POINT OF (SCREEN) VIEW #3

POINT OF (SCREEN) VIEW #3

POINT OF (SCREEN) VIEW #3

Proposte alternative per il vostro Home Video – The Best of 2016

 

È morto il 2016, viva il 2016! L’anno solare che ci siamo da poco lasciati alle spalle passerà alla storia come uno dei più versatili e prolifici del primo quarto del Nuovo Millennio. Un anno dove incredibilmente anche il nostro Cinema sembra aver ritrovato quella creatività ed originalità che da tempo si pensava sepolta sotto le ceneri delle produzioni cinepanettonare o legate ansioticamente ai soliti (bravi) autori: sarà curioso osservare il 2017 appena iniziato sotto quest’ottica, sperando che non si sia trattato di un apice creativo sporadico e già defunto ma piuttosto di una nuova ondata coraggiosa e rigenerante.

 

La Top10 del 2016 targato Barracuda che segue non ricalcherà per forza di cose una classifica dei migliori film dell’anno, un po’ perchè le nostre case di distribuzione continuano a non fidarsi dei prodotti non americani, quindi mentre l’Italia li sta ancora aspettando il “resto del mondo” si è già goduto capolavori come “Elle” di Paul Verhoeven, “La La Land” di Damien Chazelle, “The Handmaiden” di Park Chan-Wook e “Toni Erdmann” di Maren Ade, e un po’ perchè i più belli li conoscete già in molti.

Inoltre, se seguissimo le indicazioni del box office italiano, questa lista avrebbe tutt’altra forma. Dei film che vi ritroverete solo due sono tra i primi trenta (e nessuno tra i primi venti; il primo è stato “Quo vado?” di Zalone): non abbiamo infatti parlato dei più visti della stagione ma di quelli che a noi sono parsi interessanti, diversi, alla ricerca di sentieri artistici alternativi da quelli già battuti e di conseguenza dagli esiti sì più incerti, ma dal potenziale emotivo e cinematografico forse ancor più elevati.

 

Let’s go dunque, con il terzo episodio di “Point of (Screen) View”!

 

IO, DANIEL BLAKE

 

Genere Drammatico

Nazione Regno Unito

 

Con regia di Ken Loach

 

E personaggi principali interpretati da

Dave Johns: Daniel Blake

Hayley Squires: Katie

Dylan McKiernan: Dylan

 

Trama: a causa di un problema al cuore Daniel Blake, onesto cittadino di 59 anni di Newcastle, viene dichiarato inagibile al lavoro dal medico, ma la pessima burocrazia del paese lo obbliga comunque a cercare un impiego in attesa dell’indennità per malattia. La sua storia di frustrazione e di sopravvivenza si incrocerà con quella di Katie, ragazza madre con due figli, molto simile nelle difficoltà nell’affrontare la vita da una posizione sociale svantaggiata, fino al tragico epilogo.

 

PERCHÈ ALTERNATIVO?

 

La personale analisi di Ken Loach, regista inglese figlio di operai, delle condizioni delle classi più povere e delle persone “normali” più emarginate della nostra società continua in questo toccante film che, attraverso la rappresentazione quotidiana delle assurdità della burocrazia di uno stato che “disumanizza” i propri dipendenti, mostra l’impotenza, la dignità e il senso del vivere con un’ironia e una dolcezza che, nonostante tutto, lasciano un barlume di speranza chiamata “solidarietà”. Palma d’oro al Festival di Cannes 2016.

 

LA FRASE

 

“Io sono Daniel Blake, un cittadino…niente di più…niente di meno…”

 

IL TRAILER


 

 

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

 

Genere Fantastico/Azione

Nazione Italia

 

Con regia di Gabriele Mainetti

 

E personaggi principali interpretati da

Claudio Santamaria: Enzo Ceccotti/Jeeg Robot

Ilenia Pastorelli: Alessia

Luca Marinelli: Fabio Cannizzaro detto Zingaro

 

Trama: Enzo è un piccolo delinquente di Roma che guarda porno e sopravvive con dei lavoretti, ma un incidente gli dona poteri fisici incredibili che gli faranno scoprire l’Amore per la ritardata vicina di casa Alessia e un’umanità insospettabile che lo Zingaro, un criminale ambizioso e senza scrupoli, metterà a dura prova.

