Pearl Jam: tre concerti acustici del gruppo migliori del leggendario MTV Unplugged del 1992

Pearl Jam: tre concerti acustici del gruppo migliori del leggendario MTV Unplugged del 1992

A volte capita che la leggenda che accompagna un determinato concerto di un gruppo finisca per offuscarne altri, meno conosciuti ma forse addirittura migliori. Alla scoperta di tre performance acustiche dei Pearl Jam per certi versi superiori del concerto per MTV Unplugged del 1992.

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Il concerto acustico registrato dai Pearl Jam quasi trent’anni fa negli studi di MTV non ha certo bisogno di presentazioni. Per alcuni fan è semplicemente il loro concerto preferito. Tanti altri pensano invece che sia una delle migliori performance di sempre del gruppo. Negli ultimi anni quel concerto è stato (giustamente) pubblicato in vinile e CD, andando così a colmare un vuoto che è durato per fin troppo tempo.

 

Esistono concerti acustici del gruppo che potrebbero essere addirittura migliori di quella classica e leggendaria performance? Sì. Nello stesso anno nel quale i Pearl Jam suonarono in acustico per MTV, apparirono per la prima volta al concerto di beneficenza per la Bridge School organizzato come ogni anno dal 1986 da Neil e Pegi Young. Complice l’aver suonato continuamente in giro per tutto il mondo oppure per il semplice fatto che in quel periodo il gruppo crebbe tantissimo a livello di coesione musicale, questa performance è senza alcun dubbio più riuscita di quella registrata per il canale televisivo americano. A differenza dell’MTV Unplugged, che mancava di rarità e soffriva parzialmente di un setting strumentale non totalmente “senza spina”, nel concerto al Bridge School Benefit del 1mo novembre 1992 il gruppo suona diverse rarità (Footsteps, Angel e I Am A Patriot, la cover di Steven Van Zandt), prova nuovi arrangiamenti di alcuni dei pezzi più celebri dell’allora ancora breve repertorio del gruppo (Jeremy, in una versione davvero mozzafiato, ma pure Alive non è da meno) e presenta persino un pezzo in anteprima mai suonato prima, traccia che nel corso degli anni diventerà una delle più amate dai fan del gruppo (sì, parlo di Daughter). Non vi ho convinto? Allora cliccate play sul video qui sotto, poi vedrete che darete ragione.

 

Tempo due anni e il gruppo replica nella medesima location suonando il primo concerto dalla fine del tour primaverile americano del gruppo del 1994, avvenuto giusto qualche giorno dopo il suicidio di Kurt Cobain. Per alcuni mesi, il gruppo scomparve dai riflettori, alcuni azzardarono persino che si fossero divisi. Il primo ottobre del 1994, senza troppi clamori, i Pearl Jam si presentano sul palco del Bridge School. Eddie con un vecchio cappellino dei Cubs calato sugli occhi – se lo tirerà via solo dopo diversi pezzi – mentre al posto di Dave Abbruzzese c’è un vecchia conoscenza della band, Jack Irons, colui che mise in contatto Stone Gossard e Jeff Ament con il futuro cantante dei Pearl Jam. Basta guardare il video per rendersi conto della drammatica tensione che aleggiava nell’aria quella sera. Eppure, complice una sensazionale versione di Walking The Cow di Daniel Johnston qui suonata per la prima volta, di alcune rarità come Corduroy (tenete presente che Vitalogy non era ancora stato pubblicato), Footsteps e Let Me Sleep, il gruppo si esibisce in uno dei set acustici migliori di sempre. Come per il concerto sopra, cliccate qui sotto per rendervi conto dell’assoluta bellezza di questa performance.

 

Proprio nello stesso anno del concerto dei Pearl Jam alla Benaroya Hall di Seattle, pubblicato in versione ufficiale nel 2004 in vinile e CD, il gruppo decide di suonare a Mansfield un pre-set tutto in acustico. Di questa esibizione non esistono filmati video, penso che in realtà il gruppo li tenga ben custoditi da qualche parte per la vecchiaia, ma per nostra fortuna il concerto fu pubblicato nel 2003 come bootleg ufficiale. Basta dare un veloce sguardo alla setlist per rendersi conto di che razza di concerto avrebbero potuto fare per MTV se avessero partecipato all’Unplugged solamente una decina di anni dopo. Durante il pre-set vengono proposte quasi tutte le migliori canzoni lente e riflessive tratte dal repertorio del gruppo. Si parte con Long Road e, passando per Off He Goes, All Or None e Parting Ways, si arriva alla chiusura con Indifference. Il miglior concerto acustico dei Pearl Jam? Probabilmente sì. Buon ascolto.

 

Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.