Le Dieci Canzoni Peggiori dei Pearl Jam

Le Dieci Canzoni Peggiori dei Pearl Jam

Alla soglia dei trent’anni di carriera, i Pearl Jam sono una delle ultime grandi rock band rimaste. In tutti questi anni il gruppo ha pubblicato dieci dischi in studio, diverse b-side (quasi tutte contenute nella compilation Lost Dogs) e una marea di brani prestati a colonne sonore e a progetti benefici. La maggior parte di questi sono imprescindibili per i loro fan, diversi sono diventate pure hit radiofoniche. Ma quali sono le dieci canzoni peggiori incise dal gruppo di Seattle? Andiamole a scoprire insieme.

Pearl Jam a Venezia 2010 | Foto: Henry Ruggeri

Pearl Jam a Venezia 2010 | Foto: Henry Ruggeri

EVACUATION
Il terzo pezzo di Binaural è considerato da tantissimi fan il peggiore inciso in studio dal gruppo. E’ il primo contributo musicale di Matt Cameron, ex Soundgarden, che si era aggiunto alla formazione del 1998 ma che all’epoca non aveva ancora scritto nulla per la band. Questo è il suo esordio con i Pearl Jam e si può dire che il risultato non è tra i migliori. Pallosa.

GET RIGHT
Nel secondo disco dei Pearl Jam inciso insieme a Matt Cameron, Riot Act, fa capolino (per bruttezza) Get Right, un rock ‘n’ roll radiofonico nel quale Eddie ripete troppe volte il coro “I wanted to get right”. Una delle canzoni meno riuscite della band, suonata qualche volta dal gruppo nel 2003 e mai più proposta dal vivo. Insipida.

SWEET LEW
Sweet Lew è il tributo in musica all’ex cestista Kareem Abdul-Jabbar scritto dal bassista dei Pearl Jam. Il pezzo, un funky rock divertente e nulla di più, è stato incluso in Lost Dogs anche se era stato originariamente pensato per Yield (e meno male che è rimasto fuori dalla tracklist del quinto disco in studio del gruppo). Un vero peccato perché Jeff Ament – al di fuori dei Pearl Jam – ha dato alle stampe ben tre dischi solisti, uno migliore dell’altro. Brutta.

SLEEPING BY MYSELF
Tutta colpa di Brendan O’Brien, lo storico produttore dei Pearl Jam, che suggerì al gruppo d’incidere una versione full band della minimale Sleeping By Myself, inclusa nel secondo disco solista di Eddie Vedder. Il blog solomacello l’ha descritta come “un pezzo di qualche band bluegrass che ha finito il lambrusco”, definizione che calza a pennello per questa traccia. Terribile.

HAPPY WHEN I’M CRYING
Singolo natalizio pubblicato dai Pearl Jam insieme ai R.E.M. nel lontano 1997. La band di Athens per il progetto incise una grande canzone, Live For Today. Lo stesso non si può dire per il gruppo di Seattle che selezionò un’outtake di Yield intitolata Happy When I’m Crying scritta dall’allora batterista della formazione, Jack Irons. Una canzone strana, fin troppo strana, che stona a fianco di altri singoli natalizi ben più riusciti. Inconcludente.

LET THE RECORDS PLAY
I Pearl Jam, per chiudere le session di Lightning Bolt, avevano bisogno di un paio di pezzi per arrivare a dodici. Questo è uno degli ultimi brani incisi dal gruppo per il loro decimo album, musicato da Stone Gossard e che ricorda una versione – andata a male – dei Black Keys. Pollice in giù. Pessima.

FORCE OF NATURE
Una delle peggiori canzoni dei Pearl Jam è senza alcun dubbio Force Of Nature. Scritta da Mike McCready e inclusa nel criticato Backspacer, questa canzone è la traccia peggiore del nono disco della band. Può ricordare gli avatar che cantano le canzoni ruoooock in Guitar Hero o Rock Band, meno male che dal vivo il gruppo l’ha accantonata da ben otto anni. Pomposa.

THE FIXER
La peggior canzone dei Pearl Jam, per lo meno a sentire tanti fan del gruppo che, quando ne parlano, lo fanno sempre con un certo imbarazzo. Il testo, molto positivo, forse troppo, è curato da Eddie mentre la musica – molto pop, pure troppo – è invece scritta da Matt Cameron, Mike McCready e Stone Gossard. Maldestra.

OLE’
Pubblicata come singolo digitale nel 2011, in concomitanza con l’uscita del film sui vent’anni del complesso diretto da Cameron Crowe e ai concerti che il gruppo suonò ad Alpine Valley per celebrare i loro primi vent’anni come gruppo. In questo marea di pubblicazioni e celebrazioni Olè non venne ascoltata da molti, fortunatamente perché è uno dei pezzi più imbarazzanti composti negli ultimi anni dai Pearl Jam. Fastidiosa.

UNEMPLOYABLE
Chiudiamo questa classifica con Unemployable, tratta da Pearl Jam, conosciuto ai più come l’Avocado Record, composta (addirittura) a sei mani da Eddie Vedder insieme a Mike McCready e a Matt Cameron. Il testo è interessante, la musica molto meno e ricorda i R.E.M. meno ispirati, quelli per intenderci del periodo di Around The Sun. Improducente.

Luca Villa