 

PERCHÈ ALTERNATIVO?

 

Se si esclude “Il ragazzo invisibile” di Salvatores, non si hanno ricordi di un film di genere su supereroi italiani, e già solo per questo “Jeeg” meriterebbe un’inclusione in questa Top10. Ma lo sforzo artistico va ben oltre l’etichetta di film che fa il verso ai più famosi (ma meno simpatici) eroi-Marvel: il regista Mainetti e gli attori protagonisti, dei fenomenali Santamaria e Marinelli (il nostro preferito e nuovo vero talento del nostro cinema), hanno concepito questo progetto molto tempo prima che sbocciasse nelle nostre sale, investendo soldi propri e scrivendo pure parte della colonna sonora, in uno showcase di talento e di passione che da tempo non avvertivamo dalle nostre parti. Il film ha un ritmo strepitoso, la fotografia è perfetta nel mescolare i colori dei supereroi degli 80s con la Roma odierna sempre affascinante ma allo sbando, trasmettendo in romanaccio persino messaggi profondi (da grandi poteri derivano grandi responsabilità) e importanza di valori basilari che “riempiono” l’opera, sublimandola.

Solo il futuro decreterà se si è trattato di un turning point del nostro cinema o “solo” di una coraggiosa ma irreplicabile avventura.

 

LA FRASE

 

“Io solo una cosa voglio sape’, solo una: ma tu chi cazzo sei?! Perché c’hai ‘sta forza?”

 

IL TRAILER

 

 

IL FIGLIO DI SAUL

 

Genere Drammatico

Nazione Ungheria

 

Con regia di László Nemes

 

E personaggi principali interpretati da

Géza Röhrig: Saul Auslander

 

Trama: Auschwitz, 1944. Nel più famigerato campo di concentramento nazista i tedeschi devono accelerare le operazioni di sterminio, facendosi aiutare dai Sonderkommando, squadre di prigionieri ebrei che spostano i cadaveri dalle camere a gas, le lavano e disinfettano. In cambio la loro esecuzione è posticipata, hanno cibo migliore e non vivono con gli altri ebrei. Saul è uno di loro, ma la scoperta di quello che crede essere il cadavere del figlio lo porterà a cercare disperatamente un modo per evitargli il forno crematorio e seppellirlo secondo le proprie usanze religiose.

 

PERCHÈ ALTERNATIVO?

 

Anche nel 2016 il tema della Shoah continua ad essere ripreso dai registi est europei continuando a far discutere e riflettere: dopo l’Oscar al miglior film straniero a quest’opera prima dell’esordiente ungherese Nemes, anche quello del 2017 – con “Paradise” di Konchalovsky, presentato al Festival di Venezia – potrebbe essere vinto da un film altrettanto struggente quanto innovativo nel mostrare una delle più grandi atrocità dell’uomo. In “Il figlio di Saul” è la modalità stessa nel riprendere le scene a trascinare il pubblico in un inferno fatto di gemiti, cadaveri, urla, respiri mozzati e spari: senza alcun tipo di colonna sonora la telecamera a mano insegue per tutto il film Saul, l’unico protagonista, il cui corpo e volto riempiono quasi totalmente lo schermo lasciando solo intuire, in un fuori fuoco rispettoso e straziante, gli orrori dello sterminio ad uno spettatore preso nel mezzo tra angosciosa immedesimazione e claustrofobia. Potente, intenso, commovente.

 

LA FRASE

 

“Tradisci i vivi per un morto”

 

IL TRAILER

 

 

VELOCE COME IL VENTO

 

Genere Drammatico/Sport

Nazione Italia

 

Con regia di Matteo Rovere

 

E personaggi principali interpretati da

Stefano Accorsi: Loris De Martino

Matilda De Angelis: Giulia De Martino

 

Trama: Loris De Martino è un ex grande pilota fallito e drogato con una compagna tossicodipedente. Quando al funerale del padre morto d’infarto incontra dopo tanto tempo la sorella e il fratellino, il suo menefreghismo e disfattismo verso la vita vengono gradualmente messi da parte per aiutare Giulia De Martino, astro nascente del campionato italiano GT, a vincere il titolo per ripagare i debiti di famiglia.

