Nove ragioni per adorare Quentin Tarantino (con un twist finale)

Nove ragioni per adorare Quentin Tarantino (con un twist finale)

Il prossimo 19 settembre arriverà nei cinema italiani l’attesissimo nuovo film di Quentin Tarantino intitolato C’era una volta a… Hollywood. Dopo aver parlato del regista più volte sul nostro blog, andiamo a elencare le nove ragioni (con un inatteso twist finale) per adorare Quentin Tarantino. Nove, proprio come il suo nuovo film che sarà il nono della sua carriera.

Quentin Tarantino 1992 Le Iene

1. Ancora prima di essere uno dei più amati e acclamati registi degli ultimi anni, Quentin Tarantino è un cinefilo accanito. Ci sono filmmaker che creano senza farsi troppo influenzare dal passato, ce ne sono altri che invece tributano costantemente quello che più amano e hanno amato del mondo della settima arte. E’ il caso di Quentin: molte scene dei suoi film sono fortemente influenzate dalle pellicole di Sergio Leone, Brian DePalma o Martin Scorsese (tanto per citare tre dei suoi registi preferiti).

2. C’erano una volta… le videoteche. Quentin Tarantino ha passato la maggior parte degli anni ottanta come commesso presso una videoteca. Chi non avrebbe voluto ricevere consigli direttamente da lui? Proprio grazie a questo lavoro ha avuto modo di scoprire il cinema europeo o quello orientale, forti influenze future di tutta la sua opera.

3. A differenza di tanti altri (troppi) registi che si sono sempre presi troppo sul serio, Tarantino non ha mai avuto problemi a mischiare le carte in tavola unendo la blaxploitation e l’horror a generi come la Nouvelle Vague (la sua compagnia di produzione si chiamava A Band Apart, una storpiatura di Bande à part, un classico di Jean-Luc Godard, appunto) e al poliziesco.

4. La musica dei suoi film signori, e che musica! Tutti i film di Tarantino hanno colonne sonore a dir poco stratosferiche. Dal surf rock di Pulp Fiction al rock ‘n’ roll de Le Iene, dal Maestro Ennio Morricone che ha composto la colonna sonora di The Hateful Eight allo score curato da RZA dei Wu-Tang Clan per Kill Bill: tutta musica scelta o composta in grado di rendere ancora più leggendarie le scene dei suoi film.

5. Altro che Marvel Cinematic Universe, evviva il Tarantino Universe! E’ stato confermato dallo stesso Quentin Tarantino: i personaggi creati dal regista vivono tutti nello stesso universo. Non solo, al suo interno c’è un altro universo cinematografico di cui loro stessi parlano o ne sono protagonisti. “I miei film abitano in due mondi differenti. Uno è l’universo di Pulp Fiction e Jackie Brown, esagerati ma più o meno realistici. L’altro è l’universo del Film” ha detto. “Quando i personaggi del mio universo vanno al cinema, vanno a vedere roba ambientata nell’universo del Film. Sono cioè delle finestre su quel mondo. Kill Bill è il primo film ambientato nel Mondo del Film”.

6. I film che non ha mai girato ma che fanno tuttora sognare i suoi fan. La lista è lunga quasi quanto le pellicole che ha diretto. Qualche esempio? Vega Brothers (sui fratelli Vic e Vincent Vega che appaiono rispettivamente in Le Iene – Michael Madsen – e Pulp Fiction, interpretato da John Travolta), il remake di Le Implacabili Lame di Rondine D’oro e di Faster, Pussycat, Kill! Kill! (ampiamente tributato in Death Proof – A Prova di Morte, comunque), Killer Crow (un film di guerra ambientato nel 1944)… e l’ormai leggendario Kill Bill 3.

Kill Bill 2003

7. Sebbene non abbia mai particolarmente apprezzato il messaggio dei film di Stanley Kubrick, è un grande fan di Arancia Meccanica e svariati anni fa ha svelato che i primi trenta minuti di quella pellicola siano per lui la perfezione assoluta (come dargli torto?).

8. Avrebbe voluto Kurt Cobain dei Nirvana per Pulp Fiction (la sua parte fu poi presa da Eric Stoltz) mentre Tom Waits si presentò alle audition per avere un posto ne Le Iene. In un mondo alternativo avremmo avuto due dei migliori musicisti di sempre a fare gli attori in due dei migliori film di Quentin Tarantino, avete letto bene.

9. Ogni film di Quentin Tarantino è un capolavoro. Non solo, nel mondo del cinema esistono svariate linee di demarcazione tra un periodo storico e un altro. In quest’ottica, Pulp Fiction è il film più importante degli ultimi trent’anni. Proprio per questo pensavate davvero che esistessero solo nove ragioni per adorare Tarantino? Procediamo quindi con altre quaranta ragioni per adorarlo, ora.

