POINT OF (SCREEN) VIEW #4

POINT OF (SCREEN) VIEW #4

20 Alternative Top del 2017 al Cinema – Parte 1

 

 

Buon anno folks!

Siamo solo da venti giorni nel 2017 e già ben due film che potrebbero risultare alla fine del’anno tra i migliori della stagione sono già usciti in sala. Non casualmente sono di due registi, Asghar Farhadi e Martin Scorsese, considerati due autori, due Maestri del cinema, che amano ancora rischiare e spingere la creatività artistica verso territori inesplorati delle loro carriere. Un tratto comune con molte delle opere che abbiamo scelto tra queste venti, alla ricerca di una scintilla di originalità in un mercato – italiano ed americano – che con grande probabilità purtroppo confermerà al box office finale la propria staticità e monotonia in fatto di proposte, idee, storie. Emozioni.

 

Solo nel 2017 infatti tra sequel, prequel, spin off da serie televisive o fumetti e remake le major, le grandi produzioni statunitensi – quelle che per potenza distributiva e marketing vanno per la maggiore in Italia e nel mondo occidentale – proporranno più di trenta film basati su supereroi già visti, personaggi già incontrati, schemi narrativi ripetuti così tante volte da risultare spesso prevedibili, set affidati sempre più a green screen e computer grafica…sacrificando per l’ennesima volta all’altare dell’“entertainment” e dell’equazione “successo passato=successo futuro” tutto il resto dell’esperienza cinematografica. Si continua ovvero a puntare sul risultato certo (ma è il cinema delle grandi industrie che alimenta se stesso con pochi benefici globali) senza osare mai uscire dalle proprie “comfort zone” produttive, annichilendo la figura storica e fondamentale degli sceneggiatori (con relativi sindacati sul piede di guerra), reinterpretando fino all’esaurimento delle scorte temi che, ci chiediamo, quando inizieranno a stancare il pubblico.

 

La Settima Arte – come disse il critico Canudo che coniò il termine nel 1921 – era piuttosto nata per sintetizzare e rinnovare magicamente spazio e tempo, inglobando le arti plastiche con la musica e la danza, configurandosi come “nuovo mezzo di espressione”, “officina delle immagini” e “scrittura di luce”. Con questo spirito, ancora attuale e ben vivo nonostante tutto, abbiamo stilato una lista di quelli che hanno tutto il potenziale per essere inseriti tra i venti film più belli di questo 2017, dividendoli in due episodi (l’altro uscirà Venerdì prossimo).

Tra un anno, dopo aver aggiunto a questa lista le solite liete sorprese dei festival più importanti (il Sundance è partito proprio ieri) e degli Oscar, sapremo tutte le risposte. Nel frattempo, e in ordine cronologico di uscita nelle sale, buon cinema con il quarto episodio di Point of (Screen) View, o se volete la prima parte del Best of 2017!

 

 

IL CLIENTE – 5 GENNAIO

 

Genere Thriller

Nazione Iran

Con regia di Asghar Farhadi

E personaggi principali interpretati da

Shahab Hosseini: Emad

Taraneh Alidoosti: Rana

 

Emad e Rana sono una giovane coppia di attori costretta a lasciare la propria casa al centro di Teheran a causa di urgenti lavori di ristrutturazione. Un amico li aiuta a trovare una nuova sistemazione, senza raccontare nulla della precedente inquilina che sarà invece la causa di un “incidente” che sconvolgerà la loro vita.

In un film dove la tensione e il ritmo sono gestiti magistralmente, il dramma di una coppia – ispirata a un testo teatrale di Arthur Miller – diventa il dramma di una nazione intrappolata tra Passato e Presente, attraverso la lente pregiata, implacabile e claustrofobica di Farhadi, premiato per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes 2016 e concorrente per il Miglior Film Straniero per l’Iran ai prossimi Oscar.

