POINT OF (SCREEN) VIEW #22

POINT OF (SCREEN) VIEW #22

“Making History” – La Top5+1 dei film su storie vere capaci di entrare nella Storia, oggi al Cinema (e su Netflix)

Ritorna con una nuova serie di classifiche – questa volta interamente dedicate a generi e sottogeneri – la vostra rubrica cinematografica preferita con un taglio LifeStyle, naturalmente “Point of Screen View” targata Barracuda & #BarracudaStyle.

Con lo scoppiettante finale di 2018 filmico ad attenderci, in questo e nei prossimi episodi (hai visto il #21?!) avremo un occhio di riguardo per i migliori film da andare a vedere al Cinema (e su Netflix) negli ultimi mesi dell’anno, divisi però per categorie. In che modo? Beh, non è una novità che proprio le “etichette” appioppate di volta in volta alla Settima Arte siano forse il limite più evidente del mercato contemporaneo: da una parte grandi produttori e distributori perdono la testa nel cercare di specializzare i loro prodotti prima e durante la “vendita”, mentre dall’altra la tendenza sempre più diffusa da parte di registi e sceneggiatori è quella di mescolare generi e stili , alla ricerca di quell’originalità perduta che come sapete tanto ci sta a cuore.

E se prima della prossima rivoluzione (chissà quando!) sarà difficile trovare in qualche cinema italiano descrizioni diverse dai più classici “Drammatico”, “Commedia” o “Azione” noi Qui ci proveremo, proponendo le Nostre Categorie personalizzate e sperando di riuscire – rimescolando le carte – a regalare qualche lieta sorpresa. Oggi è la volta dei migliori Cinque Film per la categoria “Making History”, dedicata a personaggi reali – piccoli e grandi – della Storia capaci di lasciare un segno su di Essa, emozionando, dando speranza, facendoci aprire gli occhi.

FIRST MAN – IN SALA

Genere Barracuda Making History
(Genere classico: biopic, drammatico, azione)

Nazione USA

Con regia di Damien Chazelle

E personaggi principali interpretati da

Ryan Gosling: Neil Armstrong
Claire Foy: Janet Armstrong
Jason Clarke: Ed White
Kyle Chandler: Deke Slayton

Una delle storie più famose del Novecento, ma non per questo meno affascinanti: i fatti li conosciamo tutti, così come gossip, nome e cognome del primo uomo capace di camminare sulla Luna. Il film su Neil Armstrong però racconta molto altro, soprattutto entrando nelle dinamiche famigliari, psicologiche e personali di un “First Man” molto intimo, tratteggiato con la solita bravura, la solita fotografia delicata e intensa (e la solita enfasi) da uno Chazelle che, al netto di qualche limite retorico, non sbaglia mai. Qualche dettaglio viene trascurato (come ritornano sulla Terra gli astronauti?; che impatto hanno quei momenti sul Mondo?) ma le vicende, con tanto di primo passo sul suolo lunare e l’ipercitato “giant leap for mankind” riescono ancora ad emozionare come un romanzo avvincente di cui per un attimo ci siamo dimenticati la trama.

ARRIVEDERCI SAIGON – IN SALA

Genere Barracuda Making History
(Genere classico: biopic, documentario)

Nazione Italia

Con regia di Wilma Labate

E personaggi principali interpretati da

Rossella Canaccini: se stessa
Franca Deni: se stessa
Daniela Santerini: se stessa
Viviana Tacchella: se stessa

“Saigon. Ancora Saigon.” Nonostante il titolo rievochi involontariamente l’incipit di “Apocalypse Now”, la storia non potrebbe essere più distante, e reale. Una vicenda pazzesca, raccontata dalle protagoniste, sul “Nostro Sessantotto” e il nostro morboso rapporto con la guerra del Vietnam: in un periodo storico dove creatività e rock stanno esplodendo, cinque ragazze della Toscana fieramente “rossa” (tra Livorno e Piombino) formano un loro gruppo, iniziando ad esibirsi. Il loro manager le imbroglierà portandole in Vietnam in piena guerra e dopo aver promesso loro un fantomatico tour “con tappe in Oriente”. Tra il sessismo delle truppe americane, gli orrori della guerra e la speranza sempre più vana di poter tornare in Italia, la straordinarietà dell’opera della Labate (lode a lei per averla portata sullo schermo) sta nella sua essenza inedita: le famiglie comuniste avevano imposto un veto alle protagoniste sul rendere pubblico il loro coinvolgimento con le truppe dell’arcinemico capitalista, fino ad oggi. Dopo 50 anni hanno trovato il coraggio per parlarne, regalandoci questo documento incredibile condito da umorismo toscano, ingenuità e rock and roll.