 

PERCHÈ ALTERNATIVO?

 

Altro film italiano di genere “Veloce come il vento”, così come “Jeeg Robot” di Mainetti, è riuscito a sintetizzare con successo il dialogo tra due filoni apparentemente incompatibili come l’epica (sportiva) americana (“Rush” di Ron Howard è il primo che viene in mente, in “Jeeg” era la retorica del supereroe) e la realtà di provincia italiana, in questo caso quella romagnola enfatizzata dall’accento di un Accorsi sfasciato e leggendario. Le scene in pista sono spettacolari, alcuni dialoghi fanno sbellicare dalle risate, altri commuovono e il film cresce a scatti adrenalinici come le marce della vecchia Peugeot nel finale a sorpresa. E la colonna sonora, con “Sail” in testa, è perfetta: sono questi i film di cui il cinema italiano aveva bisogno.

 

LA FRASE

 

“Guarda che disperati veri siam rimasti in pochi!”

 

IL TRAILER

 

 

DEADPOOL

 

Genere Fantastico/Azione

Nazione Usa

 

Con regia di Tim Miller

 

E personaggi principali interpretati da

Ryan Reynolds: Wade Wilson/Deadpool

Ed Skrein: Francis Freeman/Ajax

Morena Baccarin: Vanessa Carlysle

 

Trama: Wade Wilson è un ex-marine che minaccia e uccide per sopravvivere. Poco dopo essersi innamorato di Vanessa scopre di avere un cancro terminale: fugge dall’amata per provare una cura “estrema” nel laboratorio segreto del dottor Francis, che lo trasforma in un mutante, un supereroe i cui tessuti si rigenerano. Sfiga, il trattamento gli distrugge la pelle, facendolo diventare un mostro che si repelle alla sola vista: la vendetta su Francis di Wade diventato “Deadpool” sarà devastante, con tanto di happy ending.

 

PERCHÈ ALTERNATIVO?

 

Una risposta brillante agli ormai inflazionati e completamente piatti film classici sui supereroi, privi di trama e zeppi di effetti speciali (l’ultimo in ordine cronologico, “Suicide Squad”, doveva essere l’apice è stato invece un disastro) arriva da questo film, che ribalta i canoni del genere rivolgendosi direttamente al pubblico con un’ironia e un coinvolgimento che fanno passare in secondo piano le (comunque spassose) scene di combattimento. Deadpool è un antieroe dal linguaggio scurrile e dalla morale rivedibile che conquista divertendo e cazzeggiando senza prendersi mai sul serio, tranne quando si tratterà di riconquistare l’Amore perduto.

 

LA FRASE

 

“Voi ragazze penserete: “il mio ragazzo diceva che era un film di supereroi, ma quello vestito di rosso ha appena infilzato quel bestione come un fottuto kebab!”

 

IL TRAILER

 

 

 

LA GRANDE SCOMMESSA

 

Genere Drammatico

Nazione Usa

 

Con regia di Adam McKay

 

E personaggi principali interpretati da

Christian Bale: Michael Burry

Steve Carell: Mark Baum

Ryan Gosling: Jared Vennett

Brad Pitt: Ben Rickert

Melissa Leo: Georgia Hale

 

Trama: la storia – tratta da fatti realmente accaduti – prende vita nel 2005 quando l’eccentrico manager di un hedge fund, Michael Burry, scopre che il mercato immobiliare statunitense è estremamente instabile a causa dei mutui subprime. Da lì in poi tre differenti gruppi di persone, prevedendo la crisi finanziaria prima americana e poi mondiale del 2007-2008, riusciranno a trarre enormi profitti, mentre il mondo crolla e le banche riescono a farla franca.

