Play This Music Loud #9 | Maggio 2020

Play This Music Loud #9 | Maggio 2020
Maggio 2020 | Questo mese parliamo dei nuovi album di Mark Lanegan, Danzig, X e di un grande capolavoro che veniva pubblicato nel lontano 1979.

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MARK LANEGAN: Straight Songs of Sorrow

Non è certo semplice orizzontarsi nella sterminata discografia di Lanegan, tra album solisti, dischi incisi prima con gli Screaming Trees e poi con gente come Queens of The Stone Age, Greg Dulli, Duke Garwood e compagnia bella. Straight Songs of Sorrow è il dodicesimo disco solista dell’ex voce di Trees, ispirato alla sua recente e imperdibile biografia intitolata Sings Backwards and Weep. Ed è l’album più avventuroso e interessante inciso dalla miglior voce di Seattle (l’ha detto un certo Eddie Vedder qualche anno fa) dai tempi di Bubblegum. Il disco del mese, senza se e senza ma.

Canzone consigliata: Ballad of a Dying Rover

X: Alphabetland

Dopo ventisette di silenzio discografico, nonostante l’attività dal vivo sia sempre andata avanti, tornano gli X, ovvero quella band che non ha mai avuto paura di unire il country al punk e il rockabilly al rock and roll. Il disco si chiama Alphabetland, dura poco meno di trenta minuti e spacca dall’inizio alla fine. Non male per questi arzilli ma ancora motivati vecchietti punk.

Canzone consigliata: Free

DANZIG: Sings Elvis

È dai tempi dei leggendari Misfits che Danzig omaggia il suo idolo di sempre: Elvis Presley. Dal vivo, in studio (con i Samhain) e pubblicamente nel corso di varie interviste (“È stato lui e farmi venire la voglia di cantare” ha detto). Dopo diversi rinvii, l’Evil Elvis (come spesso è chiamato dai suoi fan) pubblica un tributo al suo idolo con ben quattordici cover di alcune delle sue canzoni. Rimanendo piuttosto fedele agli originali e con un registro timbrico davvero simile a quello di Elvis, Danzig convince totalmente. Un disco che vale ben più di un distratto ascolto.

Canzone consigliata: One Night

BUZZCOCKS: A Different Kind of Tension

Era il 1979 l’anno che vide la pubblicazione dell’ultimo disco della trilogia classica dei Buzzcocks (con la line up originale). Il meno celebre dei tre, quello che si discosta di più dalla loro classica proposta, vale a dire melodie alla Beatles suonate con l’impeto del punk rock. A quarantun’anni dalla sua pubblicazione, A Different Kind of Tension rimane un disco da riscoprire, da ascoltare dalla prima all’ultima canzone.

Canzone consigliata: I Believe

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.