Shawn Smith in dieci canzoni

Shawn Smith in dieci canzoni

Una playlist per scoprire “il segreto meglio custodito di Seattle”: il compianto Shawn Smith, il cantante dei Brad e dei Satchel.

Shawn Smith (1)

Se ieri fosse stato ancora vivo, avrebbe compiuto cinquantaquattro anni. Il destino invece ce l’ha portato via troppo presto, il 5 aprile, data maledetta per la città di Seattle (lo stesso giorno in cui se ne sono andati Kurt Cobain e Layne Staley, per intenderci).

La proposta musicale di Shawn Smith si è sempre parecchio discostata dalle chitarre punk dei Nirvana, dai possenti riff dei Soundgarden e degli Alice in Chains e della classicità rock dei Pearl Jam. Smith è sempre stato più vicino al soul, quindi ad artisti come Marvin Gaye e Prince, più che al caro vecchio rock ‘n’ roll. Spirito affine a Greg Dulli, col quale ha condiviso le prima incarnazione dei Twilight Singers e che l’ha definito “il segreto meglio custodito di Seattle”, nel corso dei suoi oltre 25 anni di carriera è riuscito ad incidere una valanga di canzoni rendendolo di fatto uno degli artisti più prolifici della sua generazione.

Proprio nel giorno del suo compleanno, le maggiori piattaforme streaming hanno voluto rendere omaggio al compianto cantante e hanno inserito nel loro catalogo tutti i dischi dei suoi due gruppi principali: i Brad e i Satchel. La sua discografia solista invece non è presente ma basta cliccare su shawnsmith.bandcamp.com per ascoltare tutto il materiale inciso da solo, per di più in formato gratuito (ovviamente, per chi volesse, è possibile versare un somma di denaro sulla piattaforma).

Ce n’è davvero per tutti i gusti: tutti i suoi dischi in proprio (l’ispiratissimo debutto Let It All Begin, il romantico Shield of Thorns), alcuni album inediti, un EP inciso con Stone Gossard (The Cedarwood EP), diversi live solo voce e piano, il demo di una canzone registrata con Dave Abbruzzese (sì, proprio lui, uno degli ex batteristi dei Pearl Jam) e un singolo tutto dedicato al suo vero e unico idolo: Prince.

Proprio con una strofa di una canzone del folletto di Minneapolis vogliamo ricordare Shawn Smith, sicuri che da lassù apprezzerà la dedica.

I only wanted to one time to see you laughing
I only wanted to see you laughing in the purple rain

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.