 

IL TRAILER

 

 

 

SILENCE – 12 GENNAIO

 

Genere Drammatico/Storico

Nazione USA

Con regia di Martin Scorsese

E personaggi principali interpretati da

Andrew Garfield: Padre Sebastião Rodrigues

Adam Driver: Padre Francisco Garupe

Liam Neeson: Padre Cristóvão Ferreira

 

Due missionari portoghesi nel XVII secolo intraprendono un lungo viaggio pieno di pericoli per raggiungere il Giappone, alla ricerca del loro mentore scomparso, padre Christovao Ferreira, e per diffondere il cristianesimo.

Un cast superlativo al servizio di uno Scorsese mai così a nudo su tematiche comunque basilari del suo Cinema – la Fede, Dio, le contraddizioni della Religione e dell’essere umano – in un accurato affresco storico che svolta rapidamente in tragedia (narrativa ed umana) e che scava dentro l’Uomo. Tratto da un romanzo giapponese e partorito dal regista 25 anni fa, è diventato realtà solo nel 2016: in molti l’hanno già elevato all’altezza delle opere migliori del cineasta statunitense.

 

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ARRIVAL – 19 GENNAIO

 

Genere Drammatico/Fantascienza

Nazione USA

Con regia di Denis Villeneuve

E personaggi principali interpretati da

Amy Adams: Louise Banks

Jeremy Renner: Ian Donnelly

Forest Whitaker: colonnello Weber

 

Quando un misterioso oggetto proveniente dallo spazio atterra sul nostro pianeta, per le susseguenti investigazioni viene formata una squadra di élite, capitanata dall’esperta linguista Louise Banks. Mentre l’umanità vacilla sull’orlo di una Guerra globale, Banks e il suo gruppo affrontano una corsa contro il tempo in cerca di risposte – e per trovarle, farà una scelta che metterà a repentaglio la sua vita e, forse, anche quella del resto della razza umana.

Imperdibile dramma fantascientifico tratto da una short story americana, diretto da un grande Villeneuve (e dal suo staff, premiatissimo) unico regista presente due volte in questa Top20. Amy Adams, in un ruolo arduo da interpretare e mai recitato prima, è semplicemente perfetta, in lotta per il suo primo Oscar come miglior attrice protagonista dopo la nomination per “American Hustle” (“Jackie” permettendo). Film che ha diviso: qualcuno l’ha visto come la copia mal riuscita di “Contact”, altri come un’esperienza straordinaria.

 

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LA LA LAND – 26 GENNAIO

 

Genere Commedia/Musical

Nazione USA

Con regia di Damien Chazelle

E personaggi principali interpretati da

Ryan Gosling: Sebastian Wilder

Emma Stone: Mia Dolan

 

La La Land è un’intensa e burrascosa storia d’amore tra un’attrice e un musicista che si sono appena trasferiti a Los Angeles in cerca di fortuna. Mia è un’aspirante attrice che, tra un provino e l’altro, serve cappuccini alle star del cinema. Sebastian è un musicista jazz che sbarca il lunario suonando nei piano bar.

Decisamente nella Top5 dei film più celebrati del 2016, l’autore del bellissimo “Whiplash” affida ancora una volta alla musica e al jazz storia e colonna sonora di un film unico nel suo genere, che rispolvera il musical per dare vita ad una Los Angeles brillante, cinica, romantica e coloratissima, fucina e killer di sogni senza tempo. I sempre più affiatati Emma Stone e Ryan Gosling, dopo aver riscaldato i motori in “Crazy, Stupid, Love” e “Gangster Squad”, sono da Oscar con due perfomance memorabili.

 

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JACKIE – 14 FEBBRAIO

 

Genere Drammatico/Storico

Nazione USA/Cile

Con regia di Pablo Larraín

E personaggi principali interpretati da

Natalie Portman: Jackie Kennedy

 

Il film si svolge nei quattro giorni intercorsi tra l’omicidio di JFK e il giorno del suo funerale. La storia si concentra sul conflitto tra l’ormai ex First Lady impegnata a dare l’ultimo saluto al marito e il neo presidente Lyndon Johnson il cui unico scopo è quello di affermare la propria leadership facendo il suo ingresso alla Casa Bianca il più presto possibile.

