POINT OF (SCREEN) VIEW #20

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Gli Oscar 2018 di Barracuda

Domenica sera 4 Marzo, come ogni anno dal 1929, i migliori film statunitensi nominati per le varie categorie artistiche verranno premiati con l’Academy Award, fonte infinita di dibattiti, gioie e delusioni dal red carpet hollywoodiano al cineforum della vostra parrocchia.
Il solo fatto che un evento privato e celebrativo di soli film a stelle e strisce abbia il monopolio sull’immaginario collettivo occidentale – come simbolo univoco di qualità cinematografica – la dice lunga sulla bravura tutta americana nel pubblicizzare i propri prodotti. Ma tant’è.
Il marketing, quando si tratta di cinema, è ancora dominato dagli yankees che, tra i tanti giochetti per tenerci magnetizzati sul loro mondo hanno da sempre anche le nomination e il relativo toto-Oscar, cui ovviamente anche noi non ci siamo potuti sottrarre…let’s go dunque, con i 15 Academy Awards più importanti assegnati in Barracuda Style!

Miglior film
And the Oscar goes to…“La Forma dell’Acqua” (Guillermo del Toro)
Oscar Barracuda: dopo la clamorosa gaffe dello scorso anno con il premio tolto Live dalle mani di “La La Land” e consegnato a “Moonlight”, la selezione di quest’anno per il premio più importante ci piace talmente tanto che grossomodo chiunque dei nominati potrebbe vincerlo rendendoci comunque felici, seppur per motivi diversi. L’indecisione regna dunque sovrana tanto quanto a Barracuda quanto tra i (numerosi) giudici dell’Academy: tutto porta a credere che sia il sopravvalutato “La Forma dell’Acqua” di Guillermo del Toro il favorito, ma noi andremmo con “Il Filo Nascosto” del Maestro Paul Thomas Anderson. Menzione d’onore per la presenza di Call me by your name” del nostro Luca Guadagnino.
Altri candidati credibili: “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri” (15%), “Dunkirk” (15%), “Lady Bird” (15%)

Miglior Regista
And the Oscar goes to…Guillermo del Toro per “La Forma dell’Acqua”
Oscar Barracuda: sembra essere decisamente l’anno del regista messicano, capace di raccontare una storia d’amore tra due “diversi” ed emarginati della società attraverso la propria lente fiabesca, horrorificamente divertente e fantastica. Ma sono troppi – forse – i rimandi a corti olandesi semi-sconosciuti e opere letterarie altrui per farcelo portare in trionfo: gli preferiremmo dunque un premio storico come quello alla regista semi-esordiente Greta Gerwig con il suo “Lady Bird”, più incisivo e genuino nei sentimenti; o al buon Christopher Nolan, che “qualche” prodigio tecnico sembra averlo compiuto, nel suo “Dunkirk”
Altri candidati credibili: Jordan Peele per “Get Out” (20%), Paul Thomas Anderson per “Il Filo Nascosto”(10%)

Miglior attore protagonista
And the Oscar goes to…Gary Oldman per “L’Ora più Buia”
Oscar Barracuda: non ce ne vogliano Gary Oldman e la sua grandissima performance, ma come si sente dire da più parti l’Oscar in questo caso bisognerebbe darlo anche se non soprattutto ai truccatori dell’attore, trasformato in Winston Churchill. Barracuda quindi lo assegna alla rivelazione dell’anno Timothée Chalamet, il ragazzino statunitense chiamato da Guadagnino in “Chiamami col tuo nome”: l’interpretazione straordinariamente intensa e commovente nel finale ce l’ha fatto preferire a Daniel Kaluuya, il protagonista dello straniante “Get Out”, seppur di un soffio.
Altri candidati credibili: Daniel Day Lewis per “Il Filo Nascosto” (10%)

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Miglior attrice protagonista
And the Oscar goes to…Frances McDormand per “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”
Oscar Barracuda: nonostante l’intramontabile e peculiare talento della McDormand – che vincerà il suo secondo meritato Oscar dopo il leggendario “Fargo” del 1997 – e dimenticando per un attimo la nostra “missione” nel preferire le giovani promesse come la bravissima Saoirse Ronan in “Lady Bird”, non possiamo non premiare la nostra personalissima ossessione, ovvero Margot Robbie e la sua superlativa, gigantesca prova in “Tonya”: con imprecazioni, danze sul ghiaccio e un range di emozioni universale l’australiana si è scrollata di dosso il ruolo-fantasma dell’ormai ex Barbie di Di Caprio in “The Wolf of Wall Street”, entrando nel pantheon delle più grandi del momento.
Altre candidati credibili: Sally Hawkins per “La Forma dell’Acqua” (10%)

