplay. Noi, però, consigliamo di abbinare la lettura di Cervantes con la musica di Trent Reznor, la cui carriera nel music business è contraddistinta da un’attitudine che non sembra eccessivo definire donchisciottesca. Nelle due ore e mezza abbondanti dell’ultima fatica partorita con il marchio Nine Inch Nails troverete tutto ciò che vi serve per accompagnare l’improbabile coppia di protagonisti nel loro cammino: lunghi momenti di quiete e improvvisi crescendo, passaggi oscuri e aperture melodiche.

’Le città invisibili’ Italo Calvino

Se esistesse una versione letteraria del cubo di Rubik, questa potrebbe senz’altro essere ‘Le città invisibili’ di Italo Calvino. In quello che con ogni probabilità può essere definito il suo capolavoro, Calvino sfida il lettore, coinvolgendolo in un ipotetico dialogo tra Marco Polo e Kublai Khan, nipote di Gengis Khan. Il viaggio tortuoso che l’autore propone tra città immaginarie e una miriade di corsi e ricorsi esige la massima attenzione ma regala sorprese a ogni pagina, anche dopo diverse riletture.

Abbinamento consigliato: ‘Don Karate’ Don Karate

A proposito di cubi di Rubik, Stefano Tamborino, batterista jazz fiorentino con alle spalle collaborazioni con alcuni dei nomi più importanti della scena italiana e internazionale, ha deciso di costruirsi il proprio e l’ha chiamato Don Karate. Nel suo esordio solista c’è davvero di tutto, dalla bossa nova all’ambient, e tutto suona magnificamente. Un po’ come con Calvino, tentare di ricostruire le singole tracce è un’opera complessa, meglio godersi ogni sfaccettatura di questa collezione di suoni e melodie in continuo mutamento.

‘Solo, intorno al mondo’ Joshua Slocum

Parlare di classico, per il libro del capitano Joshua Slocum, è in effetti fuori luogo. A ‘Solo, intorno al mondo’, sorta di diario di bordo in cui l’autore racconta un viaggio in solitaria lungo tre anni, due mesi e due giorni, calza meglio l’appellativo di cult. Slocum, marinaio americano vissuto nella seconda metà dell’ottocento, è stato il primo a riuscire nell’impresa di circumnavigare il globo in completa solitudine. Da Boston alla Terra del Fuoco passando per lo stretto di Magellano, Slocum ci fa salire a bordo del veliero Spray, per una traversata che sarà difficile dimenticare.

Abbinamento consigliato: ‘Good Days’ Chicago Underground Quartet

Un po’ post-rock, un po’ jazz sperimentale, il nuovissimo disco del Chicago Underground Quartet, il secondo con questa formazione dopo l’esordio risalente al 2001, suona perfetto per accompagnare la navigazione con al timone il capitano Joshua Slocum. Imprevedibile come le maree, brusco come le onde dell’oceano e irresistibile quando ha il vento in poppa, ‘Good Days’ è la colonna sonora giusta da portarsi sulla Spray. E non vi farà nemmeno soffrire il mal di mare.

Dario Costa