Read Music/Speak Spanish, piccolo cult degli anni zero

Read Music/Speak Spanish, piccolo cult degli anni zero

Ci sono dei dischi, così come dei film, che non hanno necessariamente venduto quintali di copie o incassato chissà quali cifre ai botteghini ma che nell’immaginario dei fan sparsi per il mondo hanno assurto allo status di cult – o di leggenda, scegliete voi la definizione che più vi piace. Prendete ad esempio After Hours di Martin Scorsese, a detta di tanti critici ed esperti “del settore” uno degli episodi minori del regista newyorkese, ma che rimane – a trent’anni esatti dalla sua uscita – uno dei film preferiti dal sottoscritto. In barba a ben più acclamati capolavori come Raging Bull o Goodfellas.

Ci sono poi opere che vengono rivalutate, riviste o ascoltate con occhi e orecchie diverse rispetto a quelle che videro un determinato film o ascoltarono un certo album all’epoca della sua uscita. E’ un po’ il bello della musica e del cinema.

Nel 2002, tredici anni fa, un giovanissimo Conor Oberst – all’epoca sulla cresta dell’onda con i più blasonati Bright Eyes – si chiuse in studio con alcuni amici del suo natio Nebraska per incidere in pochi giorni un disco politico, grezzo e diretto intitolato “Read Music/Speak Spanish”. Scelto il nome per l’estemporanea band – Desaparecidos, riferimento alle persone scomparse senza lasciar traccia dopo essere state arrestate dai governi militari dittatoriali del Sud America – il cantante dei Bright Eyes si lasciò influenzare in fase compositiva dal clima che si respirava nel suo paese – siamo nel periodo post 11 settembre. Ogni canzone è un attacco contro qualcosa o qualcuno e Conor se la prende davvero con tutti: il “Dio Denaro”, i SUV sempre più in voga in quegli anni, la politica del governo americano (c’era Bush, quindi ben poco da stare allegri) e in generale l’avidità e corruzione pervadenti.

Poi c’è la musica, e che musica! Un mix, in gran parte ad opera del chitarrista Denver Dalley (recuperate i suoi ottimi album solisti sotto il nome Statistics) tra post-hardcore (Fugazi, Rites of Spring, Kill Holiday) e momenti che possono ricordare band come Dinosaur Jr o Replacements, il tutto unito a quell’epicità tipica dei Clash degli esordi – e non è un caso che i Desaparecidos, nel loro recente reunion tour, abbiano deciso di riprende quel gioiello di “Spanish Bombs” scritto proprio dalla band di Joe Strummer.

Read Music/Speak Spanish, un disco di 13 anni ma che sembra scritto oggi, da riscoprire e amare incondizionatamente.

Un vero cult degli anni zero.

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Luca Villa