Il 2016 sarà un anno da incorniciare per l’eclettico regista cileno, autore di tre tra i più bei film dell’anno: dopo “The Club” e soprattutto “Neruda” Larraín, con “Jackie”, continua ad approfondire psiche, forze e debolezze di grandi personaggi del Novecento, questa volta passando dalla definitiva perdita d’innocenza degli USA (dall’assassinio del più amato dei presidenti al Vietnam e all’insediamento di Johnson) attraverso gli occhi di una Natalie Portman divina, nostra candidata personale all’Oscar come miglior attrice. Come spesso accade nei film di Pablo Larraín fotografia e costumi sono superbi e curatissimi, mentre la messa in scena e i dialoghi hanno la solenne e misurata compostezza di una First Lady che commuove per dignità e devozione verso patria e marito.

 

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MANCHESTER BY THE SEA – 16 FEBBRAIO

 

Genere Drammatico

Nazione USA

Con regia di Kenneth Lonergan

E personaggi principali interpretati da

Casey Affleck: Lee Chandler

Michelle Williams: Randi Chandler

 

Dopo l’improvvisa morte del fratello maggiore, un tranquillo idraulico di Boston di nome Lee Chandler si vede costretto a tornare nella sua città natale, dove scopre di essere stato nominato tutore del nipote sedicenne rimasto senza genitori. Le conseguenze di questa scoperta riporteranno a galla parti dolorose della sua vita che Lee aveva provato a dimenticare con tutte le forze, rimettendo in discussione tutte le sue scelte.

Quando Kennet Lonerghan si muove, il che accade molto raramente con tre soli film girati in 16 anni (ma è stato attivo su molti altri progetti come sceneggiatore sia al cinema che a teatro), non riesce proprio a passare inosservato: dopo “Conta su di Me” (2000) e “Margaret” (2011) anche questo suo ultimo – si può già dire – capolavoro lotterà agli Oscar per la miglior sceneggiatura. Perchè se c’è una cosa che Lonerghan sa fare è dipingere personaggi, atmosfere, ambienti e laceranti condizioni umane (è questo il caso) come pochi altri statunitensi contemporanei. E Casey Affleck, dopo anni da attore secondario, afferma il suo talento in un ruolo da protagonista con una forza ed un’emotività inaspettata.

 

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TRAINSPOTTING 2 – 23 FEBBRAIO

 

Genere Commedia

Nazione Regno Unito

Con regia di Danny Boyle

E personaggi principali interpretati da

Ewan McGregor: Mark ‘Rent Boy’ Renton

Jonny Lee Miller: Simon ‘Sick Boy’ Williamson

Ewen Bremner: Daniel ‘Spud’ Murphy

Robert Carlyle: Francis ‘Franco’ Begbie

 

Uno dei sequel più attesi dell’anno riprende i personaggi del fortunato predecessore “Trainspotting” nove anni dopo, tracciando le loro vite non più alle prese con i problemi legati all’eroina bensì con l’idea di realizzare un business legato alla pornografia.

20 anni “reali” dopo uno dei film di culto dei 90s, “Trainspotting”, il regista dell’originale Danny Boyle riporta sul grande schermo tutti i protagonisti del primo atto parecchio invecchiati, in quello che dovrebbe essere l’adattamento del romanzo di Irvine Welsh “Porno”. Le immagini sulla mitica “Lust for Life” di Iggy Pop e i quattro scalmanati con le stesse scenografie sullo sfondo alle prese con le (immaginabili) peripezie durante le fasi dell’improbabile progetto di “business” convinceranno sicuramente i fan di lunga data. Magari seminando nuovi proseliti in una società che dal 1996, secondo lo stesso Mark Renton, è sempre più “dipendente da qualcun altro, o qualcos’altro”. E ancora una volta saremo costretti a scegliere.

 

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MOONLIGHT – 23 FEBBRAIO

 

Genere Drammatico

Nazione USA

Con regia di Barry Jenkins

E personaggi principali interpretati da

Trevante Rhodes: Chiron

Janelle Monáe: Teresa

Naomie Harris: Paula

Mahershala Ali: Juan

 

Il giovane afroamericano Chiron vive in un quartiere di Miami segnato da droga e violenza. Attraverso le tre età della vita, infanzia, adolescenza ed età adulta, lotterà quotidianamente per trovare la sua strada, scoprendo se stesso, la sua sessualità e il complicato amore per il suo migliore amico.

