Mike McCready, la recensione dello score di The Glamour & The Squalor

Mike McCready, la recensione dello score di The Glamour & The Squalor

Marco Collins e The End KNDD sono nomi che non hanno di certo bisogno di presentazione, a patto di aver vissuto negli Stati Uniti agli inizi degli anni novanta. In Italia, al contrario, sono pressoché sconosciuti.

Marco Collins, classe 1965, è un speaker radiofonico noto per aver fatto conoscere al mondo tante band della sua città, Seattle. Parliamo di gente come Pearl Jam e Nirvana, ma anche di gruppi meno conosciuti come Sunny Day Real Estate e Death Cab For Cutie. Nei primi novanta ha lavorato alla nota stazione radiofonica di Seattle The End (KNDD) ed è proprio su quel periodo che si concentra il riuscito documentario di Marq Evans, The Glamour & The Squalor, presentato un paio di anni fa al Sundance Festival e ora disponibile su Amazon Prime Video – purtroppo solo su solo americano.

Per lo score della pellicola è stato chiamato uno dei personaggi chiave del movimento cittadino, Mike McCready. Il chitarrista dei Pearl Jam ha composto per il progetto una trentina di canzoni facendosi aiutare da alcuni musicisti di Seattle come Star Anna, Kim Virant e MacKenzie Mercer degli Young Evils, che prestano le loro voci su alcuni pezzi della raccolta. Sono però le restanti tracce, quelle strumentali, a colpire di più, quelle che vedono McCready impegnato non solo alla chitarra, ma anche al basso, al mellotron, all’autoharp e alle tastiere, coaudiovato dal potente drumming di Barrett Jones, che produce il tutto.

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Lo score di The Glamour & The Squalor è un lavoro che convince e mette in risalto tutte le influenze presenti e passate di McCready. Southern / Coming Together e Social Distraction per esempio chiamano in causa un vecchio amore del chitarrista, il punk, con la prima che ricorda i Ramones e la seconda i grintosi power chords dei Social Distortion. Shrine Watcher e Spaced Out, invece, spiazzano perché mai si sarebbe pensato che nel background di McCready si celasse un amore per il breakbeat.

Le potenti Young-ish e Grandmother Earth, che vedremmo bene incise dagli stessi Pearl Jam, le evocative Tried & True e Tree Fractal, che richiamano certe atmosfere alla Ry Cooder e l’intima Love Wins sono indubbiamente le migliori tracce dello score. The Glamour & The Squalor – The Score, distribuito da Lakeshore Records e acquistabile su Amazon.it, è un lavoro che riesce a esaltare le doti di uno dei migliori chitarristi non solo del movimento di Seattle, ma della sua generazione.

Quest’album è dedicato a mia moglie Ashley, la mia musa, e ai miei figli, che mi ispirano quotidianamente. È anche un ricordo di tutti i musicisti di Seattle che non ci sono più ma la cui musica rimane
– Mike McCready

Luca Villa