Pulp Fiction 1994 - 2

10. E’ un grande sceneggiatore. Le sceneggiature dei suoi film (le prime scritte insieme a Roger Avery) sono sempre non meno che memorabili.
11. E’ un amante del mexican standoff: in tutti i suoi film c’è una scena nella quale due o più attori si puntano delle pistole uno contro l’altro
12. E’ un grande attore. Spesso è apparso pure nei suoi film. Qualche esempio? Mr. Brown ne Le Iene e il mitico Jimmy Dimmick in Pulp Fiction.
13. Detesta il product placement. Per i suoi film ha infatti sempre realizzato brand fittizi come la marca di sigarette The Red Apple o la catena di burger Big Kahuna (entrambi presenti in Pulp Fiction).
14. Ama il cibo. Nei suoi film ha spesso inserito scene nelle quali gli attori preparano dei cibi, come quando Bill prepara un sandwich in Kill Bill 2.
15. La sceneggiatura del super cult Dal Tramonto all’Alba è stata scritta da Quentin Tarantino negli anni ottanta.
16. I personaggi dei suoi film spesso parlano dei loro film o serie tv preferite, che sono poi quelli preferiti dallo stesso Quentin. Ottima mossa per tributare i suoi stessi gusti cinematografici.
17. Inaspettatamente, Pulp Fiction è uno dei film preferiti di Stanley Kubrick.
18. Le scene di violenza nei suoi film sono spesso così esagerate da sconfinare nella comicità. Una cosa non da poco e che ben pochi altri registi sono riusciti a fare.
19. E’ un vero signore. La produzione di Kill Bill è stata rimandata di un anno perchè Uma Thurman era incinta. Le ha dato tutto il tempo per rimettersi in forma dopo il parto, voleva lei e solo lei nella parte de La Sposa.
20. Ha ottimi gusti cinematografici: tra i suoi film preferiti di sempre ci sono Blow Out di Brian DePalma e Taxi Driver di Martin Scorsese.
21. La rivista Empire l’ha nominato come ottavo miglior regista di tutti i tempi. Ora vorremmo sapere chi cazzo sono i primi sette.
22. Ha considerato di girare un film su James Bond. Ora pensate a come sarebbe un film su Bond diretto da Tarantino!
23. Ha rifiutato parti in film che, semplicemente, non lo convincevano (anche se di sicuro incasso) come Men in Black e Speed.
24. Nel 2005 ha citato il magnifico The Devil’s Rejects di Rob Zombie come uno dei suoi film preferiti degli ultimi tempi. Ripetiamolo ancora una volta, Tarantino ha ottimi gusti cinematografici.
25. Ha pure ottimi gusti in fatto di film horror: il suo slasher preferito è, infatti, il cult Il giorno di San Valentino.
26. Non è solo bravo a girare, è bravo anche a scrivere: nel 2008 ha infatti curato la prefazione del libro Unfiltered: The Complete Ralph Bakshi.
27. E’ ringraziato nelle liner notes dell’album In Utero dei Nirvana. Fate voi.
28. Ha sempre tributato l’Italia. Un esempio? Due dei tre film che l’hanno influenzato di più sono proprio italiani: Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo di Sergio Leone e I Tre Volti della Paura di Mario Bava.
29. La (magnifica) sceneggiatura di Una Vita Al Massimo è stata scritta da Tarantino.
30. Alcune delle attrici e degli attori che ama di più e con i quali gli piacerebbe lavorare nel futuro sono: Kate Winslet, Johnny Depp, Meryl Streep e Michael Caine.
31. Non ama i servizi in streaming e l’alta definizione. Nel suo archivio personale ha, infatti, migliaia di film in VHS e DVD.
32. Altro che invecchiare male come tanti altri registi: come ha detto più volte, si ritirerà dopo aver diretto il suo decimo film.
33. Il suo film di Natale preferito è il super cult horror Black Christmas di Bob Clark.
34. Non si prende mai troppo sul serio: è un super fan di Showgirls di Paul Verhoeven. Paura, eh?
35. Quando si gira, è un regista molto serio: nessun attore può avere smartphone con sé.
36. Adora il mitico Terry Gilliam che ha ringraziato anche nei titoli di coda de Le Iene.
37. Odia la CGI. E grande Quentin!
38. E’ un grande fan di Twin Peaks. Ha infatti lavorato con vari attori e attrici che sono apparsi nella serie TV di David Lynch come Tim Roth, Jennifer Jason Leigh, Michael Parks, Russ Tamblyn e Amber Tamblyn.
39. Ha sempre fatto le scelte giuste. Dopo Le Iene avrebbe dovuto girare Luke Cage (supereroe della Marvel) poi, fortunatamente, decise di girare Pulp Fiction.
40. E’ stato un grandissimo sostenitore di Barack Obama.
41. Nel 2018, l’Oxford English Dictionary ha riconosciuto ufficialmente la parola “Tarantinesco”.
42. Ha sempre difeso l’idea che sta alla base dei suoi film, compresa la violenza all’interno degli stessi. “Kill Bill è sicuramente un film violento. Ma è un mio film. E’ come andare a vedere i Metallica e chiedere a quei figli di puttana di abbassare i suoni”.
43. E’ un bravo ragazzo. Nonostante i suoi film spesso contengano crimini orribili, l’unico vero “crimine” che ha commesso Tarantino è stato rubare, da adolescente, un libro.
44. E’ un vero nerd. Colleziona da oltre trent’anni vecchi giochi da tavolo che hanno a che fare con spettacoli televisivi come A-Team.
45. E’ una persona molto intelligente, il suo QI è pari a 160.
46. Gamers, ce n’è anche per voi. Quentin Tarantino ama parecchio i videogames, il suo preferito è Half-Life.
47. Ama i piedi delle donne che spesso inquadra nei suoi film.
48. Quentin Tarantino ha diretto gli episodi 24 e 25 della quinta stagione di CSI: Scena del crimine, i migliori dell’intera serie televisiva.
49. Era già un gran regista ancor prima di girare Le Iene. Il suo primo film, My Best Friend’s Birthday, è geniale anche se non è mai stato completato. Fortunatamente per noi, è disponibile su YouTube. Buona visione.

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.