SNEAKERS GUGA – THE TENNIS EXPERIENCE #3

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Le quattro cattedrali del tennis mondiale – Wimbledon

 

Ora posso dire di essere una vincitrice del Grande Slam, e la cosa è veramente pazzesca.
[Angelique Kerber]

La caratteristica, il desiderio o semplicemente il sogno che accomuna chiunque abbia mai giocato a tennis da professionista, che sia il N.1 o l’ultimo arrivato, è quello di alzare – un giorno si spera non troppo lontano – uno dei quattro trofei del Grande Slam, ovvero i quattro tornei più prestigiosi tra i tanti che l’associazione internazionale ATP organizza per ogni stagione sportiva.

Partecipare ai quattro appuntamenti più seguiti dell’anno è obbligatorio per i primi 30 classificati del ranking ATP (per semplificare parleremo solo dei singolari), un po’ perchè sono i tornei che mettono in palio il maggior numero di punti per la propria classifica, un po’ perchè i premi finali valgono molti più soldi e un po’ perchè la mistica che li circonda è uno stimolo irrinunciabile per ogni grande atleta.
Questo implica naturalmente un maggior coinvolgimento mediatico mondiale per la qualità estrema dei partecipanti, cosa che non ha fatto altro che accrescere l’epica attorno a degli eventi diventati da tempo ormai tappa “religiosa”, per tutti gli appassionati di uno degli sport più intensi ed affascinanti al mondo.

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Nei monumenti antichi, un semplice capitello ritrovato permette di ricostruire un tempio intero; se anche si ritrovassero i tre quarti di una cattedrale gotica, sarebbe impossibile ricostruire il quarto.
[Régine Pernoud]

Se siete stati attenti anche agli episodi precedenti, avrete notato con quanta frequenza la parola “religione”  venga accostata al tennis.

L’unicità dei quattro tornei del Grande Slam ha fatto sì che le quattro strutture ospitanti siano diventate nell’immaginario collettivo delle vere e proprie “cattedrali” atipiche, dove recarsi una volta all’anno in pellegrinaggio per adorare le massime espressioni delle proprie divinità sportive preferite.

Il primo, più antico e oseremmo dire anche più nobile torneo del Grande Slam è ovviamente anche il più famoso: il torneo di Wimbledon, giocato all’interno del mitologico club “All England Lawn Tennis and Croquet Club” situato nel quartiere a sud-Ovest del centro di Londra.

Come da tradizione dal 1877 si tiene annualmente tra Giugno e Luglio nell’arco di 2 settimane, e come da strambe e classiche regole british deve iniziare sei settimane prima del primo Lunedì di Agosto, non si deve giocare nel “middle Sunday” e i giocatori devono vestire quasi completamente di bianco, imposizione snob che il nostro idolo Andre Agassi ritenne così insopportabile dal non parteciparvi fino ai 21 anni.

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Le leggende nate attorno a Wimbledon sono talmente variegate e numerose che sarebbe impossibile anche solo elencarle tutte, ma senza andare troppo indietro nel Passato ci preme ricordare il virtuale passaggio del testimone di “dominatore” di Wimbledon dal grande John McEnroe – fenomeno 100% made in USA capace di imporsi per tre volte in quattro anni agli inizi degli Ottanta sull’erba inglese – al giovanissimo Boris Becker che, insieme alla connazionale e altrettanto leggendaria Steffi Graf (ben 7 vittorie), in quel periodo porterà per la prima volta nella storia in Germania il trofeo.

E poi ancora…come dimenticare negli Anni Novanta l’Era-Sampras, secondo solo a Federer con sette successi ma superato a sorpresa dal rivale di sempre Agassi nel 1992? Il primo trofeo Grande Slam in carriera per il nativo di Las Vegas venne reso celebre dalle sue lacrime in mondovisione, ma Sampras si riprenderà lo scettro di dittatore di Wimbledon già l’anno successivo, vincendo poi quasi ininterrottamente fino al 2000.

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Agli inizi del nuovo Millennio invece sono le sorelle Williams a monopolizzare la scena, scatenando un dominio potentissimo ben lontano dallo stile della primatista femminile sul prato londinese, quella Martina Navrátilová capace di “cannibalizzare” il torneo dal 1978 fino al 1990 con nove successi, record per un tennista di entrambi i sessi e sportiva che avrebbe sintetizzato perfettamente le linee e l’eleganza delle nostre Guga Sneakers, concepite per omaggiare i colori e i miti di quel tennis.

Ma se proprio dovessimo scegliere – e forse l’avete già intuito – noi rimarremmo con il più recente vincitore nonchè con il tennista che più volte sia riuscito a sollevare l’ambitissimo trofeo in argento dorato: stiamo parlando del mitico Roger Federer, vincitore per ben otto volte sull’erba verde del torneo più importante della Terra e protagonista con Rafael Nadal di alcune delle sfide più esaltanti nella storia del tennis…compresa quella che – vinta dallo spagnolo – il 6 Luglio 2008 venne definita “la più grande partita di tutti i tempi”, durata ben 4 ore e 48 minuti ma a causa della pioggia protrattasi dalle 15 alle 22 e 30 della sera.

Solo a Wimbledon.

C’è una qual certa bellezza e maestà nel giocare a Wimbledon. L’eleganza, e il modo in cui l’erba appare in TV.
[John McEnroe]

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Michele Pettene