 

PERCHÈ ALTERNATIVO?

 

“La Grande Scommessa” è a nostro modesto avviso L’Altro Grande film statunitense del 2016 (2015 in Usa, uscito a Gennaio da noi) insieme al “Caso Spotlight” sui casi di pedofilia a Boston: entrambi basati su storie vere raccontano due vicende dalla diversa intensità drammatica in modo impeccabile, senza far mai cadere la tensione ed arricchendo lo spettatore durante la proiezione. Soprattutto “The Big Short”, questo il titolo originale, è abile ed efficiente nel sintetizzare complicate dinamiche economiche rivolgendosi direttamente al pubblico con i propri (schizzati) protagonisti, facendoci ridere involontariamente e in modo sarcastico di fronte allo sviscerarsi step by step di una delle più grandi dimostrazioni di stupidità e avidità nella storia dell’essere umano.

 

LA FRASE

 

“Se abbiamo ragione la gente perderà la casa, la gente perderà il lavoro. Perderà i risparmi di una vita, perderà la pensione. Per le banche le persone sono dei numeri. Ecco un numero: ogni 1% in più di disoccupati muoiono quarantamila persone, lo sapevate?”

 

IL TRAILER


 

 

 

CAROL

 

Genere Drammatico

Nazione Regno Unito

 

Con regia di Todd Haynes

 

E personaggi principali interpretati da

Cate Blanchett: Carol Aird

Rooney Mara: Therese Belivet

Sarah Paulson: Abby Gerhard

Kyle Chandler: Harge Aird

 

Trama: durante il Natale del 1952 Carol, affascinante borghese divorziata in lotta per l’affidamento della figlia, incontra Therese, innocente commessa di un centro commerciale poco attratta dalle lusinghe dei maschietti. Tra le due nasce un’inattesa complicità che esploderà in un amore passionale e conflittuale, reso impossibile da una società americana incatenata nelle proprie fobie.

 

PERCHÈ ALTERNATIVO?

 

Parliamoci chiaro, il cinema di Todd Haynes potrebbe raccontare anche la storia più banale di questo mondo ma rimarrebbe comunque uno spettacolo unico per gli occhi, grazie ad un uso del mezzo, dalla regia alla fotografia ai costumi alle colonne sonore, tra i più eleganti, ricercati e raffinati del cinema contemporaneo. Se poi aggiungiamo anche una sceneggiatura tratta da un grande romanzo e due protagoniste, una divina Cate Blanchett nel doppio ruolo di diavolo adescatore e madre inquieta, e un’ingenua ed eccezionale Rooney Mara alla scoperta della propria identità (sessuale e non), il successo è assicurato. Mentre l’America della feroce condanna di valori diversi da quelli tradizionali, nonostante siano gli anni ’50, mostra tratti simili ed inquietanti con quella dei giorni nostri. Premiato al Festival di Cannes 2016.

 

LA FRASE

 

“Quello che è successo con Therese…lo volevo. E non lo negherò mai.”

 

IL TRAILER

 

 

JULIETA

 

Genere Drammatico

Nazione Spagna

 

Con regia di Pedro Almodóvar

 

E personaggi principali interpretati da

Emma Suárez: Julieta

Adriana Ugarte: Julieta giovane

Priscilla Delgado: Antía bambina

Blanca Parés: Antía adolescente

Darío Grandinetti: Lorenzo

 

Trama: la drammatica storia – dalle origini al Presente – di una madre, Julieta, e di sua figlia Antía, andatasene di casa a 18 anni e mai più rivista da Julieta. Solo con grande fatica la madre riuscirà a superare la tristezza infinita della separazione, ma un incontro fortuito rimetterà in gioco il suo istinto materno e la necessità di una riconciliazione con la figlia e con la propria vita.

 

PERCHÈ ALTERNATIVO?

