Pearl Jam e le dieci curiosità su Ten che (forse) non sapevi

Pearl Jam e le dieci curiosità su Ten che (forse) non sapevi

Venerdì 27 agosto l’album di debutto dei Pearl Jam, Ten, compirà esattamente trent’anni. Per celebrarlo, abbiamo scovato le dieci curiosità sul disco che forse non sapevi.

Pearl Jam, Seattle, 1991 - Foto di Lance Mercer

Pearl Jam, Seattle, 1991 – Foto di Lance Mercer

1. All’inizio e alla fine di Ten è possibile ascoltare la traccia fantasma intitolata Master/Slave. La canzone è interamente strumentale (tranne per le incomprensibili parole che Vedder pronuncia) con una linea di basso fretless dominante che costituisce il nucleo della canzone stessa. Dalle parole di Jeff Ament, il brano è nato come una specie di tributo a Mick Karn dei Japan. Nel 2002 il produttore di Ten Rick Parashar disse “Se ricordo bene, Jeff aveva questa linea di basso… in studio di registrazione, io ho improvvisato con le tastiere andando dietro alla melodia di Jeff. Master/Slave è nata proprio così”.

2. Quando nel 1992 Bruce Springsteen ascoltò Ten, si sentì motivato a lavorare più duramente perché a detta del Boss, il disco di debutto dei Pearl Jam era davvero memorabile. “La prima cosa che ho notato è stata il calore del suono, anche se la band pestava duro. Avevano l’abilità di suonare canzoni dure e ritmate allo stesso tempo. Sembrava una band che voleva dare qualcosa ai suoi ascoltatori… a te. Avevano anima. Puoi fare molta strada con quella combinazione di elementi. L’hanno fatta. Sono uscito dalla macchina sentendo che c’era del lavoro da fare. Cos’altro puoi chiedere a una grande rock band?” commentò Springsteen anni dopo.

3. La copertina dell’album mostra i membri della band al momento della registrazione in posa e in piedi a un legno lavorato con il nome Pearl Jam. Il legno è stato intagliato da Jeff Ament con l’aiuto di Lisa Sparagano e Risa Zaitschek, che si sono occupate del layout. “Il concetto originale era di stare davvero insieme come gruppo ed entrare nel mondo della musica come una vera band… una sorta di accordo all-for-one“. Lance Mercer, uno dei fotografi ufficiali dei primi anni di attività del complesso, ha invece scattato le foto presenti nel booklet del disco.

4. Il nome originale dei Pearl Jam era Mookie Blaylock, un giocatore di basket americano. Il nome fu cambiato nel marzo del 1991 dopo che il gruppo firmò con la Epic Records, poiché i dirigenti discografici erano preoccupati per la proprietà intellettuale e per un accordo di sponsorizzazione da parte di Blaylock con la Nike. Come tributo al nome originale del gruppo, la band intitolò il suo primo album Ten, in onore al numero di maglia indossata da Blaylock.

5. Ten è stato registrato al London Bridge Studio di Seattle tra il marzo e il maggio del 1991. Curiosamente, la versione di Alive registrata in marzo è stata scartata a favore della take del gennaio 1991 registrata nel medesimo studio.

6. Il disco si apre sulle note di Once, che fa parte della trilogia Momma-Son, insieme ad Alive e Footsteps. Eddie compone il testo dal punto di vista di un potenziale assassino che, dopo aver appreso una verità sconvolgente (Alive), impazzisce in preda a istinti omicidi. Nel bridge della canzone, Vedder mormora: «Tu pensi che io abbia gli occhi chiusi / Ma ti sto guardando da tutto il cazzo di tempo».

7. Posta a ideale chiusura del lato A di Ten c’è Jeremy, ispirata a un fatto di cronaca realmente accaduto: l’8 gennaio 1991 a Richardson, una cittadina del Texas, Jeremy Wade Delle, un sedicenne come tanti, entra in classe armato della 347 Magnum del padre e si toglie la vita davanti ai compagni. Eddie rimane profondamente colpito dall’articolo che racconta il tragico fatto di cronaca e scrive di getto il testo della canzone. Jeff Ament scrive la musica e suona il basso a dodici corde, mentre Mike McCready, curiosamente, non suona nella versione in studio.

8. Dopo il primo ascolto di Ten, Dave Grohl dei Nirvana e Foo Fighters pensò che il cantante del gruppo fosse un tipo barbuto e con una giacca di pelle, grasso, torturato e spaventoso. Dave paragonò inoltre il suono di debutto dei Pearl Jam ai Mountain o “qualche possente rock band degli anni settanta”.

9. Ten è stato ristampato in una versione espansa nel 2009. In questa versione Reduxe, il disco è stato completamente remixato da Brendan O’Brien. Quello che in pochi sanno è che già nel 2004, all’interno della raccolta Rearviewmirror: Greatest Hits 1991-2003, furono inseriti ben tre pezzi (Once, Alive e Black) tratti da Ten e remixati proprio dal fido produttore del gruppo.

10. Nelle liner notes di Ten, Tim Palmer viene accreditato come colui che suona l’estintore e il macinapepe, utilizzati come percussioni su Oceans. “Ho usato il macinapepe e le bacchette sull’estintore come una sorta di effetto campana”, rivelò Palmer, la persona che ha mixato Ten in Inghilterra nell’estate del 1991. “A circa trenta secondi dall’inizio della canzone puoi sentire il rumore del macinapepe a sinistra e l’estintore a destra. È tutta roba abbastanza nascosta, davvero. Il motivo per cui ho usato quegli elementi era perché eravamo molto lontani da un negozio di noleggio di musica. La nostra necessità diventò quindi ‘la madre dell’invenzione‘”.

 

Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.