Quando il rock è donna: le dieci migliori canzoni dei 90s

Quando il rock è donna: le dieci migliori canzoni dei 90s


Non solo grunge, brit pop e nu metal, gli anni novanta sono ricordati anche per ottime rock band composte da ragazze che sono riuscite a scalare le classifiche e a conquistare le frequenze di MTV con canzoni che rimangono nella memoria collettiva di tutti. Noi ne abbiamo selezionate dieci.

HOLE – Rock Star

Vedova della rockstar più importante degli anni novanta, madre, junkie, rocker; Courtney Love è forse il simbolo più rappresentativo del rock al femminile di quel decennio. Babydoll indossati con il sacro spirito del punk rock e testi che hanno segnato indelebilmente le ragazze di quegli anni. Rock Star è una canzone che sa di liberazione, come lo è la bellissima scena del film “Io Ballo Da Sola” di Bertolucci in cui una giovanissima Liv Tyler si scatena proprio sulle note di questo brano. Memorabile.

Hole

THE BREEDERS – Cannonball

Kim Deal, la bassista dei Pixies, una delle più importanti band del rock underground degli anni ottanta. Poco prima della fine del gruppo capitanato da Frank Black, Kim forma le Breeders con le quali incide alcuni riusciti album. Cannonball, con quel giro di basso ripetuto all’infinito, ricorda i giorni in cui i teenager giravano sugli skate con le cuffiette dei loro walkman ben piantate nelle orecchie.

SONIC YOUTH – Bull In The Heather

Prima eccezione. Anche i se i Sonic Youth non sono certo una band “all women”, la loro leader Kim Gordon è stata un po’ la mamma di tante che le sono succedute, e questa Bull In The Heather rappresenta molto bene quello che potremmo definire il rock sound femminile degli anni novanta. Il video non è da meno e vede Kathleen Hanna delle Bikini Kill intenta a ballare per tutta la sua durata. Generazionale.

BABES IN TOYLAND – Sweet ’69

Il lato più trasgressivo del movimento Riot Grrrl – che riuniva band punk rock appartenenti a diverse aree geografiche accumunate da testi fortemente femministi e politici – qui ben rappresentato dalle sboccatissime Babes In Toyland.

GARBAGE – Stupid Girl

Non solo chitarre sparate a mille, i Garbage a metà anni novanta conquistano le classifiche di tutto il mondo con il loro raffinato pop rock e la voce suadente di Shirley Manson. Stupid Girl, così ipnotica e orecchiabile, ne è la prova più evidente.

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4 NON BLONDES – What’s Up?

Chi non si ricorda delle “mitiche” 4 Non Blondes di Linda Perry? In realtà sono famose praticamente solo per questo pezzo, ma negli anni novanta non c’era manifestazione studentesca o concerto tra amici che non si concludesse con il chitarrista di turno che tirava fuori l’acustica per suonarlo. E i presenti non potevano fare altro che cantarla tutti in coro, lasciandosi trasportare da una delle melodie più riconoscibili di quel decennio.

L7 – Pretend We’re Dead

Le L7, band di Los Angeles tutta al femminile, è riuscita a unire suoni punk rock a melodie radiofoniche senza mai perdere la propria integrità. Pretend We’re Dead è entrata a far parte di videogame (GTA: San Andreas) e film di culto (Shaun Of The Dead). E chi se lo dimentica quel riff dinamitardo?

L7

SLEATER-KINNEY – One More Hour

Le Sleater-Kinney, meno conosciute delle altre band che abbiamo già passato in rassegna, rimangono (a mio modesto parere) la migliore rock band al femminile degli anni novanta. One More Hour è contagiosa, orecchiabile, malinconica. Peccato non abbiano avuto più successo all’epoca, se lo meritavano.

PJ HARVEY – Man-SizePJ Harvey

Cantautrice inglese classe 1969, Polly Jean Harvey ci ha regalato alcuni dei migliori dischi degli anni novanta, con sonorità che richiamano tanto Nick Dave quanto i Sonic Youth. Man-Size è tratta da Rid Of Me, uno dei suoi capolavori. Grezza e viscerale come poche, la minuta ma potente Polly Jean qui si diverte a prendere in giro i tipici stereotipi “macho”. Devastante.

 

ALANIS MORISSETTE – You Oughta Know

Essendoci posti il limite di dieci pezzi abbiamo dovuto scartare molti brani, dai No Doubt agli Skunk Anansie, ma in questa Top 10 non poteva certo mancare Alanis Morissette con la classica You Oughta Know. Brano iconico dei 90s, è una delle cosiddette “breakup songs” più famose e incazzate di tutti i tempi. Taylor Swift ha ancora parecchia di strada da fare.

 

di Luca Villa