POINT OF (SCREEN) VIEW #28

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Gli Oscar 2019 di Barracuda

Domenica sera 24 Febbraio, come ogni anno dal 1929, i migliori film statunitensi nominati per le varie categorie artistiche verranno premiati con l’Academy Award, fonte infinita di dibattiti, gioie e delusioni dal red carpet hollywoodiano al cineforum della vostra parrocchia.
Il solo fatto che un evento privato e celebrativo di soli film a stelle e strisce (o quasi) abbia il monopolio sull’immaginario collettivo occidentale – come simbolo univoco di qualità cinematografica – la dice lunga sulla bravura tutta americana nel pubblicizzare i propri prodotti. Ma tant’è.
Il marketing, quando si tratta di cinema, è ancora dominato dagli yankees che, tra i tanti giochetti per tenerci magnetizzati sul loro mondo hanno da sempre anche le nomination e il relativo toto-Oscar, cui ovviamente anche noi non ci siamo potuti sottrarre dopo averle proposte tutte nel penultimo episodio di Point of Screen Viewlet’s go dunque, con i 15 Academy Awards più importanti, tra l’esito più probabile e quelli che invece Barracuda Style vorrebbe assegnare…

Miglior film
And the Oscar goes to…“Roma” (Alfonso Cuaron)
Oscar Barracuda: chiariamoci subito…le scelte di quest’anno ci son piaciute meno rispetto alle ultime edizioni, principalmente per la presenza del nostro acerrimo nemico al secolo “il politicamente corretto” che, nell’epoca del #MeToo e #BlackLivesMatter, ha portato sul palco più prestigioso filmetti come “Black Panther” – addirittura il primo Marvel di sempre ad essere nominato per il premio più importante degli Oscar – meritevole principalmente per aver dato le parti dei protagonisti a degli attori afroamericani. Ma non c’è alcun dubbio che il più bel film dell’anno sia “Roma” di Cuaron: è stato evidente fin dalla sua prima proiezione al festival di Venezia, e la sensazione è proseguita fino ad oggi. Sono rari però i casi di film non statunitensi premiati come “Miglior Film”: nel caso il dramma messicano non ce la faccia probabile che il nostro nemico giurato si rifaccia vivo con “Green Book”, gran film, messaggi “giusti”, ma non un capolavoro.
Candidati credibili: “Roma” (40%), “Bohemian Rhapsody” (25%), “Green Book” (25%), “La Favorita” (10%)

Miglior Regista
And the Oscar goes to…ex-aequo Alfonso Cuaron per “Roma” e Yorgos Lanthimos  per “La Favorita”
Oscar Barracuda: dopo Guillermo del Toro nel 2018 sarà l’anno trionfale di un altro regista messicano, capace di raccontare i drammi del proprio popolo attraverso le vicende quotidiane di una famiglia che rimanda molto alle vere origini di Alfonso Cuaron nel suo quartiere natìo di Città del Messico, Roma appunto. Il suo bianco e nero, splendido, elegantissimo, fluido e sublimato da un finale capace di ricordare la Pietà di Michelangelo, si scontrerà con un’estetica completamente diversa ma altrettanto affascinante, quella di Yorgos Lanthimos e del suo “La Favorita”, zeppo di virtuosismi, grandangoli, colori, luci e citazioni al “Barry Lyndon” di Kubrick. Outsider pericoloso e a sorpresa “Cold War” del polacco Paweł Pawlikowski: non vincerà per le solite regole non scritte, ma può già fregiarsi di essere un reale contender di “Roma” per il miglior uso del black&white.
Candidati credibili: Alfonso Cuaron per “Roma” (40%), Yorgos Lanthimos per “La Favorita” (30%), Paweł Pawlikowski per “Cold War” (30%)

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Miglior attore protagonista
And the Oscar goes to…Rami Malek per “Bohemian Rhapsody”
Oscar Barracuda: non ce ne vogliano l’ex Mr.Robot e la sua grandissima performance, ma il Christian Bale di “Vice” non può essere considerato battibile. Sembra segnata però l’assegnazione della statuetta alle protesi dentali di Rami Malek e al suo Freddie Mercury riplasmato dal film biografico postumo e scritto dagli altri componenti della band: poche volte nella storia recente però le interpretazioni maschili presenti hanno raggiunti i livelli di quelle nominate, ad eccezione della caricatura di Eddie Vedder fatta da Bradley Cooper in “A Star is Born”…per motivi diversi non sono quindi da escludere il Van Gogh malato ed onirico di Willem Dafoe e l’irriverente italoamericano interpretato da Viggo Mortensen in “Green Book”.
Candidati credibili: Rami Malek per “Bohemian Rhapsody” (50%), Christian Bale per “Vice” (25%), Willem Dafoe per “At Eternity’s Gate” (15%), Viggo Mortensen per “Green Book” (10%)

