Misfits in dieci canzoni

Misfits in dieci canzoni

Ben prima della serie televisiva, ancora prima che tutto il mondo conoscesse il ben noto logo del gruppo… c’erano loro, i Misfits.

Teenagers from Mars and we don’t care
Misfits

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Pensare che è tutto iniziato a fine anni settanta, nel New Jersey, quando Glenn Danzig e Jerry Caiafa (solo Jerry per tutti quanti, da qui Jerry Only) decisero di formare un gruppo lasciandosi influenzare da un lato dal punk e dall’altro da temi horror (presenti in fumetti e film degli anni cinquanta e sessanta, i loro preferiti). Roba tosta che non si era mai vista prima. Per dire, incisero i primi singoli – Cough/Cool, She – senza nemmeno un chitarrista in formazione ma con Danzig nel doppio ruolo di cantante e tastierista della formazione (tastiere che servivano a dare una melodia alle canzoni).

E’ solo con l’arrivo di una serie di chitarristi che si susseguono continuamente nella line-up del gruppo, che i Misfits si recano in studio e incidono il loro primo album. Parliamo di Static Age, uno dei migliori album punk di sempre, da mettere a fianco dei vari debutti di gente come Ramones, Pistols e Damned, ma che curiosiamente non arrivò nei negozi fino al 1996… nessuna casa discografica all’epoca era interessata a pubblicarlo, ci credete? Andò persino peggio con il loro potenziale secondo disco, 12 Hits from Hell, che manco è mai stato commercializzato nella sua interezza (furono mandate in giro copie promozionali dalla Caroline, bloccate da Danzig e Only perché non erano soddisfatti praticamente su nulla: dai suoni all’artwork).

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A ben vedere, i dischi assolutamente da ascoltare del gruppo sono tre. L’esordio vero e proprio intitolato Walk Among Us – del 1982, che contiene alcune delle migliori canzoni del complesso –, Earth A.D., edito nel 1984, pubblicato l’anno dopo lo split del gruppo, che riesce nei suoi quattordici minuti di durata a unire l’irruenza del punk alla velocità del thrash metal. Da non dimenticare lo stupendo, omonimo, Misfits, compilation pubblicata nel 1986 piena zeppa di singoli e outtakes del loro periodo storico.

Una nota a parte è obbligatorio riservarla alla produzione degli anni novanta con Michale Graves. Due dischi, il primo intitolato American Psycho, il secondo Famous Monsters. Due album senza Danzig ma che riescono a convincere come ben pochi lavori incisi da band riformate sono riusciti a fare. Messi da parte invece i lavori degli ultimi sedici anni con Jerry Only alla voce (che forse manco valgono un distratto ascolto) i Misfits originali (sì, è tornato pure Glenn) si sono riformati dal 2016 per alcune concerti suonati, per ora, solo in America. Il 2020 sarebbe stato l’anno del loro arrivo in Europa con la formazione classica, poi sappiamo tutti cos’è successo nel mondo, ma questa, a ben vedere, è una storia ancora tutta da scrivere.

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.