Sex Pistols in dieci canzoni (diverse da quelle che tutti scelgono)

Sex Pistols in dieci canzoni (diverse da quelle che tutti scelgono)

Per #PlaylistForDummies di questa settimana parliamo di uno dei gruppi più influenti e importanti di tutti i tempi, i Sex Pistols.

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I Sex Pistols nel 1977

Potete pensare che siano stati la “più grande truffa del rock ‘n’ roll” oppure che invece siano stati uno dei gruppi più importanti di tutti i tempi.

A detta di alcuni “un gruppo privo di alcun talento”, sono comunque riusciti a scrivere un disco tra i più importanti del movimento punk, genere che contribuirono a creare facendolo conoscere in tutto il mondo, e del rock in generale. Parliamo ovviamente del leggendario e lacerante Nevermind The Bollocks, Here’s the Sex Pistols.

Amati tanto da Kurt Cobain (il titolo del disco più famoso dei Nirvana, Nevermind, è ovviamente un tributo all’album dei Pistols), quanto dal suo acerrimo nemico Axl Rose, i Sex Pistols sono stati uno dei gruppi più importanti della storia della musica. Prova ne sono tutte le canzoni che hanno scritto e inciso nell’arco della loro brevissima carriera.

Nella playlist sotto, oltre alle conosciutissime (ma impossibili da non includere in una playlist che abbia l’obiettivo di rappresentarli) Anarchy in The U.K. e God Save The Queen, troverete alcuni pezzi meno noti ma di assoluto valore, tutti da riscoprire.

Parliamo ad esempio di Bodies, forse il loro miglior pezzo di sempre, e di Belsen Was a Gas, conosciuta anche come Einmal War Belsen Wirflich Bortrefflich, canzone che a trenta e passa anni dalla sua pubblicazione è ancora in grado di shockare ora come allora (leggete qui  per saperne qualcosa in più).

Non solo, nella playlist qui sotto, a fianco delle celebri Pretty Vacant e Holiday in The Sun, troverete anche Liar (il cui intro è stato fregato di peso dai Guns N’ Roses, da sempre loro fan, per la celebre It’s So Easy), una possente cover degli Stooges (No Fun), Did You No Wrong (il lato b del singolo God Save The Queen) e tanti altri pezzi che vi daranno una ragione in più per amare questa band.

Durante l’ultimo concerto dei Pistols prima del break up, Johnny Rotten, il loro folle quanto geniale cantante, chiese al proprio pubblico, “Avete mai avuto l’impressione di esser stati fregati?”. Se anche fosse stato così, è stata senza dubbio la miglior fregatura in cui cadere nel mondo della musica, caro Johnny.

P.S. Le canzoni avrebbero dovuto essere dieci, sono diventate undici… “Fuck this and fuck that, fuck it all“, come cantavano loro d’altronde.

Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.