Serendicity #4

Serendicity #4

“Stai senza pensieri”

[Genny Savastano]

Il Centro Direzionale Milano, che in parte identificheremmo con zona Porta Garibaldi, da qualche tempo ci ricorda con le dovute proporzioni l’idea architettonica su cui si è sviluppata Wall Street, il centro finanziario più imponente ed importante di New York City e dunque del mondo.
FOTO 0Con il giovanissimo complesso Unicredit e la sua torre ad ombreggiare piazza Gae Aulenti, diventata istantaneo punto di riferimento urbano e meta turistica, passando per i due edifici nati nel 2014 dalla visionarietà dell’architetto Stefano Boeri, l’ormai famigerato Bosco Verticale, e finendo con la piazza coperta più grande d’Europa sotto il grattacielo denominato Palazzo Lombardia, Milano ha improvvisamente accelerato il proprio processo di corsa verso il cielo, espandendo in verticale la propria identità.

C’è chi tra i puristi ha letto quest’evoluzione come l’ennesima metafora di una società arrampicatrice -và detto ben rappresentata nella capitale economica d’Italia- ma è indubbio che il paesaggio quotidiano del quartiere sia stato sensibilmente rivoluzionato negli ultimi anni, e con esso l’aumento del flusso di persone e dunque la nascita di attività, negozi, eventi, generando un fascino e un’attrazione quasi magnetici.

 

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Ne è un semplice ed immediato emblema proprio il locale da cui stiamo scrivendo queste righe, la libreria “Red” targata Feltrinelli con l’ingresso direttamente dalle fontane di piazza Gae Aulenti, alla base del grattacielo Unicredit. Un luogo che ha stuzzicato la nostra fantasia sin dalla sua creazione, miscelando con gran classe tre nostre passioni, la lettura, il buon cibo e il bere in compagnia, inevitabile se i tavolini per l’aperitivo o la cena si confondono volutamente tra quelli destinati allo sfoglio dei libri e alla navigazione con il proprio tablet o laptop.

Per sua stessa natura è un posto che ha attirato da subito un target giovanile, diciamo tra l’età universitaria e quella del giovane lavoratore indipendente, ma è facile trovare anche signore di mezz’età attorno ad un tavolino ed una tazza di thé verde, ispirate nei discorsi dalle centinaia di opere presenti sugli scaffali di legno.

Segnale che l’obbligata diversificazione di luoghi un tempo separati per fronteggiare al meglio la crisi ha dato i suoi successi, spronando a nuove forme di business contemporaneo capaci di amalgamare più interessi -e quindi più potenziali acquirenti- in luoghi dove il design è importante tanto quanto la qualità dei prodotti offerti.

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Noi, che di libri siam ghiotti, siamo arrivati in anticipo rispetto all’appuntamento prefissato per cercare qualche titolo innovativo da poter leggere o regalare, finendo per acquistare a causa della nostra deformazione rock “Epic”, la nuovissima biografia scritta da Giovanni Rossi su Mike Patton, leader dei Faith No More e cantante americano tra i più eclettici e dotati del panorama attuale. Se non lo conoscete, sappiate che oltre alla musica “dura” si è pure cimentato con grande passione in un esperimento con la nostra lingua, dopo essersi innamorato di una donna italiana ed aver vissuto per un periodo a Bologna: “Mondo Cane”, l’album uscito nel 2010, è una strepitosa interpretazione con il classico accento “ameregano” di alcuni grandi successi della musica leggera nostrana, con concerti sold out non solo nella Penisola ma anche in Cile, Argentina ed Olanda, come ben mostrato da quest’esecuzione ad Amsterdam di “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli…