 

Bentornato Pedro! Grazie alla rielaborazione di tre testi del premio Nobel canadese alla letteratura nel 2013, Alice Munro, il maestro spagnolo ha allestito un potente dramma famigliare come non se ne vedevano nella sua filmografia dai tempi de “Gli abbracci spezzati” (2009): le solite, coloratissime e sensuali protagoniste femminili del regista vengono inserite in una storia che a tratti profuma di fiaba, seppur triste, con il Caso e il Destino ad incrociarsi più volte mentre sullo sfondo, da una tragedia che spinge verso l’abisso (la morte del padre), si può solo risalire e, nonostante i sensi di colpa, tornare a dedicare la propria vita a chi pensavamo di aver perduto per sempre.

 

LA FRASE

 

“Esisti solo tu. La tua assenza riempie totalmente la mia vita e la distrugge.”

 

IL TRAILER

 

 

LA PAZZA GIOIA

 

Genere Drammatico

Nazione Italia

 

Con regia di Paolo Virzì

 

E personaggi principali interpretati da

Valeria Bruni Tedeschi: Beatrice Morandini Valdirana

Micaela Ramazzotti: Donatella Morelli

 

Trama: Beatrice e Donatella sono entrambe donne affascinanti ma tormentate da disturbi mentali che le porta ad incontrarsi a Villa Biondi (Pistoia), una struttura per persone con problemi simili ai loro. Nascerà una strano ma sincero rapporto fatto di fughe, ripensamenti, litigi e lotte contro un mondo ingiusto, che non le comprende e che le vuole limitare, ma nella loro amicizia troveranno una nuova serenità.

 

PERCHÈ ALTERNATIVO?

 

Terzo ed ultimo film italiano di questa classifica, a confermare la strepitosa annata che il nostro cinema ha avuto (tenendo fuori “Perfetti Sconosciuti” e “Fuocoammare”), “La Pazza Gioia” è un film prezioso e particolare, tra la storia e la messa in scena nella provincia toscana. Valeria Bruni Tedeschi e la moglie del regista Micaela Ramazzotti sono in stato di grazia, straordinarie in un dramma teatrale sul grande schermo che tratta con commovente delicatezza le persone affette da disturbi mentali e il loro rapporto distorto con la società “normale”, grazie a dialoghi lucidamente folli ma coerenti che lasciano una sensazione agrodolce al termine delle montagne russe emotive e narrative di un film sempre in equilibrio tra tragedia e comicità involontaria.

 

LA FRASE

 

“Chi ha mai trovato la felicità in un tramezzino?”

 

IL TRAILER

 

 

 

THE LOBSTER

 

Genere Drammatico

Nazione Grecia/Regno Unito

 

Con regia di Yorgos Lanthimos

 

E personaggi principali interpretati da

Colin Farrell: David

Rachel Weisz: donna miope

Jessica Barden: donna

Olivia Colman: direttrice hotel

 

Trama: in un futuro distorto la società non ammette single, e chi come David non riesce a trovare un partner nel giro di 45 giorni in una struttura apposita per formare coppie verrà trasformato in un animale a sua scelta. Fuori dalla società, dei reietti che hanno rifiutato l’imposizione della coppia si proibiscono invece di innamorarsi, e sono cacciati dai single che ad ogni cattura vedranno prolungarsi di un giorno la permanenza nella struttura. Ma l’amore segreto di una reietta, una donna miope, per David, farà prendere una piega inaspettata alla storia.

 

PERCHÈ ALTERNATIVO?

 

Decisamente il film più alternativo di questa lista, proprio pochi giorni fa avevamo consigliato per le vacanze natalizie la visione di un altro film dello stesso regista, “Alps”, uscito con ritardo in Italia. “The Lobster” è probabilmente il film migliore di Lanthimos, vuoi per il maggior budget dopo il successo di “Dogtooth” vuoi per un cast hollywoodiano (Farrell e la Weisz) ma soprattutto grazie alla solita surreale sceneggiatura orchestrata al meglio tra sarcasmo, dramma e futuro distopico.

 

LA FRASE

 

“Ha pensato quale animale vorrebbe essere nel caso rimanesse da solo?

Sì, un’aragosta.”

 

IL TRAILER

 

 

Buona visione…e fateci sapere!

 

 

 

Michele Pettene