Miglior attrice protagonista
And the Oscar goes to…Glenn Close per “The Wife”
Oscar Barracuda: una selezione particolare che i Golden Globe potrebbero aver già parzialmente svelato, considerata la vittoria schiacciante di Glenn Close nel dramma esistenziale “The Wife”. Unica concorrente mainstream l’emozionante performance di Lady Gaga in “A Star is Born”, mentre per la sorpresa dell’ultima ora Melissa McCarthy sarebbe uno dei regali più belli di questa edizione.
Candidate credibili: Glenn Close per “The Wife” (50%), Lady Gaga per “A Star Is Born” (25%), Olivia Colman per “La Favorita” (20%), Melissa McCarthy per “Can You Ever Forgive Me?” (5%)

Miglior attore non protagonista
And the Oscar goes to…Mahershala Ali per “Green Book”
Oscar Barracuda: vabbè qui sapete già come la pensiamo, ovvero che il Bush Jr. preso per il culo da Sam Rockwell in “Vice” meriti per forza un premio…non vincerà, un po’ perchè nella storia ha un peso inferiore rispetto ad altri candidati, come ad esempio Mahershala Ali per “Green Book” o l’esilarante Adam Driver per “BlacKkKlansman”.
Candidati credibili: Mahershala Ali per “Green Book” (45%), Sam Rockwell per “Vice” (20%), Adam Driver per “BlacKkKlansman” (20%), Richard E. Grant per “Can You Ever Forgive Me?” (10%), Sam Elliott per “A Star Is Born” (5%)

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Miglior attrice non protagonista…
And the Oscar goes to…Emma Stone per “La Favorita” 
Oscar Barracuda: per una volta dovremmo essere allineati con l’Academy…anzi, proporremmo un altro ex-aequo, questa volta per la coppia sensualissima, disturbata e selvaggia composta dalle co-protagoniste di “La Favorita” di Lanthimos, ovvero la Stone e la Weisz, due tra le ragioni principali della buona percezione del film e una buona ricompensa per una storia non del tutto riuscita… 
Candidati credibili: Emma Stone per “La Favorita” (60%), Regina King per “If Beale Street Could Talk” (20%), Rachel Weisz per “La Favorita” (10%), Amy Adams per “Vice” (5%), Marina de Tavira per “Roma” (5%) 

Miglior sceneggiatura originale
And the Oscar goes to…“Green Book” di Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly
Oscar Barracuda: il premio sembra essere pressochè già assegnato, considerato il bel messaggio di “Green Book” e il fatto che racconti vicende accadute realmente…noi però preferiremmo una storia più cupa, articolata e complessa come quella scritta dal grande Paul Schrader per il suo “First Reformed”, o per il dramma biografico accurato e toccante di Cuaron…
Candidati credibili: “Green Book” di Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly (40%), “First Reformed” di Paul Schrader (30%), “Roma” scritta da Alfonso Cuarón (20%), “Vice” di Adam McKay (5%), “La Favorita” di Deborah Davis e Tony McNamara (5%)

Miglior film d’animazione
And the Oscar goes to…“L’Isola dei Cani”
Oscar Barracuda: se in competizione c’è Wes Anderson la vediamo dura che il premio possa andare tanto distante dalle mani dorate del regista statunitense, alla sua seconda prova con un film d’animazione in stop motion con “L’Isola dei Cani”, ben più complesso come trama e sviluppo delle relazioni tra i personaggi di un normale cartone animato…ma molti hanno esaltato – a ragione – anche l’ultimo “Spider-Man”, quindi chissà…
Candidati credibili: “L’Isola dei Cani” (50%), “Spider-Man: Into the Spider-Verse” (20%) “Mirai” (20%), “Incredibles 2″ (5%), “Ralph Breaks the Internet” (5%)

Miglior sceneggiatura non originale
And the Oscar goes to…”The Ballad of Buster Scruggs” di Joel Coen & Ethan Coen
Oscar Barracuda: corsa al premio serratissima per una delle nomination più qualitative di questa edizione, ma dovrebbero spuntarla i sempre geniali Fratelli Coen con i loro sei episodi scritti per “La Ballata di Buster Scruggs”, un omaggio sarcastico e divertente a sei diversi topos del cinema western. Gli avversari più pericolosi? Decisamente “Can you ever forgive me?“If Beale Street Could Talk” di Barry Jenkins, due anni dopo il successo stellare del suo “Moonlight”.
Candidati credibili: “The Ballad of Buster Scruggs” di Joel Coen & Ethan Coen (25%), “BlacKkKlansman” di Charlie Wachtel & David Rabinowitz e Kevin Willmott & Spike Lee (20%), “Can You Ever Forgive Me?” di Nicole Holofcener e Jeff Whitty (20%), “If Beale Street Could Talk” di Barry Jenkins (20%), “A Star Is Born” di Eric Roth e Bradley Cooper & Will Fetters (15%)  

