Play This Music Loud #7-8 | Marzo/Aprile 2020

Play This Music Loud #7-8 | Marzo/Aprile 2020
Marzo/Aprile 2020 | Il mese scorso abbiamo saltato questa rubrica (siamo stati troppo concentrati ad ascoltare un certo album…).
Per questa volta accorpiamo quindi due mesi, marzo e aprile, andando a scoprire i tre dischi da ascoltare assolutamente in questo periodo e una perla del passato da riscoprire.

PJJP

 PEARL JAM: Gigaton

Dopo sei anni e mezzo di silenzio tornano i Pearl Jam con Gigaton, il loro disco più lungo di sempre. Nei suoi 57 minuti di durata ci sono tutte le ragioni per cui si ama così tanto questo gruppo: canzoni viscerali e sanguine come Who Ever Said e Quick Escape si alternano a ballate di sicuro impatto come Seven O’Clock, Alright e Retrograde. Non è tutto. Dopo anni, il gruppo torna a sperimentare (Dance Of The Clairvoyants su tutte) e il risultato va oltre le migliori aspettative. Vuoi per i testi (mai così attuali), vuoi per l’ottimo lavoro complessivo, Gigaton è l’album del momento.

Canzone consigliata: Seven O’Clock

THE STROKES: The New Abnormal

Dopo sette anni di silenzio, tornano gli Strokes. Di quello che ricordavamo del gruppo è rimasto ben poco, ma quello che convince per davvero è l’idea della formazione di distanziarsi da tutto quello che ci si aspettava da loro. Un lavoro più a fuoco dei suoi due predecessori (comunque ottimi album, da riascoltare con piacere) che dimostra quanto il gruppo non abbia paura di evolversi. Una delle band più importanti degli anni zero in ottima forma. Se ci pensate, non è poco.

Canzone consigliata: Ode To The Mets

SPARTA: Trust The River

Sono passati ben sedici anni dall’ultimo disco in studio degli Sparta, il gruppo di Jim Ward messo insieme dopo la fine dei leggendari At The Drive-In. Sedici anni non sono pochi, ma ascoltando il loro nuovo disco non sembra passato tutto questo tempo. Post-core diretto che convince già dal primo ascolto, sono le ballate piuttosto a non sorprendere come nel passato ma il tempo passa per tutti e non tutto può essere (ancora) perfetto. Comunque un gradito ritorno.

Canzone consigliata: Cat Scream

JOHN PRINE: Sweet Revenge

Il suo primo disco, omonimo, del 1971, è probabilmente più famoso ma è con Sweet Revenge che John Prine riuscì a far capire a tutti quello che realmente era come cantautore e quello che voleva rappresentare con le sue canzoni. Un album da riscoprire, ideale per questo periodo nel quale siamo quasi tutti a casa. Dopo 47 anni dalla sua pubblicazione, Sweet Revenge rimane uno dei momenti più alti della carriera di uno dei migliori interpreti della canzone americana, uno degli autori preferiti di Bob Dylan e Bruce Springsteen. Prine era riuscito a sconfiggere ben due tumori, ma non ha potuto fare nulla contro il Covid-19. Una grave perdita.

Canzone consigliata: Please Don’t Bury Me

 

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.