Nel 2013 ha ancora senso andare a vedere i Deftones?

Nel 2013 ha ancora senso andare a vedere i Deftones?

L’area parco Nord, oggi dedicata a Joe Strummer, era piena come non mai e ricordo uno show incredibile 50/60 mila persone che per circa 1ora di show hanno cantato e saltato con Chino.Pochi giorni fà hanno suonato prima dei System of a Down, cosa che a mio avviso suona come una bestemmia colossale, ed è forse la ciliegina sulla torta di quest’estate italiana senza festival.I Deftones non sono mai stati un gruppo mainstream, hanno sempre cercato di fare la loro musica senza sbavature e scelte commerciali.Il loro ultimo disco è molto bello e ripercorre i fasti di “white pony” e non meritano di fare la spalla di un gruppo venduto come i SOAD.

A parte le polemiche posso dire che non è solo la musica dei Deftones che mi porta a Bolzano, ma la sicurezza dell’organizzazione altoatesina dei Festival.

Solito braccialetto, che non riesci a togliere neanche con le pinze, birra distribuita in bicchieri reciclabili e riutilizzabili, ubriachi ogni metro…..insomma tutto perfetto.

Arrivano un pelo lungo durante “Be Quiet and Drive (Far Away) “, ma quello che mi salta all’occhio è vedere ancora in forma Chino Moreno.

Chiaramente qui Bolzano non si possono ricreare le sensazioni di 13 anni fà per molti motivi, ma apprezzo lo sforzo di provarci.

La prima perla arriva con “diamond eyes” Con Chino che la canta alla perfezione con Abe che distrugge letteralmente la batteria conivolgendo tutto il pubblico, che non è quello di 13 anni fa, ma che si fa sentire soprattutto nelle prime file.

Seconda perla arriva con “Tempest” forse il brano più bello di “Koi No Yokan” che anticipa forse una delle più belle canzoni degli ultimi 15 anni “Change (In the House of Flies)”

Musicalmente sono impeccabili, non sbagliano una virgola, a parte una steccata di Stephen subito giustificata da Chino con un “puo’ succedere” e un sorriso pieno!!!

Quello che è bello vedere che sono affiatati la morte di Chi Cheng è stata dolorosa, ma la Band si è rialzata e ha voglia ancora di far saltare i suoi fans.

Adesso tutti i fans HC dei Deftones mi ammazzeranno, ma “Koi No Yokan” è un disco bellissimo quasi ai livelli di “White pony” e qui si vede proprio che con questo disco sono riusciti a ricreare quei suoi di fine millennio.

Neanche a farlo apposta i brani estratti da questi due capolavori sono gli stessi e chiudono con  “Bloody Cape” tratto da “Deftones”.

Chi lo dice che i Festival in Italia sono morti?

I grandi festival italiani sono morti e per fortuna esistono realtà piccole come questa, ed altri sparsi per la nostra penisola che riescon a far suonare band di alto calibro con pochi sforzi, perchè alla fine è la musica la vera protagonista, particolare che putroppo molte persone del music business hanno dimenticato.