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Miglior film straniero
And the Oscar goes to…“Roma” (Mexico) di Alfonso Cuarón
Oscar Barracuda: un candidato all’Oscar come Miglior Film  teoricamente non dovrebbe nemmeno pensare di non essere il favorito per l’Oscar come Miglior Film Straniero, eppure sarebbe bello dare risalto con questa statuetta anche ad altri capolavori, come l’ultimo freddo, romantico e tristissimo di Paweł Pawlikowski o il solito magistrale film su un dramma famigliare giapponese del Maestro Kore-eda…sperando che il libanese dalle lacrime facili non venga calcolato.
Altri candidati credibili: “Roma” (Mexico) di Alfonso Cuarón (40%), “Cold War” (Poland) di Paweł Pawlikowski (30%), “Shoplifters” (Japan) di Hirokazu Kore-eda (20%), “Capernaum” (Lebanon) di Nadine Labaki (5%), “Never Look Away” (Germany) di Florian Henckel von Donnersmarck (5%)

Miglior colonna sonora
And the Oscar goes to…“BlacKkKlansman” di Terence Blanchard
Oscar Barracuda: considerata la presenza di una produzione Disney – “Mary Poppins Returns” – saremmo stupiti se l’Academy scegliesse film molto meno commerciali ma più interessanti e variegati come scelte musicali…
Candidati credibili: “BlacKkKlansman” di Terence Blanchard (40%), “Mary Poppins Returns” di Marc Shaiman (30%), “If Beale Street Could Talk” di Nicholas Britell (20%), “Black Panther” di Ludwig Göransson (5%), “L’Isola dei Cani” di Alexandre Desplat (5%)

Miglior canzone originale
And the Oscar goes to…“Shallow” da “A Star Is Born” (Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt)
Oscar Barracuda: la domanda è sempre la solita…quale tormentone cinematografico del 2018 sarà rimasto più impresso nelle teste dei giurati dell’Academy? Per una volta non abbiamo dubbi: “Shallow” di e soprattutto con Lady Gaga per “A Star is Born” è un’interpretazione che tocca le corde emotive più profonde e scoperte, così come le vicende della protagonista interpretata dalla popstar riscopertasi attrice. Dark horses “La ballata di Buster Scruggs” dei Coen, e se proprio vogliamo anche Kendrick Lamar per “Black Panther”.
Candidati credibili: “Shallow” da “A Star Is Born” (Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt – 70%), “The Place Where Lost Things Go” da “Mary Poppins Returns” (Marc Shaiman e Scott Wittman – 15%),  “When a Cowboy Trades His Spurs for Wings” da “The Ballad of Buster Scruggs” (David Rawlings e Gillian Welch – 10%), “All the Stars” da “Black Panther” (Mark Spears, Kendrick Lamar e Anthony Tiffith – 5%), “I’ll Fight” da “RBG” (Diane Warren – 5%)

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Miglior fotografia
And the Oscar goes to…“Cold War” per Łukasz Żal (20%),
Oscar Barracuda: onestamente non sappiamo proprio a chi possa andare questa statuetta, i lavori fatti dai cinque direttori della fotografia nominati sono stati tutti encomiabili e con una significativa peculiarità…quattro film su cinque non sono americani e li avete trovati candidati al Miglior Film Straniero, un gran segnale di apertura da parte degli Oscar e un indizio di quanto il lavoro del “resto del mondo” meriti lo stesso tipo di attenzione e riconoscimento di quello a stelle e strisce.
Candidati credibili: “Cold War” per Łukasz Żal (20%), “La Favorita” per Robbie Ryan (20%), “Never Look Away” per Caleb Deschanel (20%), “Roma” per Alfonso Cuarón (20%), “A Star Is Born” per Matthew Libatique (20%)

Miglior montaggio
And the Oscar goes to…“Bohemian Rhapsody” con John Ottman
Oscar Barracuda: potrebbe passare alla storia come la grande delusione di questa edizione, ma almeno il Miglior Montaggio il film sui Queen dovrebbe beccarselo, rimanendo uno dei pochi premi che “Bohemian Rhapsody” affrontava da favorito della vigilia.
Candidati credibili: “Bohemian Rhapsody” con John Ottman (30%), “La Favorita” con Yorgos Mavropsaridis (25%), “BlacKkKlansman” con Barry Alexander Brown (20%), “Green Book” con Patrick J. Don Vito (20%), “Vice” con Hank Corwin (5%)

Migliori effetti speciali
And the Oscar goes to…“First Man” Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J. D. Schwalm – 40%)
Oscar Barracuda: il solito mix di fantascienza americana e supereroi si giocherà l’Oscar ai Migliori Effetti Speciali, un’occasione rara per parlare di “First Man” e del primo uomo sulla Luna interpretato da Ryan Gosling, uno dei film favoriti durante la sua uscita nel 2018 ma rapidamente surclassato a fine anno nella corsa ai premi più importanti da altri lungometraggi decisamente più validi.
Altri candidati credibili: “First Man” Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J. D. Schwalm – 40%), “Avengers: Infinity War” (Dan DeLeeuw, Kelly Port, Russell Earl e Dan Sudick – 20%), “Ready Player One” (Roger Guyett, Grady Cofer, Matthew E. Butler e David Shirk – 15%), “Solo: A Star Wars Story” (Rob Bredow, Patrick Tubach, Neal Scanlan e Dominic Tuohy – 15%), “Christopher Robin” (Christopher Lawrence, Michael Eames, Theo Jones e Chris Corbould – 10%)

 
Michele Pettene