Non Aprite Quella Porta: Le dieci curiosità che (forse) non sapete

Non Aprite Quella Porta: Le dieci curiosità che (forse) non sapete

Da oggi è finalmente disponbile la versione in alta definizione di uno dei più importanti e iconici film horror della storia del cinema: The Texas Chain Saw Massacre, da noi Non Aprite Quella Porta. Non un semplice Blu-ray ma un bel cofanetto curato dalla sempre ottima Midnight Factory che contiene nel primo dischetto il cult di Tobe Hopper in 4K Ultra HD, nel secondo una copia in Blu-ray del film e nel terzo ben cinque ore di contenuti extra.

Per celebrare al meglio quest’uscita andiamo a scoprire le dieci curiosità che forse non sapete su Non Aprite Quella Porta.

non aprite quella porta 1974 tobe hopper

Sally Hardesty, interpretata da Marilyn Burns, nella memorabile scena finale di Non Aprite Quella Porta

1. Non Aprite Quella Porta è stata classificato da Entertainment Weekly, la nota rivista statunitense dedicata al mondo del cinema, come il secondo film più pauroso della storia del cinema, subito dopo L’Esorcista di William Friedkin. Non solo, il film è al primo posto nella classifica dei “migliori cinquanta cult di tutti i tempi” redatta della stessa rivista mentre per Slant Magazine, rispettato magazine online, è la pellicola più terrorizzante mai girata.

2. Oggi il film sarebbe catalogato come mocukmentary, opere di finzione che ricalcano i moduli stilistici del documentario, genere in voga dagli anni ottanta. Non Aprite Quella Porta, contrariamente a quanto molti pensano, non è infatti un film basato su una storia vera. Tobe Hopper, il regista, si è però ispirato alla vita di Ed Gein, il famoso serial killer del Wisconsin attivo tra la fine degli anni quaranta e l’inizio dei cinquanta. Gli interni della casa del film sono stati realizzati dopo che il regista aveva visionato i filmati ripresi dalla polizia durante un sopralluogo a casa Gein.

3. La voce narrante all’inizio di Non Aprite Quella Porta è quella dell’attore John Larroquette che fu ricompensato con uno spinello di marijuana ma che in oltre quarant’anni non ha mai visto il film.

4. La versione originale italiana di Non Aprite Quella Porta si concludeva con alcune scritte che riportavano: “Due ore dopo, i criminali venivano arrestati dalla polizia del Texas. Sei mesi dopo, furono processati e condannati alla sedia elettrica. L’unica sopravvissuta è tuttora ricoverata in una casa di cura traumatizzata dall’atroce esperienza vissuta”. Questa parte è stata tagliata nelle versioni pubblicate negli ultimi vent’anni in VHS e DVD poiché incongruente con il sequel diretto nel 1986 sempre da Tobe Hopper, disponibile dal 13 dicembre in Blu-ray per la prima volta in Italia.

Il poster originale americano di Non Aprite Quella Porta

Il poster originale americano di Non Aprite Quella Porta

5. Gunnar Hansen, l’attore di origine islandese deceduto tre anni fa che interpreta il leggendario Leatherface, ha sviluppato il suo personaggio sotto la supervisione del regista Tobe Hopper. L’idea che il personaggio fosse mentalmente disturbato è proprio di Hansen che si recò, prima che il film fosse girato, presso una scuola con bambini afflitti da problemi mentali per cercare di copiare alcuni dei loro atteggiamenti per il suo personaggio. Nella sceneggiatura originale, a fianco dei mugugni di Leatherface erano presenti dei fumetti con quanto tentava di dire, idea che fu accantonata proprio per volere dell’attore.

6. Nonostante Non Aprite Quella Porta sia considerato una delle pellicole più violente della storia del cinema, tanto da essere bannato da svariate nazioni per diversi anni, le uccisioni nella pellicola ammontano soltanto a cinque delle quali solo una avviene, nonostante il titolo originale del film, per mezzo di una motosega.

7. Tobe Hopper ha svelato di aver avuto l’idea di girare Non Aprite Quella Porta mentre era nella sezione ferramenta di un negozio molto affollato nel periodo natalizio. Mentre pensava a un modo per uscire dalla pressante folla vide… delle motoseghe.

8. Durante le riprese, un giornalista tedesco rubò una foto che ritraeva la famiglia Sawyer in posa fuori dalla casa. Quando il film venne distribuito in Germania, dopo anni di veti imposti dalla censura tedesca che arrivò a ritirare il film dal commercio, fu proprio quella foto a essere usata come locandina della pellicola.

Una storica foto della famiglia Sawyer scattata sul set di Non Aprite Quella Porta

Una storica foto della famiglia Sawyer scattata sul set di Non Aprite Quella Porta

9. Durante le prime proiezioni del film negli Stati Uniti, alcune persone del pubblico uscirono prima che terminasse in quanto troppo spaventate da quello che stavano vedendo. Era il 1974, dopotutto.

10. L’agghiacciante, ora come allora, colonna sonora di Non Aprite Quella Porta curata da Tobe Hopper insieme a Wayne Bell è composta da una cacofonia di suoni che vanno da versi di animali condotti al macello al pianto ossessivo di una donna intervallati da rumori di motoseghe, urla distorte, un fastidioso e pauroso ronzio e alcune corde fatte vibrare su un tamburello africano di proprietà dello stesso Hopper. La realizzazione dello score, mai ufficialmente pubblicato, ebbe dei costi ridotti per non fare lievitare le spese del budget originale che ammontava a 60,000 dollari, cifra che aumentò a 140,000 per il processo di editing. A oggi, solo negli Stati Uniti, Non Aprite Quella Porta ha incassato più di 35 milioni di dollari.

Luca Villa

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Non Aprite Quella Porta è disponibile da oggi nei seguenti formati:

Non Aprite Quella Porta: Edizione Limitata (2 Blu-ray + 1 Blu-ray 4K Ultra HD + Booklet) 
Non Aprite Quella Porta: Limited Edition (3 DVD + Booklet) 
Non Aprite Quella Porta 2 (3 Blu-ray + Booklet) 
Non Aprite Quella Porta 2 (3 DVD + Booklet) 
Non Aprite Quella Porta 1 & 2 (5 Blu-ray +1 Blu-ray 4K Ultra HD + Booklet) [Collector’s Edition]