Play This Music Loud #6 | Febbraio 2020

Play This Music Loud #6 | Febbraio 2020
Play This Music Loud #6 | La rubrica di barracudastyle.com dedicata ai tre dischi da non perdere usciti questo mese, più un classico del passato da riscoprire.
Febbraio 2020 | Questo mese parliamo dei nuovi album di Ozzy Osbourne, Greg Dulli e Green Day e del disco di debutto degli Strokes.

oo

OZZY OSBOURNE: Ordinary Man

Nonostante la sfortuna ultimamente sembra essersi accanita un po’ troppo su di lui, Ozzy Osbourne torna con il suo primo album d’inediti da dieci anni a questa parte. S’intitola Ordinary Man, contiene undici canzoni – si va dal doom metal all’hard rock, i generi nei quali Il Principe delle Tenebre è da sempre maestro – e si avvale di un dream team di tutto rispetto. Parliamo di gente come Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, Duff MacKagan e Slash dei Guns N’ Roses, Tom Morello dei Rage Against The Machine e di alcuni ospiti speciali (come il sorprendente Elton John nella title track  oppure Post Malone, ai cori su due canzoni).

Un gradito ritorno per una delle voci più leggendarie e iconiche dell’heavy metal (e non solo).

Canzone consigliata: Scary Little Green Men

GREG DULLI: Random Desire

Con gli Afghan Whigs tornati in un limbo dal quale difficilmente potranno uscire (soprattutto per via della morte del loro chitarrista Dave Rosser), Greg Dulli, il loro leader, torna in veste solista pubblicando il suo primo album solista. Proprio come nelle canzoni della sua band madre, la sua anima tormentata e tenebrosa è sempre presente e permea brani di sicuro fascino come Marry Me, Tide Me e A Ghost (che ricorda da vicino certi lavori di Nick Cave).

Quando la classe non è acqua.

Canzone consigliata: The Tide

GREEN DAY: Father Of All…

Con le sue dieci canzoni in appena ventisei minuti, il tredicesimo (!) album in studio dei Green Day si segnala per essere un lavoro come non si sentiva da tempo da parte della punk band americana. Non solo punk però perché tra le varie tracce della raccolta fanno capolino influenze che non ci saremmo mai aspettati, dal rockabilly alla surf music. Nonostante i cinquant’anni si stiano sempre più avvicinando, i tre ex ragazzi riescono a convincere variando la solita ricetta con ingredienti che donano nuova linfa alla musica proposta.

Canzone consigliata: Meet Me On The Roof

THE STROKES: Is This It

Era il (ormai lontano) 2001 quando arrivava nei negozi di dischi uno degli album più copiati (da altri gruppi), amati (dai fan) e ascoltati degli anni Zero. Parliamo ovviamente di Is This It, il debutto dei newyorkesi Strokes che a forza di schitarrate alla Television e atmosfere alla Velvet Underground (e con un perfetto look, rubato da altri celebri newyorkesi, i Ramones) riuscirono a far tornare il rock chitarristico primo in classifica, scalzando dalla cima gruppi di dubbio gusto come Limp Bizkit e compagnia brutta.

Canzone consigliata: Someday

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.