22 JULY – IN SALA

Genere Barracuda Making History
(Genere classico: drammatico, documentario)

Nazione Norvegia, Islanda, Usa

Con regia di Paul Greengrass

E personaggi principali interpretati da

Anders Danielsen Lie: Anders Behring Breivik
Jonas Strand Gravli: Viljar Hanssen
Jon Øigarden: Geir Lippestad

La strage di Utoya raccontata come un vero e proprio action-movie drammatico ma purtroppo totalmente, crudelmente fin troppo reale. Basato sugli atti del processo (e sul libro “One of Us”) in cui Breivik, l’attentatore capace di uccidere ben 77 persone di cui la maggior parte adolescenti, è stato condannato alla massima pena prevista da uno stato che mai aveva subìto una tale violenza (21 anni di galera…). Il film, girato in lingua inglese ma con attori norvegesi, mostra la lucida follia di un seguace dell’Alt-Right e l’allucinante assenza di rimorso e pentimento durante le sessioni in tribunale di fronte alle famiglie dei ragazzi ammazzati, con tanto di saluto nazista durante la sua testimonianza e la coraggiosa, commovente dichiarazione di uno dei sopravvissuti, al grido di noi non ci arrenderemo. Impressionante anche la parte dell’avvocato obbligato a difendere l’assassino e costretto a farne rispettare i diritti. Anche su Netflix.

A PRIVATE WAR – IN SALA DAL 22 NOVEMBRE

Genere Barracuda Making History
(Genere classico: biopic, drammatico)

Nazione Usa

Con regia di Matthew Heineman

E personaggi principali interpretati da

Rosamund Pike: Marie Colvin
Jamie Dornan: Paul Conroy

L’elettrizzante e toccante storia di Marie Colvin, una delle più temerarie e determinate giornaliste di guerra che gli Stati Uniti abbiano mai avuto, deceduta a causa di un’esplosione da inviata sul campo in Siria nel 2012, dove si era introdotta illegalmente a bordo di una motocross per raccontare il dramma della guerra civile. Il film è basato su un celebre articolo uscito su Vanity Fair dopo il suo addio, ed è interpretato da una clamorosa Rosamund Pike che, silenziosamente e com’è nel suo stile raffinato, si sta imponendo come una delle più grandi del Cinema a stelle e strisce odierno. Nel 2016 la famiglia della giornalista ha fatto causa al governo siriano con l’accusa di aver deliberatamente bombardato il media centre dove lavorava Marie, persona scomoda e in lotta da sempre per raccontare ai suoi lettori la verità.

BOHEMIAN RHAPSODY – IN SALA DAL 29 NOVEMBRE

Genere Barracuda Making History
(Genere classico: musicale, documentario)

Nazione Usa, UK

Con regia di Bryan Singer

E personaggi principali interpretati da

Rami Malek: Freddie Mercury/Farrokh Bulsara

Uno degli eventi più attesi dell’anno, il film su uno dei più importanti gruppi rock della storia – i Queen – e del loro leader Freddie Mercury, interpretato da “Mr.Robot” Rami Malek (ma con una dentatura completamente rifatta per somigliare al cantante inglese). Il titolo è lo stesso di una delle loro canzoni più celebrate, con l’opera, una produzione da 55 milioni di dollari, affidata a chi di cinema pop se ne intende, ovvero il regista degli “X-Men” Bryan Singer.

 

FUORI DAL CINEMA: PROSSIMA FERMATA FRUITVALE STATION – NETFLIX

Genere Barracuda Making History
(Genere classico: drammatico, documentario)

Nazione Usa

Con regia di Ryan Coogler

E personaggi principali interpretati da

Michael B. Jordan: Oscar Grant III
Melonie Diaz: Sophia Mesa

L’esordio (2013) del regista di “Black Panther” ricrea sullo schermo le ultime 24 ore di Oscar Grant, un ragazzo afroamericano di 22 anni di San Francisco, ucciso dalla polizia 10 minuti dopo lo scoccare del Primo Gennaio 2009 con un colpo di pistola alla schiena dopo essere stato scaraventato a terra, ammanettato e minacciato alla fermata Fruitvale Station della metropolitana, durante i festeggiamenti di Capodanno. L’omicidio, filmato dai passeggeri della metro, e le successive reazioni delle comunità locali, rievoca i recenti sanguinosi fatti di cronaca nera sul suolo americano, portando a riflettere e soprattutto a non dimenticare. Grand Jury Prize al Sundance 2013.

 

 

Michele Pettene