Play This Music Loud #10 | Giugno 2020

Play This Music Loud #10 | Giugno 2020
Giugno 2020 | Questo mese parliamo dei nuovi album di Neil Young, Bob Dylan, Rolling Blackouts Coastal Fever e di un disco pubblicato 25 anni che avrebbe meritato più successo.

NY

NEIL YOUNG: Homegrown

Il disco “perduto” di Neil Young più leggendario di tutti i tempi è finalmente realtà. Dopo anni e anni di speculazione su tracklist, artwork, recording sessions e chi più ne ha, più ne metta, Homegrown è finalmente disponibile da oggi nei negozi di dischi e sulle piattaforme streaming. Registrato dal loner canadese a metà anni settanta, poi accantonato per quarantacinque anni, il disco è il lavoro più personale dato alle stampe dal cantautore canadese in tutta la sua carriera. Non solo, è pure pieno zeppo di ospiti di prestigio: da Robbie Robertson e Levon Helm della Band fino ad arrivare a Emmylou Harris. Senza alcun dubbio il disco del mese.

Canzone consigliata: White Line

BOB DYLAN: Rough and Rowdy Ways

Jazzato e ombroso: sono queste le prime cose che vengono in mente ascoltando il primo disco d’inediti di Bob Dylan da otto anni a questa parte. L’influenza dei recenti album tributo a Frank Sinatra si fa sentire in più di un momento e si integra perfettamente al songbook leggendario del cantautore più importante di tutti i tempi. Rough and Rowdy Ways è un lavoro molto lungo, supera abbondantemente i sessanta minuti, e contiene tutto quello che ci ha sempre fatto amare Dylan. A quasi ottant’anni, il menestrello di Duluth ha inciso uno dei suoi migliori lavori non solo degli ultimi anni, ma degli ultimi decenni. Applausi.

Canzone consigliata: Key West (Philosopher Pirate)

ROLLING BLACKOUTS COASTAL FEVER: Sideways to New Italy

Vi mancano i (primi) R.E.M., i Byrds e Tom Petty? Allora i Rolling Blackouts Coastal Fever, band australiana nata solamente qualche anno fa, potrebbero fare proprio al caso vostro. Chitarre jingle-jangle come non ci fosse un domani, ottime melodie, canzoni che ti si appiccicano addosso e che potrebbero diventare la colonna sonora della vostra estate. Sideways to New Italy, pubblicato i primi di giugno e secondo lavoro della formazione, convince pienamente sin dal primo ascolto. Una precisazione obbligatoria: la Italy del titolo dell’album non è l’Italia bensì un riferimento a un piccolo villaggio nel Nuovo Galles del Sud fondato da un gruppo di Veneziani nel tardo ottocento e città natale di uno dei componenti del gruppo.

Canzone consigliata: The Only One

MATTHEW SWEET: 100% Fun

Matthew Sweet, uno dei grandi cantautori americani sconosciuto ai più, dopo un breve passaggio nelle classifiche di mezzo mondo a metà anni novanta, ha continuato a fare il suo onesto mestiere nel migliore dei modi, cioè scrivere pop rock con un occhio rivolto alla musica più alternativa degli anni ottanta. 100% Fun è probabilmente il suo lavoro più noto, generalmente sconosciuto ai più, purtroppo. Un disco che avrebbe meritato ben altro successo, con una sequenza di canzoni ben scritte, ben registrate e in grado di fare la differenza ora come allora, nel 1995, anno in cui l’album arrivò nei negozi di dischi.

Canzone consigliata: Sick of Myself

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.