Pearl Jam, il fuoco prima della tempesta (ovvero la recensione del live ad Atlanta 1994)

Pearl Jam, il fuoco prima della tempesta (ovvero la recensione del live ad Atlanta 1994)

Il 10 dicembre 2020, tutti i membri del fan club ufficiale dei Pearl Jam, il Ten Club, hanno ricevuto un graditissimo regalo. Ai fan è stata infatti data la possibilità di scaricare in formato Mp3 uno dei concerti più conosciuti di sempre della formazione di Seattle, il leggendario spettacolo al Fox Theater di Atlanta del 3 aprile 1994. Due ore e mezza dove il gruppo chiude idealmente la sua prima parte di carriera, suonando un concerto infuocato giusto cinque giorni prima del ritrovamento del cadavere di Kurt Cobain, momento che cambiò per sempre il gruppo e tutto il mondo della musica.

Pearl Jam Atlanta 1994 (2)

Il concerto ad Atlanta fu originariamente distribuito nel lontano 1994 come singolo in tre parti di Dissident, in una versione però non integrale, monca dei pezzi tratti dall’allora imminente Vitalogy. Per i tanti fan italiani che non li erano ancora riusciti a vedere dal vivo, fu quello il momento che riuscirono quantomeno a sentire come suonava dal vivo il gruppo, peraltro in una pubblicazione ufficiale. All’epoca c’era il grande mercato dei bootleg non ufficiali, e ti poteva capitare di comprarne uno con una copertina bellissima ma che suonava malissimo, YouTube non era nemmeno stato pensato e tutte le piattaforme in streaming che ora vanno per la maggiore erano solo un sogno.

Ora, a distanza di ventisette anni da quel concerto, il gruppo ha deciso non solo di condividerlo nella sua versione integrale, ma persino di rimasterizzarlo. Il risultato è a dir poco eccezionale. Se già le copie pirata che giravano da decenni riuscivano egregiamente a fotografare una band in evidente stato di grazia, questa nuova versione non fa che migliorare l’esperienza in toto. Nel corso dello show il gruppo suona quasi tutte le canzoni dei loro primi due album in versioni assolutamente memorabili (provate a sentire State of Love and Trust o Garden, tanto per dire) e presenta in anteprima alcuni futuri cavalli di battaglia come Better Man (qui in una delle sue versioni migliori di sempre), Whipping e Satan’s Bed. Non solo, menzione d’obbligo va ad un ulcerosa versione di Sonic Reducer introdotta da un divertente siparietto con Eddie Vedder che suona la batteria e Dave Abbruzzese (il batterista dell’epoca, qui in una delle sue ultime esibizioni) che lo presenta al pubblico e una memorabile Porch che include persino frammenti di Androgynous Mind dei Sonic Youth.

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Questa pubblicazione, che fa fa parte della serie Vault, serie di bootleg d’archivio selezionati tra le centinaia di concerti non ancora pubblicati a livello ufficiale editi a scadenza annuale esclusivamente su pearljam.com e nugs.net, è una release che nessun fan dei Pearl Jam, ma non solo, si dovrebbe lasciare scappare.

 

Sotto la tracklist del concerto:

VAULT #11: 03/04/1994 FOX THEATER: ATLANTA, GA

Setlist: Release, Rearviewmirror, Whipping, Even Flow, Dissident, Why Go, Deep, Jeremy, Glorified G, Daughter/Another Brick in the Wall Part II (Pink Floyd), Go, Animal, Garden, State of Love and Trust, Black/improv/We Belong Together (Rickie Lee Jones), Alive

Encore: Blood/(Not For You), W.M.A. (w/ Doug Pinnick e Jerry Gaskill), Better Man, Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town, Rats, Satan’s Bed, Once

Encore 2: Sonic Reducer (Dead Boys), Porch/Androgynous Mind (Sonic Youth)

Encore 3: Indifference

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Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.