Music as an Act of Resistance: guida alla nuova scena musicale britannica

Music as an Act of Resistance: guida alla nuova scena musicale britannica

Viaggio di sola andata da Bristol a Dublino alla scoperta delle formazioni britanniche che a colpi di schitarrate e di canzoni memorabili tengono vivo il caro, vecchio rock ‘n’ roll.

"He's made of bones, he's made of blood, he's made of flesh, he's made of love
 He's made of you, he's made of me, unity"
 Danny Nedelko - IDLES

Idles Bataclan

Cosa sta succedendo in Inghilterra e dintorni? Nel contesto della musica rock, era da tempo che non si sentiva più parlare di scena musicale o di un movimento legato ad uno specifico posto.

C’è da dire che negli ultimi anni l’Inghilterra è stata parecchio avara in termini di proposte di nuove rock band. I gruppi del Regno Unito che si sono formati negli ultimi vent’anni o giù di lì si possono dividere in due fazioni. La prima è quella composta da tutti quelli che hanno copiato – spesso con risultati abbastanza deboli – gente come Strokes e White Stripes mentre la seconda è formata da gruppetti senza arte né parte.

Ovviamente ci sono alcune eccezioni (dai Royal Blood ai Band of Skulls), comunque troppo poco per una terra che ha dato i natali a gente come Rolling Stones, The Who, Led Zeppelin, Black Sabbath, Sex Pistols, Buzzcocks e altre decine di nomi che hanno contribuito in maniera determinante a creare e definire il rock per come lo conosciamo.

Poi, vuoi per il momento storico in cui viviamo, per la Brexit, per i problemi legati a tenersi un lavoro oppure per come sta andando il mondo, dal Regno Unito sono spuntate come funghi una band migliore dell’altra.

"Sexual violence doesn't start and end with rape
 It starts in our books and behind our school gates"
 Mother - IDLES

Tutti mediamente giovani, sui trent’anni. Alcuni manco li hanno ancora compiuti i trenta. Sono tutti incazzati e scrivono canzoni come se le loro stesse vite dipendessero da quello che cantano e suonano, proprio come ai “vecchi tempi”. Sono influenzati da un po’ tutto quello che c’è stato di figo nel mondo della musica dagli anni settanta in poi.

Si parte da un certo punk alla Clash, si passa dal furore dell’hardcore americano alla Dead Kennedys e Misfits e dal post-punk alla Wire e P.I.L. e si arriva a tutto quello che un ragazzo può aver ascoltato da fine anni ottanta a ora. Fugazi, Dinosaur Jr., Shellac, Sonic Youth, At The Drive-In, ma anche Nirvana e Pearl Jam. Poi, certo, Joy Division, Talking Heads  ma non solo, anche gruppi a loro contemporanei come METZ e Pissed Jeans.

Nessun paletto, poco importa da dove si origina il fuoco quando c’è qualcosa di vero che ti smuove da dentro.

IDLES Live 2019 Foto di Francesca Garattoni

IDLES | Foto di Francesca Garattoni

Il gruppo più noto di questo movimento sono gli IDLES (che tra l’altro abbiamo approfondito qui). Cinque ragazzi di Bristol e dintorni che se la prendono con tutti: razzisti, sessisti, omofobi e gent(accia) simile. Due dischi: Brutalism – secco e diretto come un pugno che ti arriva nello stomaco proprio quando meno te lo aspetti – e Joan as an Act of Resistance – l’instant classic di Talbot e compagnia. A settembre uscirà il loro terzo disco e a giudicare dai primi tre singoli estratti, c’è da scommetterci che sarà uno degli album che marchieranno a fuoco questo 2020.

Non solo IDLES, però. Ad esempio abbiamo i dublinesi Fontaines D.C. con all’attivo uno dei migliori album dello scorso anno (Dogrel), attesi alla prova del nove a fine luglio con il loro secondo, attesissimo, lavoro. Più orecchiabili dei loro compagni di scuderia (sia i Fontaines che gli IDLES incidono infatti per la Partisan Records), una delle migliori band emergenti degli ultimi anni, punto e a capo.

"There is no warning, and there is no future
 I like the way they treat me but I hate the way they use her"
 Roy's Tune - Fontaines D.C.

Ci sono poi i londinesi Shame e il loro Songs of Praise pubblicato un paio di anni fa ma che ancora fatichiamo a togliere dal lettore. Altra formazione altrettanto valida sono i The Murder Capital – irlandesi come i Fontaines D.C. – che possono ricoprire il ruolo dei più tosti della brigata insieme – ovviamente – al gruppo capitanato da Joe Talbot.

Proprio per la Balley Records, l’etichetta di proprietà del cantante degli IDLES, incidono alcune ottime band delle quali sicuramente sentiremo parlare nei mesi a venire: gli Heavy Lungs (il cantante è Danny Nedelko, sì proprio lui, quello della canzone inclusa su Joan as an Act of Resistance.), i tosti Crows e i più che interessanti LICE.

Sotto potete trovare la playlist Music as anc Act of Resistance. che contiene una fotografia di tutto quello che abbiamo scritto fin qui insieme ad altre band britanniche di tutto rispetto come Savages, Sleaford Mods, The Pleasure Dome, Cabbage e compagnia bella.

Alla prossima persona che vi dirà che il rock è morto, mandategli il link sotto. Potete star certi che cambierà sicuramente idea.

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.