Miglior attrice non protagonista…
And the Oscar goes to…Allison Janney per “Tonya”
Oscar Barracuda: per una volta dovremmo essere allineati con l’Academy. La madre di Tonya Harding nell’omonimo film, costantemente sopra le righe tra offese, battute sferzanti e un amore materno difficilmente comprensibile, è l’Altra Ragione, oltre all’interpretazione della Robbie e alla sceneggiatura (la storia è incredibilmente vera) per il successo dell’opera di Craig Gillespie.
Altri candidati credibili: Lesley Manville per “Il Filo Nascosto” (15%), Mary J. Blige per “Mudbound” (10%)

Miglior attore non protagonista
And the Oscar goes to…Sam Rockwell per “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”
Oscar Barracuda: con Woody Harrelson sarebbero ben due i candidati per “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”, oltre a Rockwell favorito assoluto per la corsa al premio. Nulla da eccepire (l’attore di “Moon” - un razzista sovrappeso in cerca di redenzione – recita alla grande), ma considerata la massiccia presenza del film nelle altre categorie (sette nomination) daremmo l’Oscar al fresco Orso d’Oro alla carriera Willem Dafoe, per un titolo rappresentato solo in questa sezione ma che merita tutta l’esposizione possibile: “The Florida Project”, una piccola grande storia di sogni e speranze girata dentro Disneyland dal regista Sean Baker, con un iPhone e all’insaputa dell’organizzazione del parco divertimenti.
Altri candidati credibili: Christopher Plummer per “Tutti i soldi del Mondo” (5%)

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Miglior sceneggiatura originale
And the Oscar goes to…“La Forma dell’Acqua” di Guillermo del Toro, Vanessa Taylor
Oscar Barracuda: assodato il dominio della (non travolgente) storia di “La Forma dell’Acqua”, saremmo tentati dal miglior coming-of-age movie degli ultimi anni, “Lady Bird” della talentuosa regista Greta Gerwig, ma in generale quest’anno l’originalità delle sceneggiature è una delle categorie più indecise e (in parte) benauguranti per il futuro delle produzioni qualitative a stelle e strisce, frutto come sono della mente di giovani registi al loro primo grande ballo al Dolby Theatre di Hollywood (i nominati sono tutti sotto i 48 anni, eccetto Del Toro).
Altri candidati credibili: “The Big Sick”  di Emily V. Gordon & Kumail Nanjiani (15%), “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh (15%), “Get Out”  di Jordan Peele (15%)

Miglior film d’animazione
And the Oscar goes to…“Coco”
Oscar Barracuda: ripetiamo lo stesso mantra ogni anno (“è abbastanza difficile che a Hollywood non vinca una produzione Walt Disney”) ma al di là delle gerarchie di potere “Coco” DEVE vincere. Da anni, alcuni dicono da “UP” altri da “Inside Out”, non si vedeva un film Pixar così semplice e divertente ma allo stesso tempo così profondo e commovente su tematiche universali come l’importanza della famiglia e della realizzazione personale: un successo totale, e parecchie lacrime versate in tutto il globo.
Altri candidati credibili: “Loving Vincent” (10%), “Baby Boss” (10%)

Miglior sceneggiatura non originale
And the Oscar goes to…“The Disaster Artist” di Scott Neustadter e Michael H. Weber tratto dall’omonimo libro di Greg Sestero e Tom Bissell
Oscar Barracuda: potrebbe essere stato il karma a punire con una sola nomination il quasi-capolavoro di James Franco, che avrebbe meritato anche le categorie più prestigiose dell’Academy. Il regista, dopo le accuse di molestie nel 2017, è stato pure accusato di aver ingannato Ryan Moody, originario autore dell’adattamento sottrattogli con un raggiro. Brutta storia se confermata, considerata la favolosa sceneggiatura: come per “Tonya”, la magia cinematografica diventa catartica grazie ad una storia reale incredibile, scritta nel 2013 da chi la visse in prima persona: l’attore Greg Sestero, interpretato dal fratello di Franco, fu il co-protagonista in uno dei peggiori film di sempre - “The Room” – diventato presto di culto e diretto/recitato dalla mitologica figura di Tommy Wiseau, di cui ancora oggi non si conoscono età, luogo di nascita e fonte del suo (tanto) denaro.
Altri candidati credibili: “Call Me by Your Name” di James Ivory (30%)

