Serendicity #3

Serendicity #3


“È possibile che gli angeli non esistano, però ci sono persone che potrebbero essere angeli.”

[David Foster Wallace]

 

Via Torino è sempre stata una delle grandi protagoniste delle nostre avventure milanesi.

Riassume l’essenza della città, e ne è a tutti gli effetti una delle arterie vitali, pompando senza sosta il flusso eterogeneo di abitanti e turisti dal cuore della city, piazza Duomo, verso una delle zone più creative e in evoluzione, la Darsena i Navigli, attraverso il corso di Porta Ticinese.

Nel mezzo, durante il percorso sui due marciapiedi, è impossibile non trovare un luogo che non combaci con almeno uno dei vostri interessi.

Al civico 13 ad esempio per le amanti dello shopping e della lingerie più “trendy” il nuovissimo “Victoria’s Secret” shop, inaugurato a Luglio 2015 e decisamente d’impatto con sfumature di rosa ovunque in vetrina e profumi accattivanti, con “Zara” esattamente di fronte a completare già nei primi metri di via le proposte per essere sempre al passo con la moda, da capo a piedi.FOTO 1

Scorrendo verso le colonne di San Lorenzo, esoteriche al tramonto e affollate di universitari birra-in-mano con l’arrivo della bella stagione, non si contano invece i negozi di scarpe e vestiti per tutte le età e le fasce di prezzo, dai marchi international di “Foot Locker” e “Nike” a brand più italiani e ricercati, passando per gli immancabili accessori e trucchi assortiti come “Kiko” e “Accessorize”: via Torino è tra le “street” più “fashion” del centro, dove è “cool” anche solo camminarci senza mete precise, convinti che l’inaspettato possa capitare ad ogni angolo tra il fascino profano delle decine di vetrine e quello sacro, nobile e antico della chiesa di Santa Maria e del tempio di San Sebastiano.FOTO 2

 

Noi ultimamente però ci siamo finiti non per un marchio specifico ma per un nome, David Foster Wallace, e per un luogo di semi-culto, il Cinema Centrale.

Oltre a shopping, architettura e locali via Torino ha pure infatti il grande pregio di ospitare ben due cinema poco distanti l’uno dall’altro. Ma se l’Eliseo a quattro sale è ben noto e conosciuto ai più, esposto alla vista sul marciapiede con una grande insegna al di sopra dell’entrata, il Centrale è una perla nascosta che riflette fedelmente la definizione di “Serendipity” da cui deriva il nome di questa rubrica.

Ce ne siamo accorti per puro caso anni fa, attirati dal nostro sesto senso e da una viuzza chiusa e ciotolata sulla destra (arrivando dal Duomo) che portava diritta all’ingresso di un minuscolo cinema, con una timida scritta poco illuminata -“Centrale Multisala“- a richiamare con discrezione l’attenzione, quasi a non voler dichiarare al passante distratto la propria esistenza. FOTO 3

Fu amore a prima vista, e il curioso passato del primo multisala d’Italia non ha fatto altro che aumentare il suo magnetismo nei nostri confronti: costruito all’interno di un palazzo storico, la casa de’ Grifi datata 1480, aprì per la prima volta nel 1907, ed è oggi il più vecchio cinema milanese ancora in attività, con due splendide sale da tempi andati definite da archi, volte e rosoni, come nemmeno il cinema privato di sua maestà la Regina Elisabetta.

Normale dunque provare emozioni differenti, durante le proiezioni ben selezionate dai curatori dell’ex “Cinematografo Mondial”: il nostro ultimo ingresso è stato per assistere all’opera su uno degli scrittori più amati d’America e più discussi e cristallizzati dopo il 2008, anno del suo suicidio. Stiamo ovviamente parlando di David Foster Wallace, la “rock star americana della letteratura” negli anni ’90, e di “The end of the tour”, il film che nel 2015 ha portato nelle sale cinque giorni di interviste di un giornalista del Rolling Stone americano con uno dei più grandi talenti moderni dell’Occidente, penna (o tastiera) in mano.

