Soundgarden: la cronaca dell’ultimo concerto italiano del gruppo di Seattle

Soundgarden: la cronaca dell’ultimo concerto italiano del gruppo di Seattle

La cronaca di Luca di pearljamonline.it dell’ultimo concerto italiano dei Soundgarden, suonato 2198 giorni fa (poco più di sei anni fa) al Castello Scaligero di Villafranca di Verona, con i Wolfmother come opening act di lusso. Foto di Federico Rucco.

 

SOUNDGARDEN
Wolfmother
2 luglio 2014
Castello Scaligero di Villafranca di Verona

unnamed (2)La location scelta per il grande ritorno dei Soundgarden in Italia – a due anni di distanza dalla loro ultima esibizione nella nostra penisola – è il bellissimo Castello Scaligero di Villafranca di Verona, una cornice senz’altro più azzeccata di quell’immensa spianata di cemento che è l’Arena di Rho, teatro della loro performance durante il reunion tour del 2012.

Ad aprire c’è un nome di lusso dell’attuale panorama hard rock: i Wolfmother, capitanati dall’anfetaminico Andy Stockdale. La band australiana si prodiga in un set carichissimo di circa un’ora in cui alterna brani della sua più recente produzione (New Crown, auto pubblicato giusto qualche mese fa) ai cavalli di battaglia come White Unicorn, Woman e Jocker & the Thief. La sinergia che si crea con il pubblico è ottima e Andy invita persino la sua bambina sul palco a ballare sulle note psichedeliche della band di suo papà.

Verso le nove di sera, quando il sole sta calando, il palco è tutto per i Soundgarden.

Kim Thayil e Ben Shepherd sono i primi a salire sul palco, seguiti da Chris Cornell e da Matt Chamberlaino “MC2″ come lo chiama scherzosamente Chris durante l’esibizione – sostituto temporaneo di Matt Cameron, il batterista originale della formazione ora impegnato nel tour europeo dei Pearl Jam.

In due ore di spettacolo i Soundgarden presentano alcuni dei pezzi migliori tratti dalla loro discografia, dall’iniziale Searching With My Good Eye Closed (dal seminale Badmotorfinger) alla crepuscolare Blow Up The Outside World. La parte del leone la fanno chiaramente le canzoni tratte da Superunknown, pubblicato esattamente vent’anni fa e che oggi rivive in una splendida ed esaustiva versione deluxe pubblicata proprio qualche giorno prima del concerto.

unnamed (1)La band presenta anche le canzoni tratte dall’ultima fatica in studio, l’apprezzato King Animal. Pezzi come A Thousand Days Before o la granitica Blood On The Valley Floor si legano perfettamente ai loro classici come Jesus Christ Pose o The Day I Tried To Live. Menzione d’obbligo per 4th of July, che chiude il main set. Una delle migliori composizioni della band di Seattle, che qui si mostra al suo meglio: possente e tenebrosa.

Il concerto si chiude sulle note di Beyond The Wheel, pezzo che più di tutti mette in risalto la voce di Cornell e la sua, ancora oggi, memorabile estensione. Shepherd regala il basso ad un ragazzo in prima fila, Thayil saluta il pubblico più volte, Chamberlain (chiaramente non al livello del superlativo Cameron) lancia le bacchette alla folla.

Un grande concerto, un grande ritorno, di certo superiore rispetto all’esibizione di due anni fa a Rho. Una band che pare non aver perso il suo smalto, nonostante i tredici anni di split. I Soundgarden sono definitivamente tornati, e questa volta per restare nell’olimpo delle rock band che contano.

Soundgarden Verona 2014

Il poster ufficiale dell’ultimo concerto italiano dei Soundgarden

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.