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Miglior film straniero
And the Oscar goes to…“Loveless” di Andrey Zvyagintsev
Oscar Barracuda: incertezza fino all’ultimo per uno dei pochi Oscar che l’Academy con grande generosità assegna (anche) a film non statunitensi. “Una donna fantastica” del cileno Sebastián Lelio è il film che – insieme al pomposo “The Square” – meno ci ha appassionati della cinquina selezionata, ma considerata la tematica (transessualità e diritti negati) e il periodo che sta attraversando Hollywood potrebbe giocarsela con il capolavoro gelido e senza speranza del regista russo. Noi rimaniamo con “L’Insulto” del libanese Ziad Doueiri, potente e simbolico.
Altri candidati credibili: “The Square” (15%), “Corpo e Anima” (10%)

Miglior colonna sonora
And the Oscar goes to…“Dunkirk” (Hans Zimmer)
Oscar Barracuda: l’empasse che ci tormenta nel scegliere tra “Dunkirk” con Hans Zimmer e “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”con Carter Burwell potrebbe essere risolto da un premio ex-aequo verificatosi solo due volte nella storia degli Oscar, seppur l’enfasi forse troppo marcata del primo titolo ci farebbe propendere per la fluida leggerezza del secondo. Outsider di lusso “Il Filo Nascosto” con le composizioni di pianoforte e violino di Jonny Greenwood, delicate e poetiche come tutto l’ultimo capolavoro di Paul Thomas Anderson.
Altri candidati credibili: “La Forma dell’Acqua” (Alexandre Desplat – 10%)

Miglior canzone originale
And the Oscar goes to…“Remember Me” per “Coco” (Kristen Anderson-Lopez, Robert Lopez)
Oscar Barracuda: uno dei più bei film d’animazione degli ultimi anni (sì, l’abbiamo già detto) ha basato uno dei suoi punti di forza sulla parte cantata della propria storia, raccontando le (dis)avventure di una famiglia prima devota e poi contraria alla musica. Una condanna che ha forzatamente fatto cadere nell’oblio i ricordi legati a chitarre, canzoni e amori su cui la famiglia era nata: “Remember me” – Ricordati di me – sarà la perfetta chiusura del cerchio.
Altri candidati credibili: “Mystery of Love” per “Call Me by Your Name” (Sufjan Stevens – 25%), “This Is Me” per “The Greatest Showman” (Benj Pasek, Justin Paul – 10%)

Miglior fotografia
And the Oscar goes to…“Blade Runner 2049” (Roger Deakins)
Oscar Barracuda: su due premi non transigiamo, alla vigilia di questi Oscar…se l’Academy vuole macchiarsi dell’ennesimo peccato mortale, basterà non assegnare i premi per la Fotografia e gli Effetti Speciali a qualsiasi altro titolo diverso dalla creatura di Denis Villeneuve e Roger Deakins, il leggendario Direttore della Fotografia nominato per ben 14 volte in questa categoria ma mai uscito vincitore. Questa, teoricamente, è la volta buona, ed alcuni dei motivi li avevamo elogiati QUI.
Altri candidati credibili: “Dunkirk” con Hoyte van Hoytema (40%)

Miglior montaggio
And the Oscar goes to…“Dunkirk” (Lee Smith)
Oscar Barracuda: sì lo sappiamo, stiamo snobbando sostanzialmente ovunque l’ultimo lavoro dell’adoratissimo Christopher Nolan (8 nomination con “Dunkirk”), ma è finalmente giunto il momento di riconoscergli il giusto merito nella categoria che più ha fatto la differenza nella riuscita dell’opera, sviluppata su tre segmenti temporali differenti congiunti nelle scene finali dal clamoroso – si può dire – lavoro al montaggio di Lee Smith e del regista. Attenzione però al rivale “Baby Driver” (montaggio di Jonathan Amos, Paul Machliss), pericolosissimo.
Altri candidati credibili: “I, Tonya” (Tatiana S. Riegel – 15%)

Migliori effetti speciali
And the Oscar goes to…“Blade Runner 2049” (John Nelson, Paul Lambert, Richard R. Hoover, Gerd Nefzer)
Oscar Barracuda: vedi alla voce “miglior Fotografia”. Lo scenario neo-noir che lo staff di Villeneuve insieme a Deakins è riuscito a creare potrebbe essere definito un piccolo miracolo, capace di rinnovare le atmosfere del “Blade Runner” di Ridley Scott “trascinandolo” avanti di 30 anni, ma mantenendo un’impressionante continuità con il predecessore. Solito antagonista l’ennesimo “Star Wars”, a cui ormai però l’Academy si dovrebbe essere abituata…
Altri candidati credibili: “Star Wars: The Last Jedi” (Ben Morris, Mike Mulholland, Chris Corbould, Neal Scanlan – 30%), “Il Pianeta delle Scimmie” (Joe Letteri, Dan Lemmon, Daniel Barrett, Joel Whist – 15%)

 

 

 

 
Michele Pettene