FOTO 4Divertente, dissacrante, criptico e a tratti commovente, se ritornerà in sala ve ne consigliamo caldamente la visione, così come la lettura di almeno due suoi libri: il monumentale “Infinite Jest”, fenomenale  romanzo generazionale di 1200 pagine dove Wallace riflette con il caratteristico cinismo ironico sul fallimento e le speranze della nuova America, e “Roger Federer come esperienza religiosa”, saggio spassoso e devoto dello scrittore su una delle figure sportive più vincenti ed uniche degli ultimi vent’anni. In questi giorni invece l’oculata programmazione propone “Brooklyn”, gioiellino irlandese sull’immigrazione negli Stati Uniti candidato agli scorsi Oscar come Miglior Film: vale la pena dargli un’occhiata, cogliendo magari l’occasione per stupire chi vi accompagna svoltando improvvisamente subito dopo il tempio di San Sebastiano nel piccolo cinema di via Torino, una deviazione verso tempi e spazi di un’altra epoca.

 


Il trailer italiano di “Brooklyn”

 

Se è invece il mangiare la vostra più grande passione allora diventa arduo non consigliarvi una tappa a “La Piadineria”, in una traversa di via Torino (via dell’Unione). Ovvero il perfetto compromesso tra i ritmi frenetici e senza pause della metropoli, soprattutto in infrasettimana, e un pasto di qualità capace di farvi riassaporare le estati adolescenziali sulla riviera romagnola con una classica piadina crudo, squacquerone e rucola in mano, e lo sguardo a perdersi nel vuoto ripensando a quella ragazza carina per cui vi eravate presi una cotta.

I tipi di piadine tra cui scegliere -di una catena nata a Brescia ed omai presente in 24 città- sono numerosi, variando tra classici intramontabili e gustosi azzardi con noci e formaggi, avvolti in una pasta preparata al momento vero segreto del superbo risultato finale, selezionabile tra tre diversi tipi: normale, integrale o Kamut.

Un ottimo diversivo a mense e panini per la pausa pranzo dunque, mentre se in via Torino ci capitate come successo a noi Domenica in orario di cena, la scelta -se siete amanti della cucina orientale- non può non cadere su uno dei migliori sushi restaurant “in town”, una vera esperienza per i sensi: Nami Sushi,

FOTO 5 in corso di Porta Ticinese 6, è uno di quei posti a Milano che riesce a trascinarvi completamente dentro le atmosfere del Sol Levante, tra mattoni a vista, soffusi “mantra” come musica di sottofondo e un arredamento elegante e minimal, come piace ai nostri buoni amici giapponesi. Ah, il sushi è squisito, così come la tradizionale cortesia del personale: gli unici nei sono gli spazi ridotti per muoversi e i prezzi non a buon mercato, ma sapete come dicono in Giappone no? “I soldi sono posseduti a turno nel mondo.” …prima o poi, ritornano: “Itadakimasu”, buon appetito!

 

FOTO 6E proprio all’imbocco di via Torino, guardando verso la Madonnina, Domenica 8 Maggio prenderà vita uno degli eventi più globali e interessanti di questa Primavera che sembra aver improvvisamente rallentato la propria fioritura: a prescindere dal tempo infatti l’animo intimamente “running” dei milanesi verrà messo alla prova, con un appuntamento imperdibile per chiunque abbia voglia di correre e divertirsi con migliaia di altre persone per uno scopo ancor più elevato del semplice “restare in forma”. La corsa “Wings For Life World Run” partirà in tutti gli stati del mondo alla stessa ora, le 13 nostrane, con lo scopo di devolvere in beneficenza il ricavato ed aiutare la ricerca di una cura alle lesioni del midollo spinale, con la partecipazione di tanti corridori in carrozzina per affermare tutti insieme il sostegno a chi è meno fortunato. Il percorso completo e l’iscrizione la trovate al sito www.wingsforlifeworldrun.com

Enjoy!

 

Michele Pettene