Recensione | Joker di Todd Phillips

Recensione | Joker di Todd Phillips

La recensione di Joker, il nuovo film di Todd Phillips con Joaquin Phoenix e Robert De Niro al cinema dal 3 ottobre 2019.

Brush off the clouds and cheer up, put on a happy face
Tony Bennett

Joker 2019 (3)

Basta una giornata storta per trasformare il migliore degli uomini in un folle

Partiamo col chiarire sin da subito che Joker non è (l’ennesimo) cinecomic. Il nuovo film di Todd Phillips, sì proprio lui, il regista di Road trip e Una notte da leoni, è un vero e proprio dramma sulla follia. Non solo, Joker ci racconta le estreme conseguenze che possono scaturire da persone con malattie mentali che in questi anni, soprattutto nell’epoca Trump, sono messe in un angolo ed emarginate.

Non è tutto. Joker è un film politico, benché il regista abbia dichiarato più volte che per lui non lo sia. Poco importa perché è uno dei film più politici di questi ultimi anni, poco ma sicuro. Al centro di tutto c’è la disparità sempre più marcata tra chi ce l’ha fatta, chi si è arricchito, chi ha avuto tutto dalla vita e chi, invece, è costretto a vivere ai margini della società, a essere visto come un reietto, un vero e proprio freak.

La pellicola dedicata al celeberrimo nemico di Batman è tutta basata sulla spirale di follia nella quale cade Arthur Fleck, comico mancato che vive a casa di sua madre e che si divide tra spettacoli stand-up comedy (che non fanno ridere nessuno) e un mondo che pare non averlo mai voluto né accettato.

Joker 2019 (1)

Arthur Fleck, Joker, è interpretato da un colossale Joaquin Phoenix, attore che aveva già fornito prova di essere uno dei migliori della sua generazione (da Walk The Line al sottovalutato quanto geniale I’m Still Here) ma che qui dà il meglio di se (e che punta dritto a un meritatissimo Oscar).

Nel Joker di Phoenix convivono tre personaggi che hanno portato la pazzia, quella più pura e viscerale, sul grande schermo. Le speranze e i folli sogni di Joker sono gli stessi che animavano Rupert Pupkin (Robert De Niro), il personaggio di uno dei più sottovalutati film diretti da Martin Scorsese, Re per una notte.

La follia che prende il sopravvento su Joker da metà pellicola in poi è la stessa, lucida e paurosa, che portava Travis Bickle (Robert De Niro, e due) a rasarsi i capelli e a compiere una vera e propria strage nel finale dell’iconico Taxi Driver.

Le movenze, gli sguardi, l’anima di Joker sono invece strettamente imparentati con uno dei volti più minacciosi della storia del cinema: Jack Torrance di Shining, interpretato da un memorabile Jack Nicholson. Di fronte a tutto questo, serve ben poco chiedersi: “E’ meglio il Joker di Heath Ledger, quello di Nicholson o quello di Phoenix?”. Perché questo è un Joker del tutto diverso dai suoi, importanti, predecessori (quello interpretato da Jared Leto in Suicide Squad non è da prendere nemmeno in considerazione mentre il mitico Cesar Romero della serie televisiva degli anni settanta è di tutt’altra epoca ed estrazione).

Joker 2019 (1)

Da segnalare anche l’ottima interpretazione di Robert De Niro che sembra tributare la parte di Jerry Lewis proprio in Re per una notte e l’eccellente fotografia che riesce a rendere la New York del 1981 mai così cupa e terrorizzante. Nota di merito anche all’eccellente score composto da Hildur Gudnadóttir che recentemente si è occupata anche del commento sonoro dell’apprezzata serie TV Chernobyl.

Ispirandosi parzialmente alla genesi di Joker raccontata più di trent’anni fa da Alan Moore in Batman: The Killing Joke, Todd Phillips dirige un film che ha le palle, capace di essere tanto violento quanto estremamente politico. Ma, per favore, non chiamatelo cinecomic.

Nessuno esce vivo dalla vita” – Joker

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.

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