La catena di librerie con la “F” come logo continuerà tra l’altro ad essere protagonista delle nostre giornate anche questa settimana, proponendo uno degli appuntamenti più attesi di questa prima metà del 2016, perlomeno da un certo segmento di lettori. Martedì 10 Maggio infatti il fumettista romano Zerocalcare presenterà il suo ultimo volume “Kobane Calling” nella libreria di Piazza Piemonte: un’opportunità per conoscere dal vivo e da vicino uno dei “casi” della letteratura attuale, un ragazzo che ha trasportato su carta con un talento visivo e artistico impressionanti la sua essenza di “antieroe” della periferia romana, tra aneddoti personali e linguaggi di strada in cui un’intera generazione, quella degli 80s, vorrebbe riconoscersi, ma che dallo stesso autore viene allontanata ritenendosi un simbolo di null’altro che sé stesso. Questo peraltro sarà il suo primo libro non incentrato sulla sua infanzia, basandosi sui viaggi dell’ultimo anno in Medio Oriente “nel quale l’esistenza degli abitanti del Rojava (una regione il cui nome non si sente mai ai telegiornali) emerge come un baluardo di estrema speranza per tutta l’umanità.” Esperienza da non perdere, se vi piacciono i fumetti e personaggi tanto surreali quanto divertenti, con il valore aggiunto di riscoprirvi d’un tratto a riflettere su voi stessi.

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E a proposito di trasformazioni, non solo urbane, pensiamo intimamente che proprio Maggio sia uno dei periodi più propizi per esordi e rivoluzioni. A Buenos Aires nel 1810, in Italia nel 1915, a Parigi nel 1968…il quinto mese dell’anno sembra avere una particolare affinità con eventi destinati a cambiare le sorti di una città, un popolo, un’ideologia, una corrente di pensiero.

Con la fortunata assenza di mutazioni violente, in questo 2016 -così come nell’ultimo decennio- sarà il turno dell’etere e del digitale a modificare, plasmare e forse corrompere le vite di milioni di fruitori, chi televisivi chi attraverso la rete o il cinema.
Se non si fosse capito dalla citazione introduttiva, stiamo parlando di quella parte d’Italia che nel 2015 si è lasciata completamente rapire dalla strepitosa prima stagione di “Gomorra”, tratta dal libro di Roberto Saviano -anche ideatore- e diretta tra gli altri dal talento di Stefano Sollima: proprio questo 10 Maggio Sky Atlantic, produttore e contenitore esclusivo della serie, manderà in onda l’esordio della seconda stagione alle 21.15, riprendendo a narrare laddove la prima s’era conclusa, con la lotta sempre più feroce e senza speranza tra i co-protagonisti Genny Savastano e Ciro Di Marzio, malavitosi dei clan di Scampia.

Le ragioni di un così grande successo -la seconda stagione è stata venduta a ben 130 paesi- sono da ricercarsi oltre che in una regia dal ritmo incalzante ed una fotografia (Paolo Carnera) degna di un palcoscenico cinematografico anche in una recitazione che ha reso credibili, sanguigni e umani i protagonisti, scatenando le polemiche di alcuni media sull’eccessiva seduzione di violenza, potere e linguaggio sporco verso la fascia più giovane degli spettatori. A noi semplicemente la prima stagione è piaciuta molto, e le nostre aspettative sulla seconda sono quindi elevate: seguiteci, continueremo a parlarne su questi spazi.

FOTO 5Dalla grande televisione al cinema, questa settimana sarà infine il momento dell’apertura di uno degli avvenimenti più seguiti al mondo e personalmente da noi ritenuti più eccitanti: il Festival del cinema di Cannes, arrivato alla sua 69ma edizione, al solito promette di regalare grande spettacolo e grandi film, con nomi di assoluto livello come Woody Allen, Pedro Almodovar, Steven Spielberg, Jim Jarmusch…e il nostro principale polo gravitazionale. Quando infatti sul red carpet della Croisette farà il suo ingresso Xavier Dolan  con il suo “Juste la fin du monde” il nostro mondo si fermerà, catalizzandosi completamente sul fenomeno canadese classe ’89: con la sola forza della sua immaginazione, con la sua elegante sensibilità artistica ed una giovinezza passata davanti a MTV il ragazzino ha già iniziato a sconvolgere canoni cinematografici che si ritenevano ormai giunti al capolinea, esordendo a 17 anni e provando oggi, per la prima volta con un cast internazionale -Vincent Cassel, Marion Cotillard, Léa Seydoux- a vincere la Palma d’Oro sfuggitagli nel 2014 col capolavoro “Mommy”.

Non male per un 27enne già diventato icona fashion mondiale, cui pure la popstar Adele un giorno chiese di tradurre in un video indimenticabile una delle sue canzoni più indecifrabili…

Au revoir!