Il semi-esordiente regista afroamericano Barry Jenkins (fin ad ora autore praticamente solo di cortometraggi) è riuscito probabilmente a confezionare La Sorpresa dell’anno, partendo da un cast giovane o non particolarmente conosciuto e raccontando – attingendo dalle proprie vicende personali – la scoperta della propria identità e della propria omosessualità, attraverso episodi e dialoghi che lasceranno un segno indelebile nei protagonisti.

Soprendenti regia e fotografia (di James Laxton), di eccezionale intensità la prova degli attori con un Mahershala Alì (già entrato nell’immaginario collettivo con la serie tv “House of Cards”) a rubare la scena grazie ad un’interpretazione già pluripremiata che potrebbe valergli l’Oscar come miglior attore non protagonista. Brad Pitt è il produttore esecutivo di questa perla del cinema indipendente.

 

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VI PRESENTO TONI ERDMANN – 23 FEBBRAIO

 

Genere Commedia

Nazione Germania/Austria

Con regia di Maren Ade

E personaggi principali interpretati da

Peter Simonischek: Winfried / Toni

Sandra Hüller: Ines

 

Inès è una donna in carriera di Bucarest. La sua vita sembra scorrere tranquilla fino all’arrivo improvviso del padre che le pone una domanda: “sei felice?”. La sua incapacità di rispondere segna l’inizio di un profondo sconvolgimento. Questo padre ingombrante, sempre pronto a fare scherzi, e di cui lei si vergogna un po’ farà di tutto per aiutarla a ritrovare se stessa inventandosi un buffo ed eccentrico personaggio: Toni Erdmann.

Al suo terzo lungometraggio la 40enne regista tedesca sfodera finora la sua opera meglio riuscita, costruendo attorno ad un personaggio, il padre della protagonista, un alter-ego folle, esilarante e con l’unico compito di risvegliare nella figlia dedita al solo lavoro l’umanità e il senso delle cose da tempo sepolte. Scapestrato, bizzarro e divertente, il film premiato sia a Cannes che agli European Award, fa ridere e commuovere sfuggendo ai soliti meccanismi da commedia, con i due co-protagonisti splendidi nel rappresentare i due sentimenti-principi del rapporto: la vergogna di lei per un padre pubblicamente ribelle alle convenzioni sociali, l’amore e la follia di lui nel tentar di rendere più bella (e allegra) la cosa più preziosa della sua vita.

 

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THE GREAT WALL – 23 FEBBRAIO

 

Genere Epico/Avventura

Nazione Cina/USA

Con regia di Zhang Yimou

E personaggi principali interpretati da

Matt Damon: William Garin

Tian Jing: Lin Mei

Willem Dafoe: Ballard

Andy Lau: Wang

 

Durante la dinastia Song (anno Mille) dei reduci di un battaglione di mercenari europei sono in Cina in cerca dell’ancora sconosciuta e micidiale polvere da sparo. Finiranno per affrontare, tra palle di fuoco e mostri mortali, una battaglia per l’umanità sulla Grande Muraglia cinese in costruzione, la struttura archittetonica piu esemplare e iconica che esista.

Anche il Maestro Yimou, alla veneranda età di 66 anni, sbarca negli Stati Uniti con il suo primo film in lingua inglese, e lo fa con il solito inconfondibile stile (“Lanterne Rosse, “Hero”, “La Foresta dei Pugnali Volanti”) con paesaggi e scenografie mozzafiato, scene d’azione epiche e l’inevitabile confronto tra le filosofie occidentali ed orientali. L’omaggio a “The Great Wall”, la Grande Muraglia, è affascinante, Matt Damon e il cast di supporto hollywoodiano convincenti e ben diretti, stride solo per ovvii compromessi col mercato USA che i dialoghi siano tutti in inglese (doppiati in italiano) quando i protagonisti sono europei e cinesi.

 

IL TRAILER

 

 

È tutto per oggi, a Venerdì prossimo con la seconda parte della Top20 di Point of (Screen) View!

 

Michele Pettene