Recensione | Soundgarden: Live from the Artists Den

Recensione | Soundgarden: Live from the Artists Den

Proprio quando il dibattito sull’eredità di Chris Cornell è più accesso che mai, viene pubblicata la registrazione integrale del concerto dei Soundgarden suonato al Wiltern Theatre di Los Angeles nel 2013 in concomitanza col termine della prima leg americana in supporto all’uscita di King Animal.

Soundgarden - Live from the Artists Den (2020)

Ci si potrebbe perdere a parlare dei brani inediti dei Soundgarden che (forse) non ascolteremo mai oppure riflettere su come si stia gestendo l’eredità di Chris Cornell da quel, maledetto, 18 maggio 2017. Meglio soffermarsi invece sulla nuova pubblicazione della band di Seattle – un concerto dal vivo tratto dalla seconda parte della carriera del complesso, tre anni dopo la reunion – che è ora possibile ascoltare e, soprattutto, guardare in uno stupefacente Blu-ray della durata di quasi due ore e mezza con l’aggiunta di qualche interessante bonus (interviste ai quattro componenti, finora inedite).

Se negli ultimi anni le uscite del gruppo hanno riguardato il loro glorioso passato (tra best of, riedizioni e cofanetti vari), Live from the Artists Den è la prima che invece si sofferma sulla seconda fase di carriera della band di Cornell, quella che parte dal 2010 (anno della reunion), passa per il 2012 (con la pubblicazione di King Animal, il loro primo disco dai tempi di Down on the Upside) e arriva al relativo tour. La scaletta del concerto immortalato in questa pubblicazione è inevitabilmente molto legata a quel (sottovalutato) disco. Le spettrali Black Saturday, Bones of Bird, Rowing, le toste Been Away Too Long, Worse Dreams, By Crooked Steps, Non-State Actor e le vere punte di diamante di King AnimalA Thousand Days Before e Blood on the Valley Floor – sono tutte presenti, suonate per altro in versioni perfette che ampliano l’orizzonte delle rispettive versioni studio e dove i quattro componenti della band danno il meglio di sé. Poi, certo, c’è tanto altro. Da una Incessant Mace, tratta da Ultramega OK, che apre il concerto nel migliore dei modi ai cavalli di battaglia del gruppo di Seattle: Rusty Cage, Spoonman, Black Hole Sun, Fell On Black Days, Jesus Christ Pose, Outshined e tutte le hit che hanno fatto conoscere il gruppo ai più. Ma non è finita qui.

Ampio spazio è dato alle canzoni meno conosciute tratte dal loro repertorio. Stupiscono in positivo Ty Cobb, proposta in una versione aggressiva e potente che non fa rimpiangere le esecuzioni di oltre vent’anni fa (la memoria corre veloce a quando fu suonata in anteprima a Reggio Emilia nel 1995, quando ancora si chiamava Hot Rod Death Toll), oppure l’oscura e tenebrosa Blind Dogs (incisa nel 1995 per Basketball Diaries, il film su Jim Carroll con Leonardo DiCaprio) qui suonata per la prima volta davanti ad un pubblico.

Se My Wave, Drawing Flies e New Damage continuano ad essere affascinanti ora come all’epoca della loro uscita, sono probabilmente tre i momenti più alti di questo Live from the Artists Den. La crepuscolare Blow Up the Outside World cantata da Cornell in modo impeccabile e in grado di portare il concerto stesso a un altro livello, la clamorosa versione della granitica 4th of July e la finale Slaves & Bulldozers dove i quattro componenti della band diventano un’entità unica in grado di arrivare là dove ben pochi altri sono riusciti a fare.

Soundgarden - Live from the Artists Den (2021)

Menzione d’obbligo poi per l’eccezionale qualità video – alta definizione, ovviamente, a 1080p, esaltata da un ottimo TrueHD 5.1 – mentre la versione audio (disponibile in doppio CD, quadruplo vinile e streaming) risulta monca del piatto migliore (il video, appunto). L’unico problema che sorge dopo essersi lasciati trasportare dalle oltre due ore di Live from the Artists Den è la consapevolezza che non potremo mai più assaporare dal vivo la magia che i Soundgarden sono sempre riusciti a creare, anche nella (tanto chiacchierata) seconda fase della loro carriera, quella qui ritratta nel migliore dei modi.

L’imperdibile Blu-ray Live from the Artists Den è disponibile qui, il mega cofanetto che contiene CD, vinili e tanto altro è invece disponibile qui

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.